Speranza? Protagonista silenzioso. Lamorgese? Competente. La top five della fiducia nei ministri letta da un sociologo

Livio Gigliuto commenta la classifica stilata dall’istituto Piepoli: «Il giudizio è positivo in modo netto sull’aspetto sanitario, meno deciso su quello economico»

La prima cosa che salta agli occhi dando un’occhiata di sguincio alla classifica dei cinque ministri in cui l’opinione pubblica ripone più fiducia è il grande balzo in avanti del titolare della Salute: +11% rispetto alla precedente rilevazione di 3 mesi fa. Un salto che consente a Roberto Speranza (Leu) di guadagnare il 41% dei consensi in fiducia e di andare dritto al secondo posto della top five stilata dall’istituto Piepoli.

Davanti a lui, saldo detentore del podio, il ministro per i Beni e le attività culturali Dario Franceschini (Pd) che rispetto a febbraio guadagna 4 ulteriori punti percentuali e si porta al 45%. Se la cava niente male anche il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri (ancora Pd) che con 5 punti di fiducia in più rispetto a febbraio riesce a prendersi l’ultima postazione del podio con il 39%. In ascesa con lo stesso trend (+6%), la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese (che, con il 38%, da mesi raccoglie conferme in fatto di fiducia) e il titolare dem degli Affari regionali Francesco Boccia che – complice la sua sovraesposizione in questi mesi di emergenza Coronavirus – passa dal 27% di febbraio al 33% di maggio.

Istituto Piepoli

Non si può fare a meno di notare che nessuno dei ministri del M5s, forza di maggioranza, figura tra i primi cinque in cui gli italiani ripongono più fiducia. Non c’è la Scuola, non c’è il Lavoro, non c’è la Giustizia, per dirne tre per tutti. In realtà, se si torna indietro a ripescare l’ultima classifica di questa serie, ci si accorgerà che due ministri pentastellati riuscivano a starci dentro: Alfonso Bonafede (Giustizia) e Sergio Costa (Ambiente).

Vincenzo Monaco | La top 5 di febbraio dell’istituto Piepoli

Ma quali sono le ragioni che hanno spinto i ministri finiti in top 5 a raccogliere punti di fiducia tra l’opinione pubblica in questa fase di emergenza sanitaria ed economica prodotta dalla pandemia da Coronavirus? Il ruolo tecnico di Lamorgese finisce con l’essere più apprezzato rispetto a quello politico di chi siede al Viminale? E come si spiega la prima posizione di Franceschini, nonostante sia meno esposto di altri in questa fase? A tutte queste domande e a molte altre ha risposto il sociologo Livio Gigliuto che, per ogni ministro e relativo posto in classifica, offre a Open una cornice interpretativa sull’atto di governare al tempo del Covid.

5. Boccia, «la nuova visibilità e il protagonismo delle Regioni»

La fiducia in Boccia (33%) è cresciuta probabilmente a causa «della nuova visibilità che ha avuto in queste settimane». L’emergenza Coronavirus sta assicurando alle Regioni un «nuovo protagonismo in questa stagione politica», sottolinea Gigliuto. Mai come ora sono state «centrali le figure dei presidenti di regione o degli stessi assessori alla sanità regionali». Con la crescita della fiducia per Boccia si comincia quindi a vedere l’apprezzamento di alcuni ministri che in questa fase sono stati «più protagonisti di altri».

4. Lamorgese, «premiata dal principio di competenza»

Anche la fiducia in Lamorgese (38%) è cresciuta ma, per il sociologo vicepresidente dell’istituto Piepoli, bisogna tenere conto del fatto che lei «era già tra i ministri più amati dagli italiani». La sua figura era «già molto apprezzata» probabilmente a causa del suo «ruolo di tecnico imparziale». C’è poi da dire che le funzioni del ministero dell’Interno sono «tra quelle più istituzionali, più connesse al sistema paese». E Lamorgese risulta essere «coerente con la sua funzione ministeriale, visto il suo percorso precedente».

Un percorso che la premiava già 3 mesi fa, quando era in cima alla stessa classifica, proprio perché per gli italiani era una persona «allineata al ruolo che ricopriva», una ministra dell’Interno che «viene da un percorso personale compatibile con il suo ministero». Per Gigliuto, potremmo citare una sorta di «principio della competenza» in base al quale «il nome e la storia di un ministro sono perfettamente compatibili con un ministero».

3. Gualtieri e la gestione della crisi: «Promosso dagli italiani»

Per quanto riguarda Gualtieri (39% di fiducia), «si potrebbe citare lo stesso principio ma bisogna tenere a mente che siamo davanti a un politico e non a un tecnico». La crescita della sua fiducia è «legata alla gestione della crisi economica» che si sta concretizzando, gestione che lo vede «sostanzialmente promosso». L’opinione pubblica sta dunque confermando l’apprezzamento e la fiducia per l’operato di un ministro che anche nella precedente classifica si posizionava tra i primi posti.

Vincenzo Monaco | La top 5 di febbraio dell’istituto Piepoli

2. Speranza, «il protagonista silenzioso che convince»

Speranza (41%) è il protagonista della gestione sanitaria dell’emergenza Covid. La sua fiducia è aumentata dell’11% rispetto a febbraio. Probabile è che questa crescita sia legata al fatto che «gli italiani hanno apprezzato in generale la gestione del governo in questa fase ma in maniera spiccata si sono fidati dalla gestione sanitaria dell’emergenza». Per Gigliuto ha inciso la personalità: «Speranza si è caratterizzato per essere un ministro silenzioso, sobrio, non troppo protagonista, un po’ vecchia maniera, molto meno votato alla comunicazione».

1. Franceschini, «da esperto del settore è coerente col suo ruolo»

Franceschini (45%) «è primo perché è sempre stato primo nella classifica dei ministri, da quando viene stilata». E aggiunge: «Ha sempre avuto uno zoccolo duro di consensi piuttosto elevato, anche in conseguenza del fatto che è un politico specializzato nel ruolo di esperto nel settore dei beni culturali e dunque è percepito come assolutamente coerente con il ruolo che riveste».

Questa la ragione per cui, secondo il sociologo, Franceschini ha da sempre un livello di fiducia più alto degli altri. Il gradimento nei suoi confronti «è molto stabile», l’opinione pubblica tende ad avere un «giudizio positivo sul suo conto e a non modificarlo». Aggiungiamo poi che «è il personaggio più noto, dunque non c’è spazio per cambiamenti di opinione».

La fiducia nelle istituzioni in genere

Gli italiani sembrerebbero dunque promuovere i protagonisti politici di questa fase di emergenza Coronavirus. Secondo il sociologo, in questi mesi «è cresciuta in generale la fiducia nei confronti di tutti i rappresentanti delle istituzioni»: è cresciuta la fiducia nel presidente del Consiglio (espressione del M5s), nel capo dello Stato, nel Parlamento, nelle forze dell’ordine e in tutto ciò che è autorità.

Dunque, per Gigliuto, è evidente un cambio di passo «vista la crisi che c’era fino a pochi mesi fa nei confronti delle autorità e di chi rappresentava le istituzioni». «Succede sempre che nei governi che guidano un’emergenza cresca la fiducia nei confronti dei protagonisti politici – conclude il sociologo -. Il giudizio è positivo in modo netto sull’aspetto sanitario, meno deciso su quello economico».

Grafiche a cura di Vincenzo Monaco

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