Il distanziamento sociale è il miglior modello possibile. Chi critica dovrebbe presentarne uno migliore

Forse i modelli non danno sempre proiezioni valide, ma esperti come Franco Locatelli andrebbero ascoltati

I modelli matematici SIR (Susceptible, Infectious, Recovered) sono da sempre considerati i più adatti per stabilire delle strategie di contenimento di una pandemia come quella del nuovo Coronavirus. Il Washington Post li ha proposti per mostrare l’importanza di stabilire regole precise di distanziamento sociale, suggerendo che non fosse necessario applicarle in maniera rigida, come in Cina.

Il modello SIR è la ragione per cui non ha molto senso misurare la gravità della trasmissione di una malattia basandoci esclusivamente sull’indice Rt, come successe nel maggio scorso per l’Umbria, o più recentemente per una «preoccupante» impennata in tutta Italia. Il SIR model permette infatti di considerare variabili maggiori, dando un contesto più ampio.

A maggior ragione, promuovere tesi di contenimento alternative, basate magari sulle proprietà dei raggi UV, non ha molto senso al momento. È possibile invece costruire modelli matematici che tengono conto dell’interazione nel territorio di individui sani, malati e guariti. Questo però non può restituirci mai delle previsioni, bensì delle proiezioni.

Come spiegavamo in un precedente articolo, le prime possono dirci cosa accadrà in futuro sé conosciamo come agiranno tutte le variabili, cosa piuttosto difficile da ottenere; le seconde invece, suggeriscono come potrebbero andare le cose, supponendo che le variabili note restino invariate. Lo abbiamo visto anche trattando il problema del Riscaldamento globale.

Al momento, come vedremo, il distanziamento sociale è la migliore delle soluzioni possibili, soprattutto sui treni. La sospensione di questa misura di prevenzione in tali mezzi di trasporto di massa, decisa recentemente dal Governo – apparentemente senza consultare il Consiglio superiore di sanità (Css) – non sembra una buona idea. Ecco perché.

Possiamo fidarci dei modelli? Non sempre, ma sono uno strumento importante

Sono nate così diverse polemiche tra esperti, sulla validità dei modelli matematici nel prevedere come andranno le cose in un dato futuro, in tema di Covid-19. Si tratta spesso di obiezioni legittime, proprio in virtù della confusione che passa nei media tra proiezioni e previsioni. Inoltre, se si passa da una Fase 1 a una Fase 2, non è detto che si possano applicare sempre gli stessi modelli. Lo stesso discorso può valere anche quando si studia l’effettiva utilità delle mascherine o altri dispositivi.  

Proprio in questi giorni stanno venendo rilanciati due studi pubblicati su PlosOne nel marzo scorso, di cui potete trovare una sintesi su NewsWise, con la possibilità di accedere ai paper originali. Questi come altri, si basano sul modello SIR e suggeriscono l’importanza del distanziamento sociale, nel limitare un virus come SARS-CoV2, che ha dimostrato di avere un’alta trasmissibilità, anche mediante individui presintomatici e asintomatici.

Certo, sono tante le cose che restano incognite, ma chi critica questi modelli (legittimo), dovrebbe anche presentarne di migliori, specialmente se riveste un ruolo nell’Esecutivo. Possiamo allora comprendere la reazione di Franco Locatelli alla iniziale decisione del Governo (presto revocata), di porre uno stop al distanziamento nei treni. Il Presidente del Consiglio superiore di sanità, cita anche un recente studio inglese, dove si suggerisce quanto i treni siano potenzialmente un boost, nella trasmissione di virus che si trasmettono per via aerea – come il Coronavirus – se non si continuano a rispettare i modelli SIR, frutto di decenni di studi nel campo della epidemiologia. 

Foto di copertina: Tobias b köhler | Trenitalia, Venezia Santa Lucia.

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