Boris, il maturando che fa la guerra ai bulli: «Come tesina ho fatto un’app per segnalarli da anonimo» – L’intervista

19 anni, con il sogno di arruolarsi nella Marina, è stato notato dalla ministra Azzolina perché ha sviluppato un’app anti-bullismo. Ecco di cosa si tratta

«Troppi atti di bullismo nelle scuole. Così ho deciso di sviluppare un’applicazione che consenta sia alle vittime sia a chi assiste a episodi di questo tipo di segnalare i bulli anche in maniera anonima. Io, ad esempio, mi sarei sentito a disagio a segnalare un episodio di bullismo, a metterci la faccia, forse per paura di ritorsioni. Per questo motivo serviva qualcosa che tutelasse noi studenti».

E così Boris Zamparano, 19 anni, studente della 5 A, sezione Informatica dell’Istituto tecnico industriale “Bosco Lucarelli” di Benevento ha preparato un progetto ambizioso per la Maturità che sosterrà martedì prossimo. Un elaborato – per il quale ha sviluppato l’app “Mob-out” (dove “mob” sta per mobbing, ndr) – che ha sorpreso persino la ministra Lucia Azzolina: «È bello vedere come i ragazzi siano consapevoli della necessità di contrastare certi fenomeni e come sappiano mettersi in gioco, essere loro stessi parte della soluzione del problema» ha detto.

Open | Ecco come sarà l’applicazione anti-bullismo

Ecco chi prendono di mira i bulli

«Volevo creare qualcosa che fosse utile perché il bullismo è tra noi, soprattutto quello verbale. Ci sono ragazzi che vengono presi di mira magari perché sono più riservati o perché sono trasandati nel vestirsi. E spesso questi episodi capitano in classe davanti ai docenti che non se ne accorgono o addirittura sottovalutano il problema» ci spiega.

L’applicazione

Open | L’app si chiama Mob-out

L’applicazione “Mob-out” – ci anticipa – è già pronta. E funziona con estrema semplicità: si può installare su tutti gli smartphone, sia su Android che su iOS, ed è ovviamente gratuita. Boris la sta testando da giorni: poi la rilascerà alle scuole che, di fatto, potranno ricevere le segnalazioni, anche anonime, dai propri studenti. Segnalazioni che potranno essere consultate, dal pannello di gestione, esclusivamente dal referente d’istituto per il bullismo.

Per chi segnalerà gli episodi, basterà spiegare bene l’accaduto (non è richiesto, invece, l’inserimento obbligatorio di nome e cognome): al momento non è possibile caricare né foto né video.

L’applicazione potrebbe essere utile non solo per tutelare gli studenti ma anche per evitare episodi gravi ai danni dei docenti come quello che ha visto protagonista, suo malgrado, una prof di Salerno bullizzata e derisa in classe. Video che hanno fatto il giro della rete e che, come documentato da Open, non erano affatto casi isolati visto che la prof era nel mirino dei bulli già da 10 anni.

La prof di Salerno bullizzata già dieci anni fa | Video di Fabio Giuffrida per Open

La Maturità ai tempi del Coronavirus

Boris è prima di tutto uno studente alle prese con una Maturità complessa, a causa del Coronavirus. Niente “notte prima degli esami”, niente esami scritti, niente ansie condivise con i compagni di classe. «Mi è mancata la solita routine, per me è stato un cambiamento drastico. Altro che esame facile, non possiamo nemmeno vedere le prove orali degli altri compagni, almeno per capire di cosa si tratta» ci confessa.

Esami di Stato 2020, le voci dei primi maturati: «L’ansia c’era ma fa parte della vita, no?» | Video di Felice Florio per Open

«Sogno di arruolarmi nella Marina»

Ma lui non si perde d’animo: «Sogno di arruolarmi nella Marina ma non escludo di dedicarmi anche all’informatica, la mia grande passione. E, lasciatemi dire, che, a differenza di quello che si dice, l’alternanza scuola – lavoro, almeno nel mio caso, è servita eccome. Sono stato inserito in un’azienda che mi ha fatto lavorare nel reparto web, è stato per me un trampolino di lancio. Infatti lavoro già da un anno».

Foto in copertina di Open

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