Coronavirus. La falsa confezione del vaccino Pfizer «Made in China»

di David Puente

L’immagine è stata condivisa su Twitter con chiaro intento umoristico, ma qualcuno l’ha presa sul serio

Circola online un’immagine con una presunta confezione del vaccino anti Covid-19 della Pfizer che, a detta dell’autore, sarebbe prodotto in Cina: «Questa è una delle dosi di vaccino. Ops leggete bene adesso Made in China. In sostanza chi ha trasmesso il virus oggi vende al mondo intero i cosi detti vaccini».

L’immagine è stata condivisa in precedenza via Twitter in forma umoristica, ma qualcuno l’ha presa troppo sul serio. Innanzitutto il vaccino Pfizer deve essere mantenuto in appositi frigoriferi a bassissime temperature, la confezione in questione è errata per lo scopo, ma vediamo di verificare tutti i punti della bufala incluso quello riguardante la Cina.

Per chi ha fretta

  • Il prodotto non presenta le caratteristiche del vero vaccino Pfizer.
  • Si tratta di un montaggio a scopo umoristico creato e diffuso sui social.
  • Il vaccino Pfizer non viene prodotto in Cina.

Analisi

Ecco uno dei tweet che ha contribuito a diffondere la bufala:

Un tweet del 20 dicembre 2020 con la bufala.

Viene mostrata la cartuccia per un vaporizzatore, ennesima prova che non si tratta della dose del vaccino anti Covid19. C’è un altro elemento curioso nell’immagine e si trova proprio sotto il logo Pfizer: «Makers of The Boner Pill». Insomma, come mai un prodotto da vaporizzare viene collegato a delle pillole tipo viagra? Per prendere in giro ulteriormente.

C’è un ulteriore elemento, ossia la quantità della singola dose: nell’immagine si legge 1ml, ma una singola dose del vaccino Pfizer è di 0,3ml per ogni siringa come riportato nelle istruzioni pubblicate sul sito ufficiale:

Veniamo all’ultimo punto riguardo alla Cina. La Pfizer produce alcuni suoi prodotti anche in Cina, mentre il vaccino in questione viene prodotto e distribuito dagli stabilimenti presenti negli Stati Uniti (Kalamazoo e Pleasant Prairie), Belgio (Puurs) e Germania (Karlsruhe).

Conclusioni

Una bufala creata a scopo umoristico che, come capita spesso, nel tempo ha preso piede tra coloro che ci vogliono credere veramente.

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David Puente