Coronavirus. Giornalisti italiani confezionano servizi fake sulle mascherine in Olanda? La bufala valanga

Qualcuno pensa di fare un video scherzoso o comico, ma poi genera una valanga di indignazione di gente che casca nella bufala

Può capitare che un video o una foto vengano decontestualizzati e manipolati all’insaputa dell’autore, il tutto per fornire agli utenti una narrativa distorta e falsa della realtà. C’è però chi, con la presuntuosa intenzione di «scherzare» genera di fatto una «bufala valanga» come quella dell’audio complottista inviato via Whatsapp da un ragazzo che si fingeva bloccato in Cina a gennaio 2020: inviato «per scherzo» in una chat tra amici, qualcuno l’ha condiviso all’esterno facendolo diventare estremamente virale. Ecco, questa volta tocca a un video il ruolo della pallina di neve che, rotolando, genera una valanga di complottismo e insulti nei confronti dei giornalisti italiani e in particolare di quelli della Rai.

Il 4 ottobre la pagina Facebook «Fronte Sovranista» pubblica un video in cui sostiene che una troupe italiana di giornalisti, definiti «attori di regime», avrebbe girato un finto servizio sull’utilizzo delle mascherine ad Amsterdam, in Olanda. Appena 167 condivisioni, ma c’è chi ha fatto di meglio.

Sempre il 4 ottobre l’utente Alessandro C. pubblica lo stesso video – senza il watermark della pagina sovranista – riportando la stessa accusa, ottenendo oltre 1200 condivisioni. Lo stesso giorno viene condiviso anche dalla pagina «Stop alle scie chimiche» – non è comica, ci credono davvero – ottenendo oltre 500 condivisioni. Possiamo andare avanti con tantissimi altri esempi, visto che il video è stato scaricato e diffuso in diversi account e pagine diffondendo la falsa notizia.

Perché è falsa? Perché era uno «scherzo» dell’autore dello stesso video, un tal Giuseppe P. che pare essere un fisioterapista di Milano. Lo scrive lui stesso nel suo profilo Facebook tra i commenti al post pubblicato il 29 settembre 2020.

Nel testo del post presente nello screenshot sopra riportato leggiamo «Il gioco è bello quando dura poco», più o meno 6 giorni. Dal post possiamo consultare la cronologia delle modifiche dove leggiamo un iniziale «la rai in missione per tirar su i consensi ai pentaparassiti» dove accusava i giornalisti della televisione pubblica italiana.

Inutile il commento «chiarificatore» di Giuseppe P. in risposta a un altro utente:

Giuseppe I: «Tranquillo che la rai non manda ste troupe all’estero»

Giuseppe P: «ovvio che non è la rai è un video comico»

Leonardo: «È vero o no sto video nn ho capito»

Giuseppe P: «in che senso vero? il video è vero, non è modificato, l’ho registrato io. Quello che dico nel video è per far ridere i miei amici, non posso sapere chi siano quelle persone e cosa stanno combinando»

Ormai la pallina di neve, lanciata il 29 settembre «per scherzo» con la scusa del «video comico», ha generato la valanga social ottenendo come risultato l’indignazione e la rabbia ingiustificata degli utenti. C’è chi si diverte, vedendo tutto ciò, ma in realtà avvelenano ulteriormente i pozzi (come se non ce ne fosse abbastanza di veleno).

Il video

Per i più cocciuti, basterebbe vedere il video senza soffermarsi alla narrazione dell’autore per comprendere la situazione. Le riprese, effettuate presso un ponte del canale Kloveniersburgwal presente tra Rusland e Raamgracht, avevano come soggetto un bambino con lo zainetto e le cuffie:

Eccolo, senza sempre mascherina, mentre osserva probabilmente la ripresa appena effettuata tutto sorridente:

Alla fine delle riprese il giovane attore – sempre senza mascherina – posa insieme agli operatori per fare una foto ricordo delle riprese:

Se doveva essere un servizio dove mostravano tutti con la mascherina risulta alquanto strano, visto che solo gli operatori la indossavano e non il soggetto ripreso dalle telecamere.

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