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Coronavirus e Fase 2. La polemica sulle foto dei Navigli e le prospettive degli utenti

Fase 2. Polemiche in merito a una foto dei Navigli “affollati” diffuso sui social. Vediamo come stanno le cose

Il sindaco di Milano, Beppe Sala, è intervenuto duramente a seguito delle immagini diffuse sui social e sui media in merito alle persone ritratte presso i Navigli di Milano in questi primi giorni di «fase 2» italiana della pandemia Coronavirus. Sui social è partita la polemica sulle foto, accusando i media di aver diffuso «fake news» usando «trucchi fotografici» per far credere che ci fossero persone molto vicine tra loro o assembramenti veri e propri.

La «foto di Repubblica»

Sui social, da Twitter a Facebook, circola la seguente immagine utilizzata per raccontare la presenza di numerose persone presso i Navigli a Milano.

L’immagine contestata sui social.

Si tratta di un fotogramma del video registrato e pubblicato su Repubblica il 7 maggio 2020, fotogramma usato per la condivisione sui social:

L’immagine è un fotogramma del video usato per la condivisione sui social.

L’immagine è evidentemente schiacciata e alcuni utenti hanno fatto notare le distanze significative tra un elemento ritratto e l’altro, circa 170 metri o poco più dal luogo della ripresa al primo ponte visibile sulla sinistra.

I punti in comune tra l’immagine e i luoghi riscontrati con Google Street View.

Tale situazione dimostra come le persone ritratte non siano così vicine come sembrano e che ci sarebbero le distanze di sicurezza tra i presenti nel passaggio di Alzaia Naviglio Grande a Milano. Non bisogna, però, fermarsi al singolo fotogramma.

Gli altri fotogrammi del video di Repubblica

Se ci soffermiamo al singolo fotogramma contestato non possiamo conoscere la situazione dei Navigli a Milano. Nei seguenti fotogrammi notiamo la vicinanza tra alcune persone in zona:

Un altro fotogramma del video di Repubblica. Si notano gruppi di persone vicine tra loro.

Ecco altri due fotogrammi dove si notano molte persone vicine tra di loro:

Altri fotogrammi del video di Repubblica. Ancora persone vicine.

Dai fotogrammi notiamo certamente alcuni gruppi formati da famiglie (genitori e figli) che in certi casi sono vicini ad altre persone, infine gruppi di giovani molto spensierati che si comportano come se non fosse mai arrivato il virus in Italia.

Le foto Ansa

Dall’archivio fotografico Ansa troviamo diversi scatti e fotogrammi di alcuni video dove notiamo dei piccoli assembramenti:

Fotogrammi di un video ripreso nei Navigli di Milano e diffuso sui social.

Di seguito una foto del 4 maggio 2020 di Matteo Corner dove vengono ritratti dei ragazzi che parlano e prendono il sole sulle rive della Darsena nel primo giorno di apertura dopo il lockdown.

Foto scattata il 4 maggio 2020 da Matteo Corner. Foto Ansa.

La partita al parco Forlanini

Non solo i Navigli. Nel seguente video registrato il 7 maggio presso il parco Forlanini di Milano, inoltrato alla redazione di Open dall’autore dello stesso, notiamo un gruppo di ragazzi intenti a giocare a pallone nella totale spensieratezza.

A questo punto dovremmo considerare che ci siano più casi, singoli e isolati, sparsi per tutto il territorio di persone che non si stanno comportando rispettando le normative per il contenimento del Virus.

Conclusioni

Il fotogramma usato da Repubblica per l’anteprima del video non rispecchia la situazione reale, risultando schiacciata, mentre in altre riprese si evidenziano alcuni casi criticabili in questa fase 2. Si riscontrano altre foto e altri video dove si osservano gruppi di persone – casi isolati – che non rispettano le misure di sicurezza richieste per fronteggiare la pandemia.

La diffusione dei video e delle foto hanno avviato la discussione e soprattutto la polemica tra «due fazioni» in merito all’informazione diffusa sui comportamenti dei milanesi a seguito degli allentamenti. Da una parte troviamo coloro che dimostrano allarmismo e sfiducia nei confronti dei cittadini, dall’altra coloro che si sentono presi in giro e difendono gli allentamenti. Non bisogna andare troppo per gli estremi e considerare i fatti, ossia:

  • la necessità di una corretta informazione per evitare in tutti i modi le polemiche;
  • non estremizzare da una parte o dall’altra la situazione reale;
  • non sottovalutare i singoli episodi, rimarcando la loro singolarità, che in merito alla diffusione di un virus potrebbero creare problemi alla salute degli altri.
  • facciamo tutti attenzione per non dover tornare indietro a una fase 1.

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