Coronavirus, ancora una giornata nera per il Veneto: 165 morti e 3.320 contagi in 24 ore

di Redazione

Sono quasi 5mila i decessi nella Regione da inizio pandemia. Peggiora la situazione nelle case di riposo. Zaia: «Il governo lavora a ulteriori strette? Lo farei anch’io, ma i ristori sono dirimenti».

Il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha comunicato gli ultimi dati sull’epidemia di Coronavirus nella Regione. E sono numeri pesanti: 3.320 positivi in più nelle ultime 24 ore, 3.324 ricoverati totali (di cui 373 in terapia intensiva) e altri 165 morti, per un totale di 4.992 decessi dall’inizio dell’emergenza sanitaria. «La situazione è grave, i ricoveri sono molti. Qui stiamo parlando di oltre 3.000 pazienti complicatissimi e di una patologia contagiosa», ha puntualizzato Zaia.


Ancora una volta preoccupa la situazione nelle residenze per anziani: «In Veneto adesso abbiamo più morti nelle case di riposo rispetto a marzo. Nonostante tutti i dispositivi e protocolli, la situazione è peggiorata con un aumento della mortalità. E mentre a marzo avevamo anche case di riposo senza casi di positivi, oggi invece la situazione è a macchia di leopardo con positivi praticamente ovunque».


Poi, commentando le immagini di assembramenti che tanto hanno fatto discutere negli ultimi giorni, il governatore ha aggiunto: «Il tema degli assembramenti è nazionale, non è un problema solo del Veneto. E io non sono ostile alle restrizioni che Roma prenderà, le avrei prese anch’io come ho già fatto, purtroppo con zero ristori per le chiusure. Adesso vedo che il governo e i ministri stanno discutendo, capisco che il tema è nazionale, dobbiamo fare squadra».

Proprio il nodo dei ristori, evidentemente, è il cuore del problema: «La Germania il 10 gennaio avrà appiattito moltissimo la curva dei contagi imponendo il lockdown dal 16 dicembre al 10 gennaio, mettendoci 11 miliardi di misure e ristorando le imprese del 90%. Se noi dessimo le stesse garanzie, non discuteremmo neppure se chiudere o meno. E sono sicuro che anche per noi le misure servano, ma senza ristori si può far ben poco. Il tema è dirimente per tutti, se c’è una misura nazionale devono esserci le garanzie. Se si fa a livello nazionale con i ristori penso che le misure saranno incisive, se invece non c’è una decisione affiancata dai ristori allora si va a una soluzione di minima per gli assembramenti del sabato e della domenica».

Il processo decisionale si snoderà nei prossimi giorni: «Domani mattina si terrà il primo confronto in parlamento, poi ci sarà il parere del Cts sulla situazione nazionale in serata o notte, dopodiché ci sarà sicuramente una riunione dei presidenti o/e dei presidenti di Regione con il governo. Credo che lo scenario sia questo, per vedere la partita chiusa nel fine settimana. La voce di corridoio è che alle misure restrittive dovrebbero essere affiancati i ristori, da dove possano essere presi i soldi non lo so», ha concluso Zaia.

Video: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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