Secondo un medico il Covid-19 è la più grande farsa della storia curabile con le vitamine. Non ci siamo!

Analizziamo le affermazioni di un medico vicino alle medicine alternative sul “Sistema” dietro alle cure ufficiali contro il Covid-19

Tra le richieste di verifica pervenute a Open troviamo quella dell’articolo pubblicato dal sito DatabaseItalia dal titolo «Dott. Massimo Citro: “Il Covid é la più grande farsa della storia. Vi spiego cosa fare”». All’interno è presente una video-intervista al medico nel quale spiega le sue teorie sul Covid-19. L’introduzione è una esposizione di affermazioni banali sulla malattia, che nessuno ha mai negato, anche se le dinamiche su asintomatici e forme gravi sono state comunicate in maniera confusionaria a volte, non vi sono molti dubbi sul fatto che non si tratti di una malattia paragonabile all’influenza, al contrario di quanto sembra sostenere Citro. In questo articolo analizziamo le principali affermazioni riguardo alle presunte «cure censurate dall’alto», concludendo con una biografia del medico.

Intolleranze alimentari e vitamine

Secondo Citro il virus colpirebbe in modo grave chi è «intossicato», per intolleranze alimentari di cui non si è mai accorto, quindi la prima cosa sarebbe quella di dire alla gente «fate una dieta».

Sempre secondo il medico, ci sarebbero inoltre sostanze che «prevengono» il virus, come «la vitamina C», non ultima la «vitamina D3» da associare alla vitamina K2 «per vari motivi». 

Sono tesi che avevamo già abbondantemente analizzato, mostrando come né la vitamina C, né la D (men che meno associata alla vitamina K), abbiano dimostrato, in studi clinici controllati, di avere alcuna funzione antivirale rilevante nel trattamento del Covid-19. Vi rimandiamo ai nostri precedenti articoli per approfondire.

Alte dosi di melatonina contro la tempesta di citochine

Contro la tempesta di citochine ci sarebbe inoltre «la melatonina in alte dosi». Citro cita uno studio degli anni ’90 dell’Istituto Mario Negri di Milano, basato sui topi. 

Citro cita un lavoro di circa 30 anni fa sui topi, nemmeno un test di Fase I/II (quindi su ampi gruppi di persone, con test clinici che tengano conto del placebo), e non fornisce altri riferimenti riguardo a studi più recenti e avanzati, che colleghino la melatonina ai Coronavirus e alle citochine.

Tutt’oggi non è chiaro perché si inneschi in certi individui il meccanismo autoimmune della tempesta di citochine, ma avevamo analizzato diversi studi – molto recenti – in merito a come affrontarla.

Zinco e RNA polimerasi

Anche lo zinco sarebbe fondamentale, perché riuscirebbe a bloccare l’RNA polimerasi, è stato usato infatti come «coadiuvante» nelle terapie contro l’HIV. Diverse strategie farmacologiche si basano sul meccanismo che permette al virus di replicarsi attraverso l’enzima RNA polimerasi, come il Remdesivir, o la combinazione di farmaci lopinavir/ritonavir, utilizzati nel trattamento dell’infezione da HIV.

Esistono diverse strategie farmacologiche concorrenti, ma nessuna casa farmaceutica in competizione sembra voler lucrare usando lo zinco come principio attivo esclusivo. Citro ne parla come coadiuvante; significa che da solo non può sostituire il principio attivo vero e proprio.

I poteri forti contro l’idrossiclorochina e le Medicine alternative

Infine, Citro rilancia l’idrossiclorochina (derivato della clorochina), il quale secondo lui avrebbe dimostrato proprietà antivirali efficaci contro il SARS-CoV2. Perché non ce lo dicono? Citro ipotizza che si tratti di ignoranza, o di una precisa intenzione a non farcelo sapere, citando l’articolo di The Lancet sulla clorochina poi ritrattato.

Parla però di un «LancetGate», insomma i poteri forti ci avrebbero messo lo zampino, influendo sullo stesso meccanismo della peer review. Citro prosegue quindi parlando di un «Sistema», che secondo lui dovrebbe essere denunciato alla magistratura, perché non divulga questo genere di “conoscenze”.

Sembra che il medico abbia un problema con la peer review, quella cosa che non dovrebbe permette alle pseudo-scienze, di trovare supporto nella letteratura scientifica di qualità. Ogni tanto può succedere, per sbaglio. Ma la revisione continua in un certo senso anche dopo la pubblicazione, perché tutti gli scienziati del Mondo possono ripetere gli esperimenti, e scoprire eventuali magagne.

Lo abbiamo visto con l’articolo truffa di Andrew Wakefield, che collegava i vaccini all’autismo; con un articolo di Scientific Reports, sui presunti effetti curativi dell’omeopatia; e il già citato articolo di The Lancet sulla clorochina: tutti ritrattati. A questo si aggiunge un oceano fatto di riviste predatorie (che pubblicano a pagamento, senza verificare gli articoli), e cattive revisioni dovute al fenomeno del publish or perish, meno difficile da identificare. Così la Comunità scientifica si difende, tenendo fuori dalla porta i ciarlatani.

Chi è Massimo Citro

Citro e il suo Istituto salgono sulla ribalta mediatica nel 2017, quando promuove assieme ad altri personaggi un corso di «Schola Artis Medicinae» (detta anche Medicina umanistica). Per la modica cifra di 1800 euro, il neo-laureato in medicina, o il neofita, potrà approfondire concetti come «vivere in salute e in equilibrio psicofisico secondo i principi dell’Umanesimo». Verranno in aiuto diverse pratiche note nelle Medicine alternative:

«Alla  luce  dei  fondamenti  della  Medicina  Tradizionale  Cinese  e  dell’Omeopatia-Omotossicologia, verrà rivisitata tutta la fisiopatologia umana per una reinterpretazione intelligente dei sintomi eper una Medicina che ricerchi le cause del le malattie, con una diagnosi corretta che non si limiti alla descrizione del sintomo e con una terapia più naturale possibile».

È interessante dare anche un’occhiata alle materie proposte, come la «fisica dell’acqua» e ovviamente la «quantistica». Parliamo di un concentrato di discipline che con quanto risulta dalla comunità scientifica, non hanno alcun collegamento col concetto di cura efficace. 

Citro sembra essere un personaggio poliedrico, lo vediamo per esempio dare lezioni sulla «memoria dell’acqua» nelle vesti di Cavaliere Templare. La fonte è la Gazzetta del VEOSPSS, l’associazione dell’Ordine Templare in Italia.

VEOSPSS | Massimo Citro nelle vesti di Cavaliere Templare.

Il «Trasferimento Farmacologico Frequenziale»

DatabaseItalia descrive Massimo Citro come lo «scopritore del TFF», ma di che cosa si tratta? Nel sito dell’Istituto Sorti troviamo in Home page la definizione di Trasferimento Farmacologico Frequenziale (TFF): si tratterebbe della possibilità di «trasferire a un sistema vivente, attraverso circuiti elettronici, le proprietà farmacologiche di molte sostanze. Invece di somministrare il farmaco, si trasmettono le sue informazioni alle cellule, le quali reagiscono a tali frequenze come in presenza del farmaco. In questo modo si può curare senza dover assumere il medicinale evitando così ogni effetto tossico dovuto alle molecole». 

Quali sarebbero le evidenze del suo funzionamento? «Sono centinaia i casi clinici – spiega l’Istituto – trattati con successo con TFF di diversi antibiotici, FANS, steroidi, antistaminici, benzodiazepine, tiroxina, nicotina, dopamina, estrogeni, progestinici, eroina (sei casi di tossicodipendenza in corso di disassuefazione: 100% di risposta con cessazione dei sintomi da carenza con una fl IV di fisiologica di TFF di eroina) e altri».

A questa affermazione viene collegata una nota, che non porta a un articolo scientifico, ma a un libro dello stesso Citri: «Citro, M., TFF: un’alchimia elettronica. Basi teoriche e dati preliminari, Empedocle (IPSA Ed.), anno X, 2/3, pp.39-44, 1992». Al momento non si riscontrano studi scientifici peer review che dimostrino la validità del TFF.

Nel corso si parla anche di «memoria dell’acqua», un principio dell’omeopatia che risulta privo di fondamento. Si parla anche del «ruolo della psiche nella genesi della patologia e nella guarigione», concetti che ci ricordano il defunto medico criminale, radiato e condannato, Ryke Geerd Hamer e la sua Nuova medicina germanica.

Dall’omeopatia ai metodi Hamer e Simonton nella cura del cancro

Non a caso Citro è stato definito «seguace di Hamer», il quale viene citato anche nel documento di presentazione del corso, assieme all’altrettanto defunto Simonton, nella sezione dedicata alla «medicina intelligente». Il metodo di Carl Simonton, similmente a quello di Hamer, tratta di «psicosomatica nel trattamento dei tumori». Una pseudo-scienza piuttosto pericolosa.

Estratto del programma del corso di Citro.

Leggiamo cosa riporta in proposito il debunker medico Stephen Barrett su Quackwatch, giusto per farci un’idea di cosa possa essere la psicosomatica intesa da Hamer e Simonton:

«O. Carl Simonton, M.D., ha affermato che i tumori possono essere influenzati da tecniche di rilassamento e visualizzazione. Ha affermato che questo approccio può ridurre le paure e le tensioni, rafforzare la volontà del paziente di vivere, aumentare l’ottimismo e alterare il corso di una malignità rafforzando il sistema immunitario. Tuttavia, non ha mai pubblicato i risultati di uno studio ben progettato per testare le sue idee. Simonton ha teorizzato che il cervello può stimolare le ghiandole endocrine per ispirare il sistema immunitario ad attaccare le cellule tumorali. Lui e sua moglie Stephanie (psicoterapeuta) hanno insegnato ai malati di cancro a immaginare che il loro cancro venisse distrutto dai loro globuli bianchi. Tuttavia, non ci sono prove che i globuli bianchi attaccino effettivamente le cellule cancerose in questo modo o che la “soppressione immunitaria” sia un fattore nello sviluppo di tumori comuni».

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