Governo Draghi, via libera alla fiducia con 262 sì, 40 no e 2 astenuti. 15 senatori M5s hanno votato in dissenso. Tra loro, Lezzi e Morra

Otto senatori M5s non hanno partecipato al voto. Fra i contrari, ci sono i 19 parlamentari di Fratelli d’Italia, ossia tutti i componenti del gruppo a Palazzo Madama

Il governo di Mario Draghi ottiene la fiducia al Senato con 262 voti a favore, 40 contrari e 2 astenuti. I senatori presenti alla prima e alla seconda chiama sono stati 305, i votanti 304. La seduta è tolta dalla presidente del Senato Elisabetta Casellati alle ore 23.45, dopo un tour de force iniziato alle 10 di mattina del 17 febbraio. L’esecutivo guidato dall’ex presidente della Bce non ha superato il record di Mario Monti che, il 17 novembre 2011, ottenne la fiducia a Palazzo Madama con 281 “sì” e 25 voti contrari.


Sono 15 i senatori del Movimento 5 stelle ad aver votato in dissenso dal gruppo. Si tratta di: Mattia Crucioli, Luisa Angrisani, Bianca Laura Granato, Virginia La Mura, Elio Lannutti, Fabio Di Micco, Barbara Lezzi, Matteo Mantero, Cataldo Mininno, Vilma Moronese, Nicola Morra, Fabrizio Ortis, Rosa Silvana Abate, Margherita Corrado e Silvana Giannuzzi. Il numero è sufficiente per costituire un nuovo gruppo al Senato, dove la soglia minima è di 10 senatori.


La diretta della giornata

Il presidente del consiglio Mario Draghi cerca la fiducia in Senato. Nel suo esordio in Parlamento, Draghi ha tenuto un discorso sul programma di governo «dal respiro repubblicano», che ha preceduto la discussione iniziata alle 12:30. Pur avendo assicurata una maggioranza larghissima, i partiti arrivano divisi su diversi temi delicati (dalla gestione dei vaccini a quella del Recovery Fund). Alcuni, come il Movimento 5 Stelle, sono impegnati in queste ore a risolvere alcune riserve interne.

Vito Crimi ha assicurato comunque che il Movimento sarà compatto per il sì al momento del voto, che ci sarà a partire dalle 22:00. Appoggio al governo Draghi anche da Lega (63) e Forza Italia (51), oltre che dal Partito Democratico (35) e da Leu. Sul fronte Italia viva, la senatrice Laura Garavini assicura sostegno «convinto». Sulla carta, gli unici sicuri di votare No sono i 19 senatori di Fratelli d’Italia. Qualche opposizione potrebbe arrivare anche dal gruppo misto. La votazione alla Camera si terrà invece domani alle 20:00.

Le dichiarazioni di voto: 11 senatori esprimono il dissenso dal proprio gruppo

Dopo l’intervento dei senatori in rappresentanza dei propri gruppi parlamentari, hanno preso parola i senatori che hanno voluto esprimere il dissenso rispetto all’indirizzo del gruppo. Hanno parlato Elena Fattori di Leu-Sinistra italiana, Gianluigi Paragone, Mario Giarrusso, Tiziana Drago – astenutasi – e Lello Ciampolillo del Misto, Mattia Crucioli, Luisa Angrisani, Bianca Laura Granato, Virginia La Mura, Elio Lannutti e Fabio Di Micco del Movimento 5 stelle.

Anche Paola Nugnes di Leu-Sinisitra italiana, la quale non è intervenuta, ha votato “no” alla fiducia, così come Carlo Martelli del Misto. Dalle file del Movimento 5 stelle, i voti contrari sono arrivati, oltre a quelli espressi nelle dichiarazioni di voto in dissenso dal gruppo, da Barbara Lezzi, Matteo Mantero, Caraldo Mininno, Vilma Moronese, Nicola Morra, Fabrizio Ortis, Rosa Silvana Abate, Margherita Corrado e Silvana Giannuzzi. Infine, Albert Laniece, del gruppo delle Autonomie, si è astenuto dal voto.

Bellanova (Iv): «Drappello di visionari ha avuto ragione»

ROBERTO MONALDO/LAPRESSE/POOL/ANSA | Teresa Bellanova e Matteo Renzi al Senato

«È finalmente evidente a tutti perché un drappello di visionari riformisti ha avuto ragione indicando i limiti di un esecutivo che aveva nell’emergenza il suo unico motivo di esistenza», ha esordito l’ex ministra Teresa Bellanova. Nelle dichiarazioni di voto sulla fiducia al governo, la senatrice di Italia viva ha ribadito che la scelta del partito di governo «non è stata la caricature di un duello» con Conte. E ha concluso: «La maggioranza è eterogenea, resta da capire se questo sia un punto di forza o un indice di debolezza, dipende da tutto noi essere all’altezza della sfida».

Salvini ironizza: «Non vedo Ciampolillo»

ROBERTO MONALDO/LAPRESSE/POOL/ANSA | Matteo Salvini al Senato, 17 febbraio 2021

Il leader della Lega, intervenuto dopo il dem Andrea Marcucci, la forzista Anna Maria Bernini e la senatrice di Leu Loredana De Petris, ha esordito ironizzando sui responsabili emersi durante le prime fasi della crisi di governo: «Noi ci siamo, non vedo Ciampolillo, ma tanto ha tempo per arrivare prima del fischio finale».

Poi, il senatore leghista ha espresso un sostegno convinto al governo Draghi: «Rispetto alla compravendita di un mese fa è cambiato il mondo. E di questo la ringraziamo. Noi abbiamo scelto l’Italia, prima dell’interesse di partito. Questo per noi è “prima gli italiani”». Matteo Salvini ha citato anche De Gasperi sul senso dell’europeismo: «De Gasperi nel ’48 diceva che la civiltà occidentale va difesa agni costo. Siamo con lei nella difesa dei valori e dei diritti della società occidentale a prescindere da tutto e tutti».

«L’Europa è casa nostra, è la culla del cristianesimo, simbolo di libertà, democrazia, diritti e lavoro, l’Europa che vogliamo significa benessere, tutela della famiglia e della vita, sempre e comunque, non è però l’Europa dell’austerità, dei vincoli di bilancio», ha sottolineato il segretario del Carroccio. Tav, Gronda di Genova, Pedemontana lombardo-veneta, Terzo valico, Statale 106 ionica e Ponte sullo Stretto le grandi opere a cui Salvini ha fatto riferimento per rimarcare la necessità di far partire cantieri e investimenti.

«La fiducia al suo governo è convinta. Viene da parte del primo partito d’Italia per dare più forza dell’Italia in Europa. Ma se L’Ue sbaglia è diritto dovere di ogni cittadino poterlo dire». Salvini ha concluso citando Oriana Fallaci, la quale «diceva che “ci sono momenti in cui tacere è una colpa e parlare è un obbligo”. La Lega sarà al suo fianco per ricostruire questo Paese».

Ciriani (Fdi) a Draghi: «Le sue comunicazioni sono state molto vaghe»

TWITTER | Il capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato, Luca Ciriani

«Il gruppo di Fdi non voterà la fiducia e lo farà in modo ancora più convinto dopo le sue comunicazioni, molto vaghe, senza nulla sulla giustizia, sulla web tax, nulla sui ristori», ha lamentato, dopo la replica di Draghi, Luca Ciriani. Il capogruppo di Fratelli d’Italia, durante le dichiarazioni di voto, è stato duro nei confronti di praticamente tutti i partiti nell’arco parlamentare: «Ci meritiamo rispetto in un mondo politico in cui tutti cambiano idea. Noi siamo un partito che non mercanteggia con nessuno. Governare con coloro che hanno idee opposte crediamo sia sbagliato, inutile e dannoso per il Paese. La nostra richiesta è elezioni subito».

La replica di Draghi: «Coinvolgimento massimo di parti sociali e governi locali»

ANSA/LIVIO ANTICOLI/POOL | Mario Draghi al Senato, 17 febbraio 2021

Dopo gli interventi dei senatori dei vari gruppi e la presentazione formale della mozione di fiducia, alle 20.45 c’è stata la replica del presidente del Consiglio. «Il parlamento sarà informato in modo tempestivo sull’impianto del Pnrr», ha subito rassicurato Draghi, annunciando anche che c’è l’impegno a inserire nella Carta costituzionale i concetti di ambiente e sviluppo sostenibile.

«Durante le consultazioni ho incontrato i rappresentanti delle Regioni, dei Comuni e delle Province, ma anche delle parti sociali e dei corpi intermedi», ha sottolineato il capo dell’esecutivo, chiarendo che tale coinvolgimento sarà costante durante le attività di governo. «La perdita economica è ingente – ha detto a proposito del settore culturale, attenzionato da più senatori nel corso degli interventi -, ma ancor più grave sarebbe la perdita dello spirito».

Immigrazione, Mezzogiorno e mafie

«Mi scuso per non aver esplicitato il problema dell’immigrazione», ha poi aggiunto Draghi, proponendo nella replica un’osservazione a riguardo. «Permane la contrapposizione tra Stati di frontiera esterna e Stati del Nord ed Est Europa, preoccupati di evitare movimenti secondari. L’Italia propone un meccanismo di distribuzione dei migranti pro quota».

Sul Mezzogiorno, ha chiarito che serve «legalità e sicurezza, senza le quali è molto difficile crescere». Draghi ha parlato di rischio specifico con i fondi del Next Generation, ovvero «il pericolo delle infiltrazioni della criminalità organizzata nell’economia», garantendo l’impegno a monitorare costantemente la questione.

Turismo

«Ho accennato a imprese che potrebbero non riaprire in seguito alla pandemia. Ma una che certamente riaprirà e il turismo: investire in questo settore non vuol dire buttare soldi, quei soldi tornano indietro», ha chiosato Draghi. «Per un Paese ad alta vocazione turistica come il nostro, vanno messe in campo che permettano alle imprese del turismo di non fallire e ai lavoratori di mantenere i livelli reddituali. La migliore soluzione è l’uscita dalla pandemia», ma il presidente del Consiglio ha ribadito come sia necessario sostenere adesso le imprese per evitare la perdita di capitale umano.

Bonino: «Mi auguro nessuno parli più di uscire dall’euro»

EPA, ALESSANDRO DI MEO | Emma Bonino al Senato, 17 febbraio 2021

«Da cittadina italiana ed europea io sono molto contenta di vederla sui quei banchi. Perché fino a non poco tempo fa qui si parlava di uscire dall’euro». Ha parlato così Emma Bonino, leader di +Europa, nel suo intervento in risposta al discorso di Draghi. «Mi auguro che con il suo governo non si parli più di questa possibilità. I cittadini avranno un futuro migliore quanto più l’Europa sarà unita e forte».

Salvini sull’europeismo: «Quello dell’Euro non è un tema di attualità»

In un’intervista a SkyTg24 appena prima del rientro in Aula per la discussione, il segretario della Lega Matteo Salvini ha commentato il discorso del premier, che ha fatto più volte richiamo all’europeismo del suo esecutivo. «I cittadini si interessano di salute, di lavoro o di moneta?», ha detto. «Io mi occupo di salute, scuola e lavoro, lascio ai filosofi le dissertazioni sulla moneta».

Speranza: «Parole giuste sulla Sanità»

Il ministro della Salute Roberto Speranza, riconfermato nel nascente governo Draghi, ha accolto con approvazione il discorso del premier sulla salute. Senza commentare le critiche al modello Arcuri emerse in alcune parti dell’intervento, Speranza ha scritto sui suoi social: «La casa come primo luogo di cura e la sanità del territorio come pilastro della riforma del Servizio Sanitario Nazionale. Dal presidente Draghi le parole giuste sul futuro del nostro bene più prezioso».

Il discorso di Draghi: «Sarà il governo del Paese»

ANSA, ROBERTO MONALDO | Il premier Mario Draghi nel discorso in Aula al Senato

Sarà il «governo del Paese» e sarà europeista e atlantista. «Il primo pensiero che vorrei condividere nel chiedere la fiducia riguarda il richiamo alla nostra responsabilità nazionale nel combattere con ogni mezzo la pandemia». Inizia con un «commosso ricordo» alle vittime del Coronavirus il discorso di Draghi davanti ai senatori, e a chi lavora nella «trincea» del virus. «Faremo le riforme e ci impegnamo a comunicare i provvedimenti con largo anticipo», ha detto, tra applausi di parte dei senatori, in risposta allo scivolone dei giorni scorsi sugli impianti sciistici. Lamentele dalle opposizioni, invece, nel momento del ringraziamento al predecessore Giuseppe Conte.

Draghi ha assicurato l’impegno nei confronti dei lavoratori, messi in difficoltà dall’epidemia. «Servono scelte coraggiose – ha detto – e noi abbiamo la responsabilità di avviare una nuova ricostruzione, come nel dopoguerra». Il premier ha sottolineato l’importanza di guardare alle generazioni future: «Dobbiamo fare tutto il necessario per la formazione, l’Università, la cultura, il capitale umano. Ogni spreco che facciamo oggi è un torto ai diritti dei giovani».

L’europeismo «irreversibile»

«Sostenere questo governo significa condividere l’irreversibilità della scelta dell’euro, significa condividere la prospettiva di un’Unione Europea sempre più integrata che approderà a un bilancio pubblico comune capace di sostenere i Paesi nei periodi di recessione». Arriva chiaro e diretto il riferimento al respiro europeisa del suo esecutivo, punto sul quale la Lega ha fatto pressione dal basso negli ultimi giorni. Dai banchi leghisti arrivano pronti i fischi di dissenso dopo l’espressione «sovranità condivisa». «Nell’appartenenza convinta al destino dell’Europa siamo ancora più italiani, ancora più vicini ai nostri territori di origine o residenza».

Il NextGenEu: il Recovery Plan affidato al Ministero dell’Economia

Draghi ha sintetizzato in una formula il suo impegno per la spesa dei fondi storici provenienti dall’Ue: «Dovremo imparare a prevenire piuttosto che a riparare». Le risorse dovranno essere investite «puntando a migliorare il potenziale di crescita della nostra economia». La strategia prenderà le mosse dalla bozza del Programma nazionale di Ripresa e Resilienza realizzata governo uscente.

«Il parlamento – ha detto tra gli applausi – verrà costantemente informato sia sull’impianto complessivo, sia sulle politiche di settore». L’autorità sul Recovery Plan verrà affidata al Ministero dell’Economia: una decisione che mette fine al progetto sulla task force di Conte. La riforma complessiva del fisco, inoltre, verrà affidata a una Commissione di esperti. No alla flat tax: verrà ridotto il carico fiscale senza rinunciare alla progressività delle imposte.

Bocciate le Primule: «Non affidiamo le vaccinazioni a luoghi spesso non pronti»

«Non dobbiamo limitare le vaccinazioni all’interno di luoghi specifici, spesso ancora non pronti: abbiamo il dovere di renderle possibili in tutte le strutture disponibili, pubbliche e private». Draghi ha fatto riferimento implicito al modello Arcuri relativo alle strutture per le vaccinazioni e alle Primule messe in campo – ma non ancora arrivate – nella campagna vaccinale. «Il punto centrale è rafforzare e ridisegnare la sanità territoriale, realizzando una forte rete di servizi di base (case della comunità, ospedali di comunità, consultori, centri di salute mentale, centri di prossimità contro la povertà sanitaria). È questa la strada per rendere realmente esigibili i “Livelli essenziali di assistenza” e affidare agli ospedali le esigenze sanitarie acute, post acute e riabilitative».

La scuola

Draghi ha speso parte del suo tempo a ricordare la necessità di rientrare a scuola in presenza e in sicurezza. «Bisogna fare il possibile – ha sottolineato – per recuperare le ore perse con la didattica a distanza, soprattutto nelle regioni del Sud dove la Dad ha riscontrato le maggiori difficoltà». Nell’ambito della riforma generale, ha dichiarato necessario investire sull’aumento del personale.

Gender gap: «Ci impegnamo per l’occupazione femminile»

«L’Italia presenta oggi uno dei peggiori gap salariali tra generi in Europa, oltre una cronica scarsità di donne in posizioni manageriali di rilievo», ha sottolineato il primo ministro, specificando che una vera parità di genere «non significa un farisaico rispetto di quote rosa richieste dalla legge», ma «richiede che siano garantite parità di condizioni competitive tra generi. Intendiamo lavorare in questo senso, puntando a un riequilibrio del gap salariale e un sistema di welfare che permetta alle donne di dedicare alla loro carriera le stesse energie dei loro colleghi uomini, superando la scelta tra famiglia o lavoro».

La presidenza al G20: «Tre pilastri: People, Planet, Prosperity»

Con la sua presidenza, l’Italia avrà la responsabilità di guidare il G20 verso l’uscita dalla pandemia, ha ricordato Draghi, e «di rilanciare una crescita verde e sostenibile a beneficio di tutti». Nella presidenza del G20 si punterà sui pilastri People, Planet, Prosperity: «Faremo leva sulla sostenibilità e sulla “transizione verde” nella prospettiva della prossima Conferenza delle Parti sul cambiamento climatico (Cop 26), con una particolare attenzione a coinvolgere attivamente le giovani generazioni, attraverso l’evento Youth4Climate».

Immagine di copertina: ANSA/ROBERTO MONALDO

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