Dalle menzogne sulla Covid19 ai QAnon fino all’esplosione di Beirut, le peggiori bufale smentite da Open nel 2020

di David Puente

Una selezione degli eventi verificati e smentiti dal team Fact-Checking di Open durante questo lungo e difficoltoso 2020

Il primo articolo di Open Fact-checking risale al 17 dicembre 2018 e trattava proprio le più grandi bufale dell’anno che a breve si sarebbe concluso. Oggi, dopo appena due anni, contiamo un attivo di oltre mille articoli di verifica dei fatti dei quali 570 nel 2020, senza considerare il contributo fornito alla sezione Scienze a seguito dell’emergenza Covid19.

Non ci siamo occupati soltanto di Covid19. Il team del progetto ha coperto altri avvenimenti chiave del 2020, come le elezioni americane tra disinformazione e teorie del complotto QAnon, mentre potrebbe rimanere ancora irrisolto un mistero tra tanti: le parole pronunciate dalla donna orientale che strattonò Papa Francesco il 31 dicembre 2019.

Gli incendi in Australia

Molte sono state le bufale e la disinformazione relativa agli incendi australiani scatenatasi a inizio 2020. Tra le prime troviamo una simulazione 3D spacciata per una curiosissima fotografia satellitare e il fotomontaggio della bambina con il koala.

Molte le notizie fuori contesto, dalle foto degli abbracci ai canguri al video dell’orso che abbraccia un uomo durante gli incendi registrato in Russia. Non possiamo dimenticarci della notizia esagerata dei 10.000 cammelli condannati a morte perché «bevono troppa acqua».

L’omicidio Soleimani

Un raid notturno degli Stati Uniti a Bagdad era costato la vita ad almeno otto persone, tra questi il generale iraniano Qassem Soleimani. Pochi giorni dopo, il 6 gennaio 2020, alcune testate giornalistiche avevano diffuso un video ripreso da un drone spacciandolo per quello dell’omicidio del generale iraniano, ma le immagini non coincidevano affatto con il luogo dell’accaduto. Pochi giorni dopo, l’otto gennaio, il conduttore televisivo Andrea Purgatori associò erroneamente le immagini di un videogioco del 2015 con quello dell’omicidio di Soleimani, lo stesso video diffuso dal Ministero della Difesa russo nel 2017 per accusare gli Stati Uniti di sostenere l’Isis.

A proposito di terroristi, tra i primi articoli del 2020 possiamo citare le affermazioni di Mike Pence riguardo al presunto coinvolgimento dell’Iran e del generale Soleimani nell’attentato dell’11 settembre: affermazioni non supportate, ancora oggi, da prove.

Il volo ucraino PS752

L’otto gennaio 2020 precipitò in Iran il volo della Ukraine International Airlines PS572, scatenando la diffusione di notizie false, imprecise e teorie infondate. Due giorni dopo pubblicammo un lungo articolo nel quale abbiamo pubblicato le verifiche dei video dello schianto, delle foto diffuse dei relitti e spiegando il caso della scatola nera.

Elezioni regionali

Le elezioni regionali dell’Emilia Romagna sono state caratterizzate da notizie false e disinformazione. Due giovani sostenitrici della candidata Presidente Borgonzoni avevano dichiarato pubblicamente di essere state aggredite, una a Bologna e una fuori regione a Brescia, ma entrambe le notizie si erano rilevate false.

La famosa citofonata di Matteo Salvini aveva innescato la diffusione di notizie imprecise o scorrette nei confronti di una famiglia italo-tunisina e della signora che li aveva segnalati al leader della Lega. Quest’ultimo era stato erroneamente accusato di aver violato il silenzio elettorale, così come venne messo in difficoltà, insieme alla candidata Borgonzoni, da un errore causato dalla pubblicazione automatica dei post social a seguito della morte del giocatore di basket americano Kobe Bryant.

Immigrazione e razzismo

Chi è il personaggio più famoso che ha diffuso una notizia falsa sul tema razzismo? Il Presidente americano Donald Trump pubblicando un video della CNN manipolato per far credere che l’emittente televisiva abbia realizzato un falso servizio contro i razzisti.

Un caso di disinformazione che ha tenuto banco nelle discussioni estive in Italia è stato quello degli immigrati che avrebbero mangiato dei cani a Lampedusa. Una storia che fino ad oggi rimane priva di fondamento, basata sulla testimonianza e la denuncia presentata alle autorità da una donna nei confronti di anonimi migranti dove non venivano affatto menzionati i cani.

Non sono mancate le bufale evergreen sull’immigrazione, come la famosa foto della metropolitana di New York utilizzata per accusare un fantomatico immigrato clandestino intento a urinare nella metro romana, oppure come le foto degli anni precedenti spacciate come attuali. La propaganda passa anche attraverso le immagini decontestualizzate per sostenere che le foto degli sbarchi di migranti siano solo delle messinscene delle Ong o per sostenere che l’esercito greco sia pronto a fronteggiare i migranti afgani e africani che passano dalla Turchia.

Con l’arrivo del nuovo Coronavirus vennero riproposti video di fantomatici migranti che vandalizzavano i supermercati italiani, ma si trattava di locali situati in Africa o negli Stati Uniti. Anche i cinesi erano stati presi di mira diffondendo video per sostenere che sia pratica diffusa mangiare topi vivi o che il Governo abbia tentato di impedire di fare i tamponi ai migranti giunti a bordo delle ONG.

Il video del Sudafrica spacciato per italiano con l’obiettivo di accusare le ministre Lamorgese e Bellanova.

Tra le più sentite bufale del 2020 sul tema immigrazione troviamo quelle rivolte a Silvia Romano, tornata in Italia dopo un lungo sequestro, che a seguito della sua conversione alla religione musulmana è stata spacciata per una ragazza che passeggiava nuda per strada. La scena risale al 2017 e la ragazza nel video non era affatto Silvia Romano.

Passando dal fronte opposto, c’è chi ha diffuso notizie false per parlare di razzismo laddove non era presente. Il duro arresto di un ragazzo nella stazione Centrale di Milano era stata spacciato per un atto di razzismo, ma l’uomo stava importunando i passeggeri ed era in possesso di un’arma bianca.

Tra le storie più curiose troviamo quella relativa alle violenze a Malmo associate all’estrema destra, ma fu questa a scatenare la rabbia dei migranti bruciando il Corano e giocandoci a calcio in una piazza del centro città.

George Floyd e BLM

La morte per mano della Polizia di Minneapolis del cittadino afroamericano George Floyd ha risvegliato negli Stati Uniti, e nel mondo, un sentimento antirazziale tale da scatenare reazioni sociali importanti e la solita diffusione di notizie false, ma anche di teorie di complotto come quella che vede l’agente di polizia accusato del soffocamento spacciato per un attore. Tra i diffusori italiani della strampalata notizia c’è stato anche Alessandro Meluzzi.

Non sono mancate le teorie di complotto che vedono Floyd ancora vivo, il tutto attraverso video decontestualizzati o sostenendo che la bara non sia affatto delle dimensioni del defunto. Curiose anche le accuse formulate contro la Obama Foundation di aver diffuso la foto simbolo di Floyd tempo prima dell’omicidio, sostenendo che fosse tutto premeditato: in realtà il tutto è causato dall’aggiornamento dell’immagine di un articolo condiviso su Twitter.

Il movimento Black Lives Matter è stato protagonista delle proteste di questo 2020 negli Stati Uniti, finendo accusati di aver compiuto atti di violenza contro un ragazzo bianco. Il video, però, era del 2019 e riguardava un problema di delinquenza giovanile a Minneapolis. Ovviamente è circolata anche la notizia di un fantomatico manifestante pagato da Soros, ma in realtà si trattava di una trollata.

Particolarmente virale la foto della calciatrice che non si sarebbe inginocchiata in segno di protesta contro i Black Lives Matter, fatto non reale e decontestualizzato: si era inginocchiata, ma durante l’inno nazionale era rimasta in piedi.

L’esplosione di Beirut

L’enorme esplosione di Beirut, avvenuta il 4 agosto 2020, è stata oggetto di numerose teorie di complotto basate su video falsi o decontestualizzati. Secondo le accuse più comuni, l’esplosione sarebbe stata causata dal bombardamento di un drone, ma il video utilizzato per sostenerlo risaliva al mese di luglio. Circolarono anche palesi fotomontaggi e video manipolati con l’obiettivo di mostrare dei missili diretti nel porto di Beirut.

Tra le teorie di complotto più accreditate c’è quella della fantomatica mini bomba atomica nel porto di Beirut, supportata da personaggi come Alessandro Meluzzi, che abbiamo sottoposto all’attenzione di tre fisici fornendo la seguente risposta: «Ma per favore!».

Al di là delle teorie di complotto e le false notizie tossiche bisogna ricordare anche le bufale «buoniste» come quella delle piramidi di Giza raffiguranti la bandiera del Libano in segno di solidarietà.

Elezioni USA

Donald Trump è stato battuto da Joe Biden durante queste elezioni americane 2020. Il presidente in carica non ammette la vittoria del Presidente eletto ed è diventato protagonista di numerose notizie false, come quelle riportate in un suo discorso del 5 novembre.

Vennero diffusi anche video per sostenere che le schede elettorali inviate via posta sarebbero state bruciate in un bosco, o che gli osservatori del partito Repubblicano non siano stati lasciati entrare nei seggi per controllare l’esito del voto. Notizie false su notizie false che hanno poi visto la rimozione di account e canali social di sostenitori di Donald Trump e delle teorie di complotto.

I media sono stati oggetti di critiche e accuse da parte dei sostenitori di Donald Trump, sostenendo che canali televisivi come la CNN avrebbero ammesso la vittoria di Trump a seguito dei non provati brogli elettorali.

A sostegno delle teorie di complotto troviamo anche il fantomatico arresto di uno dei responsabili locali della campagna elettorale di Biden, il tutto utilizzando il video dell’attore Cuba Gooding Junior arrestato con l’accusa di molestie a una donna a New York. Il responsabile della campagna non era stato affatto arrestato e le accuse di frode erano infondate.

QAnon

Abbiamo dedicato gran parte delle verifiche anche al movimento complottista QAnon, protagonista delle elezioni americane 2020 a sostegno di Donald Trump. Ricordiamo che tale culto settario è stato condannato dalla Camera americana e descritto dall’FBI come «un’ideologia capace di radicalizzare gli individui violenti a una velocità disarmante».

Molteplici le accuse infondate, come quella dell’elettore nato nel 1829 a Detroit. La più fantasiosa? La fantomatica «Operazione Sting» e la filigrana nelle schede per tendere una trappola ai democratici al fine di provare l’esistenza dei brogli elettorali.

Il movimento si è spinto oltre, andando a toccare anche le bufale sul nuovo Coronavirus.

L’anno del Coronavirus

Durante il corso della pandemia Covid19 abbiamo fatto parte del progetto internazionale CoronavirusFacts Alliance ideato dall’International Fact-Checking Network, entrando in contatto e collaborando insieme ai colleghi operanti in più di 70 Paesi del mondo. Tra i primi articoli della sezione Open Fact-checking troviamo un approfondimento riguardo l’arresto in Cina di 8 persone accusate di aver diffuso notizie false riguardo alla diffusione di un virus a Wuhan. Tempo dopo venne alla luce che uno degli arrestati fu il medico eroe Li Wenliang, morto a inizio febbraio di Covid19.

A parte la solita diffusione delle fantomatiche predizioni dei Simpsons, al diffondersi dell’epidemia in Cina iniziarono però a circolare messaggi audio via Whatsapp contenenti teorie di complotto, notizie inventate o allarmistiche come le false segnalazioni di casi positivi in Italia. La psicosi non riguardava solo il nostro Paese, anche all’estero e dall’estero circolavano video e narrative infondate riguardo i morti a Wuhan.

Un numero eccessivo di bufale disinformazione è stato riscontrato durante questo 2020 in tema di Coronavirus e risulta difficile riassumerle se non con un elenco tematico che riportiamo di seguito.

Il virus artificiale o sfuggito da un laboratorio? Ecco gli articoli:

La teoria della Pandemia inventata:

Le accuse contro Bill Gates:

Le false notizie sui vaccini:

Le mascherine:

Il tampone:

Morti e ospedali:

Le teorie di complotto sui servizi TV:

Le «cure» e le vitamine:

Il 5G e la Covid19:

Generiche:

Non elencate e da ricordare

Riportiamo di seguito un elenco delle notizie false o infondate diffuse nel 2020 che meriterebbero di essere ricordate (in quanto particolari o in alcuni casi simpatiche) oltre a quelle già riportate in questo articolo:

Arrivederci al 2021, sperando che vengano condivise meno «fake news».

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David Puente