Scuola a fari spenti, Fedriga in Friuli sfida il Tar. In Emilia si riapre. Come cambia (ancora) il calendario scolastico

di Giada Ferraglioni

A complicare il Far West delle riaperture regionali ci si mettono le nuove zone rosse e le guerre tra presidenti e Tar. Gli ultimi aggiornamenti sulle riaperture

«Lunedì le scuole non riapriranno». Telegrafico e diretto, Massimiliano Fedriga, presidente della regione Friuli Venezia Giulia, ha fatto sapere che, Tar o no, andrà dritto per la sua strada sul ritorno in classe al 50% alle superiori. Ieri, 15 gennaio, il Tribunale amministrativo aveva accolto il ricorso presentato da un gruppo di genitori contro lo slittamento del rientro al 31 gennaio (il governo l’aveva fissato per l’11), ma lui si è detto pronto a varare già oggi una nuova ordinanza che confermi lo stop. Continua così la babele della didattica in presenza in era Covid, che tiene nel caos gli studenti delle scuole secondarie di II grado di tutta Italia.


Secondo le indiscrezioni filtrate in queste ore, la nuova ordinanza non sarebbe molto diversa dalla precedente e disporrebbe di nuovo la chiusura degli istituti in questione fino al 31 gennaio. Il provvedimento contestato, si difende Fedriga, «seguiva le indicazioni del comitato scientifico, favorevole alla didattica a distanza», vista anche l’incidenza dei contagi tra la fascia di età tra i 14 e i 19 anni. «L’ho emesso – ha insistito – allo scopo di salvaguardare la salute di tutti ed evitare la saturazione degli ospedali».

Guerra a colpi di Tar

Il Friuli Venezia Giulia non è l’unica regione ad aver avuto scontri di questo tipo. Nei giorni scorsi anche la Lombardia e l’Emilia Romagna avevano visto annullate le loro ordinanze dai Tribunali regionali. Ma se Stefano Bonaccini ha ceduto alle decisioni del Tar – anticipando il rientro dal 23 al 18 gennaio -, Attilio Fontana non ha dovuto nemmeno combattere: la sua regione, infatti, tornerà in zona rossa a partire da domani e le scuole superiori rimarranno automaticamente in Dad al 100% almeno fino al 31.

Stessa sorte per la Sicilia, dove Nello Musumeci non ha avuto bisogno di stilare ordinanze ad hoc grazie all’ingresso della regione nella fascia più alta di rischio. Proroga anche per le scuole superiori della Basilicata (ora zona gialla): la didattica a distanza resterà obbligatoria fino al prossimo 31 gennaio. Il presidente della Regione, Vito Bardi, ha deciso per il rinvio delle aperture per gli studenti e ha firmato una nuova ordinanza ad hoc.

Il triangolo tra regioni, Tar e famiglie no-Dad sta vivacizzando ancora di più un contesto di riaperture di per sé già frammentato. Tra presidenti che temono di non riuscire a gestire gli assembramenti e Tribunali che, su spinta delle famiglie, dichiarano illegittime le pretese delle amministrazioni, a farne le spese restano gli studenti. I quali, in questo contesto da tifo, sembrano essere gli unici ad aver colto il vero problema attraverso le loro proteste e occupazioni: non si può né fingere di poter rimanere in Dad fino a data da destinarsi, né risolvere il problema tornando semplicemente a scuola senza cambiare le condizioni di sicurezza. Sono proprio loro a rimandare la palla al governo, chiedendo di proporre un nuovo piano che tenga conto di tutti gli aspetti problematici – a partire dai trasporti. Al momento, però, la battaglia sembra consumarsi unicamente sui singoli territori, che devono fare i conti anche con la sempreverde minaccia della zona rossa, impero della Dad.

Il calendario delle riaperture (a oggi)

Attualmente, vista anche la nuova divisione dei colori (che potrebbe cambiare presto qualora un territorio vedesse peggiorare i suoi numeri), la situazione delle riaperture delle scuole superiori è la seguente:

  • Abruzzo: già in classe dall’11 gennaio
  • Basilicata: Dad fino al 31 gennaio
  • Bolzano: si richiudono le scuole superiori, aperte il 7, a causa zona rossa
  • Calabria: ritorno il 1 febbraio
  • Campania: ritorno graduale, medie e superiori dal 25 gennaio
  • Emilia Romagna: in classe dal 18 gennaio
  • Friuli Venezia Giulia: la nuova ordinanza potrebbe disporre nuovamente la didattica integrata fino al 31 gennaio. Altrimenti si torna in classe il 18.
  • Lazio: superiori in Dad ancora per poco: si rientra il 18 gennaio
  • Liguria: rinnovata la Dad un’altra settimana, si rientra il 25 gennaio
  • Lombardia: scuole chiuse almeno fino al 31 gennaio, causa zona rossa
  • Marche: Dad fino al 31 gennaio. Avanza l’ipotesi del ricorso al Tar
  • Molise: si riparte il 18 gennaio
  • Piemonte: superiori in classe dal 18 gennaio
  • Puglia: didattica integrata rinnovata fino al 24 gennaio
  • Sardegna: rientro il 1 febbraio, nonostante la zona gialla
  • Sicilia: scuole chiuse almeno fino al 31 gennaio, causa zona rossa
  • Toscana: già rientrati l’11 gennaio
  • Trento: studenti tornati già dal 7 gennaio
  • Umbria: classi aperte dal 25 gennaio
  • Valle d’Aosta: già rientrati l’11 gennaio
  • Veneto: studenti in Dad fino al 31 gennaio

Immagine di copertina: ANSA/MATTEO CORNER

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Giada Ferraglioni