La corsa ai tamponi per un Natale in compagnia. I test rapidi salveranno i pranzi con i parenti?

di Giada Giorgi

La ricerca affannosa del test rapido antigenico pre-natalizio è cominciata: le prenotazioni in molti centri di Milano e Roma sono già esaurite. Ma possiamo stare davvero tranquilli dopo averlo fatto?

«Spiacenti, troppe richieste al nostro sistema di prenotazione, ritorna più tardi». Questo è il messaggio che compare sul sito di uno dei centri analisi privati più grandi di Milano, il Sant’Agostino, quando in queste ore si prova ad accedere al sistema di prenotazione del tampone rapido antigenico. Lo stesso test che il Comitato tecnico scientifico ha consigliato di fare a tutte le famiglie prima di sedersi a tavola il giorno di Natale. Lo stesso che gli scienziati hanno raccomandato di fare soprattutto ai giovani di ritorno nelle case di residenza «al fine di trascorrere con maggiore serenità i giorni di festa con i nonni, seppure a debita distanza e con mascherina». All’indomani di un Dpcm che ha posto forti raccomandazioni a proposito delle persone care da ospitare a cena o a pranzo, rimanendo sulla linea dell’invito «a evitare di stare con persone non conviventi», la corsa al tampone pre-natalizio è ufficialmente iniziata.


Lombardia in testa con migliaia di prenotazioni che al momento intasano i centralini e i calendari online dei laboratori privati. Per il Centro medico lombardo, in tutto il mese di dicembre, solo la data del 23 è rimasta ancora prenotabile. Lista d’attesa ancora più lunga per il Centro diagnostico italiano di Milano dove al 4 del mese, la prima data disponibile per un test rapido antigenico risulta essere quella del 29 dicembre, sperando ormai a quel punto per un Capodanno in sicurezza. Non va meglio per le altre province lombarde. Nel Centro diagnostico italiano di Pavia è ormai fuori prenotazione tutta la settimana dal 23 al 28 dicembre, stessa situazione per Bergamo.

Sono laboratori privati, ma anche farmacie e cliniche, i luoghi sparsi in tutto il Paese che in questo momento stanno offrendo la possibilità del test rapido. Per la Regione Lazio sono 400 le farmacie che hanno aderito alla convenzione locale, per un totale di 15 mila test in appena 10 giorni. Oltre al Lazio anche i territori di Toscana, Veneto e Trentino hanno previsto la diffusione degli antigenici al di fuori delle strutture sanitarie e dei laboratori di analisi, nel tentativo ormai chiaro di salvare quello che rimane di un Natale normale. Ma è davvero così?

I dubbi sui test per Natale

Basta un test, un esito negativo e il Natale in compagnia è salvo. Il consiglio degli scienziati rischia di essere facilmente frainteso se si evitano di considerare alcuni aspetti fondamentali che riguardano proprio i test antigenici. Se, infatti, schierati sul fronte test natalizi è possibile trovare uno dei principali rappresentati del Cts, Agostino Miozzo, sulla trincea dei cauti stanno altri scienziati che, nelle ultime ore, hanno cercato di mettere in guardia la popolazione sul pericolo dei test liberi tutti.

Chiaro a proposito è stato il messaggio del prof. Matteo Bassetti lasciato su Facebook: «Tamponi a Natale per stare tranquilli? Tutto questo è fuorviante», ha detto. A fare eco qualche giorno fa il professore dell’Università Bicocca di Milano, Francesco Broccolo che, intervistato da Open, ha ribadito quanto «in un momento in cui la carica virale degli infetti si è abbassata di molto, l’inaffidabilità dei test rapidi, già ampiamente conosciuta, diventa un serio problema di screening».

Quali sono le principali criticità dei candidati test ‘salva Natale’ e come regolarsi?

Affidabilità

Uno dei problemi più grandi dei test antigenici rapidi è quello dell’affidabilità del risultato. Un punto critico da sempre, evidente già a settembre, quando all’ombra di una imminente seconda ondata e nel tentativo di superare i danni estivi, ci era sembrato però accettabile per smistare su larga scala i possibili positivi. Allora, la percentuale di sensibilità era riconosciuta al 60%, con la possibilità di avere 4 falsi negativi ogni 10 persone. Ad oggi, con un numero di infezioni a carica virale ancora più bassa, la capacità di individuare i casi positivi del test antigenico si riduce ulteriormente. Con il rischio evidente, riferito al periodo natalizio, di sedersi a tavola e condividere momenti in un rilassamento comportamentale pericoloso.

Tempi

Prenotare un test antigenico rapido al 20 dicembre, per essere certi di assicurarsi una settimana natalizia in negatività da Covid-19, non potrà essere una strategia efficace. Il motivo principale sta nel fatto che la tecnologia del test non è in grado di individuare il virus, ma va a caccia delle proteine di superficie, lasciate dall’infezione all’interno di naso e gola. Dunque chiunque abbia avuto un contatto a rischio 5 giorni prima di andare a trovare un parente e abbia fatto il test rapido qualitativo pochi giorni prima, può risultare ancora negativo nonostante l’infezione in circolo. Si dovrà aspettare almeno il nono/decimo giorno per avere un risultato sull’antigene. Che se anche dovesse risultate positivo, avrebbe comunque bisogno di una verifica tramite tampone molecolare, l’unico test al momento che può darci la sicurezza della presenza dell’infezione nell’organismo.

A cosa serve

Il rischio del test rapido come “patente di negatività” assoluta può mettere a rischio la buona riuscita di un Natale nel rispetto delle regole anti-Covid. La procedura per il test rapido è pensata in origine come conseguente all’entrata in contatto con un infetto e quindi al reale rischio di essere stati contagiati. Va da sé che la corsa random al tampone potrebbe risultare piuttosto inefficace se, rilassati da un esito negativo, si adottano comportamenti poco prudenti, esponendosi in quel caso a una reale possibilità di relazione con il contagio.

Il rispetto delle regole base

Il rimedio più sicuro alle criticità esposte è quello di rispettare in maniera più rigorosa che mai le regole base ormai note, indossando mascherina, mantenendo distanziamento e assicurandosi igiene accurata delle mani. In quanto ai tamponi rapidi, sembra chiara la necessità di tenere presente i punti deboli di una verifica che non potrà garantirci la normalità sperata, neanche per questo Natale. Rimane certo il fatto che in caso di contatto stretto con il virus il test rapido potrà essere un primo passo nell’iter di screening che continua a vedere nel tampone molecolare l’unica modalità di controllo più certa. Anche in questo caso però il rilassamento non sarà giustificato. Uscire da un laboratorio privato con un test negativo, anche molecolare, non potrà difendere dai comportamenti irresponsabili.

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Giada Giorgi