Perché alla Germania 150 mila dosi al primo giorno? I numeri dietro la polemica sulle quote europee dei vaccini

di Redazione

Berlino ha ricevuto già 151 mila dosi del prodotto Pfizer/BioNTech, contro le 9.750 previste dall’Ue per il V-Day. Ma il governo taglia corto: «Il criterio di distribuzione non è a rischio»

Non sono mancate le polemiche ad accompagnare il V-Day europeo, la giornata simbolicamente dedicata all’inizio delle vaccinazioni contro il Coronavirus. In Italia, oltre alle critiche verso la campagna comunicativa e le accuse a Vincenzo De Luca per essere stato l’unico politico ad aver ricevuto la prima dose, a infiammare gli animi c’è stata anche la questione della ripartizione delle quote tra i vari Paesi. L’Unione Europea aveva garantito che ci sarebbe stata una prima consegna Pfizer/BioNTech uguale per tutti, pari a 9.750 dosi. Ma la Germania, che le ha ricevute con un giorno di anticipo, è riuscita ad averne già 151 mila (9.750 per ogni Land). E così anche la Francia, che il 27 novembre ne ha ricevute il doppio dell’Italia (19.500).


Da Roberto Burioni al leader della Lega Matteo Salvini, la paura diffusa è che, già dal primo giorno, non si rispetti il criterio stabilito nel contratto europeo del numero di consegne rapportate a quello della popolazione. Il governo italiano, dal canto suo, non ne ha fatto una questione diplomatica. Come riporta la Repubblica, l’esecutivo, lungi dal voler alimentare polemiche sulla delicatissima (e precaria) opera di distribuzione, ha dichiarato che le dosi extra ricevute dalla Germania sono un’anticipazione di quello che spetterà anche a noi e a tutti gli altri Paesi europei – «non certo la quota prevista per il V-Day».


Speranza: «All’Italia il 13,45% delle dosi europee»

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha definito la polemica una sciocchezza in un colloquio con La Stampa, rassicurando sul fatto che la distribuzione delle dosi tra i vari Stati membri è, da contratto, gestita dalla stessa Commissione europea in base al numero di abitanti. Nessun abuso è permesso, nemmeno alla Germania. «A regime, a noi spettano 420 mila dosi a settimana, e quelle saranno». Non ci sono dubbi, quindi: l’Italia riceverà il 13,45% del totale di tutti i vaccini che l’Ue ha acquistato dalle sei aziende produttrici.

«Le 150.000 dosi arrivate a Berlino si riferiscono evidentemente alla prima vera fornitura che da noi arriverà oggi», ha spiegato anche la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa. Comunque, come ricorda Speranza, la partita italiana contro la Covid-19 si giocherà comunque soprattutto con AstraZeneca, che ieri ha annunciato l’efficacia al 95% del suo prodotto (di cui l’Italia ha acquistato 40 milioni di dosi). Entro fine marzo, ha detto il ministro, avremo 13 milioni di vaccinati

Immagine di copertina: EPA/THOMAS SAMSON

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