Alta tensione tra Governo e Regioni sulle nuove misure. Toti: «Respinte tutte le nostre proposte». Boccia: «Critiche incomprensibili»

Duro confronto nel vertice di oggi. Il ministro degli Affari regionali ai governatori: «Le norme inserite nel decreto le conoscevate bene, sono state discusse in due riunioni nell’ultima settimana»

Non accenna a placarsi lo scontro tra Governo e Regioni sulle nuove misure per far fronte alla gestione dell’emergenza Coronavirus, con un particolare riguardo al periodo delle festività natalizie. Diversi presidenti di Regione si sono schierati contro una serie di restrizioni messe a punto negli ultimi giorni e ormai destinate a entrare in vigore. Il pomo della discordia è in particolare la limitazione degli spostamenti tra Regioni e Comuni.


Fontana: «Limitazioni ingiustificate»

Nel corso dell’incontro tra esecutivo e Regioni, che ha visto il collegamento in videoconferenza del premier Giuseppe Conte, il ministro Francesco Boccia ha replicato duramente alle critiche dei governatori: «Le norme inserite nel decreto legge le conoscevate bene e sono state discusse in due riunioni nell’ultima settimana durate complessivamente sette ore», ha detto il ministro, definendo «incomprensibili» le critiche dei governatori e ricordando i due punti centrali: coprifuoco alle 22 e limitazione alla mobilità tra le Regioni. «Fin dalla prima riunione – ha concluso – abbiamo detto con chiarezza che questi due punti erano per noi inamovibili».

La Conferenza delle Regioni ha espresso «stupore e rammarico» per il metodo con cui il governo ha approvato il decreto, sottolineando che le «forti limitazioni» imposte a «spostamenti e relazioni sociali» dal 21 dicembre al 6 gennaio «rende di fatto pleonastico il pronunciamento su parti essenziali del Dpcm». I governatori contestano in particolare il «mancato confronto istituzionale». Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha definito una «ingiustificata limitazione» il divieto di spostamento fra Comuni. Per questo ha spiegato di aver proposto «di creare un percorso privilegiato» magari «utilizzando emendamenti» a qualche provvedimento per eliminarlo. Dall’esecutivo, però, non sarebbero arrivate concessioni.

Toti: «Misure contrarie ai principi usati fino a oggi»

«Purtroppo dobbiamo rilevare che il governo, al momento, non ha accolto nessuna delle nostre proposte di modifica al decreto di Natale – ha detto il governatore della Liguria Giovanni Toti -. Ritengo che le misure prese siano contrarie ai principi che fino ad oggi abbiamo usato: collegare il rischio epidemico di ogni territorio alle regole da applicare. Cioè più il virus circola, più ovviamente bisogna chiudere e ridurre i contatti». Lo stesso Toti, in un post su Facebook, oggi aveva contestato il blocco degli spostamenti. 

«Ma chi scrive queste norme ha mai vissuto nella province italiane o solo nelle grandi città? Sa che il nostro Paese è composto da tanti piccoli Comuni, uno vicino all’altro e che così separeremo milioni di italiani senza valide motivazioni scientifiche legate alla lotta contro il virus? Cosa cambierà dal 23 al 24 dicembre? Da cosa è motivata questa scelta?», domandava Toti nel suo post. «Qui invece del buon senso tanto auspicato vedo solo del non senso. E non mi pare che in Europa qualcun altro abbia fatto una cosa simile».

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