Chi era l’ambasciatore Luca Attanasio. L’impegno umanitario in Africa, e quella volta che lo andò a trovare Zoro

Il diplomatico di 43 anni aveva vinto a ottobre il premio Nassiriya per la pace. In Congo portava avanti numerose missioni umanitarie

L’ambasciatore della Repubblica Democratica del Congo, Luca Attanasio, aveva 43 anni. Ucciso insieme al carabiniere Vittorio Iacovacci in un tentativo di rapimento nella mattinata di oggi, 22 febbraio, Attanasio era uno degli ambasciatori italiani più giovani del mondo. Nato nel 1977 a Limbiate, in provincia di Monza e Brianza, e aveva tre figlie. Il sindaco di Lambiate, Antonio Romeo, ha disposto le bandiere a mezz’asta in segno di lutto.


A ottobre scorso aveva ricevuto insieme alla moglie Zakia Seddiki il Premio Internazionale Nassiriya per la Pace «per il suo impegno volto alla salvaguardia della pace tra i popoli» e «per aver contribuito alla realizzazione di importanti progetti umanitari distinguendosi per l’altruismo, la dedizione e lo spirito di servizio a sostegno delle persone in difficoltà». Il premio era arrivato per l’associazione Mama Sofia, fondata a Kinshasa da Zakia Seddiki e della quale era presidente onorario. L’associazione era nata allo scopo di occuparsi di bambini e donne in difficoltà.

«Tutto ciò che noi in Italia diamo per scontato – aveva raccontato durante il conferimento del premio per la Pace– non lo è in Congo dove purtroppo ci sono ancora tanti problemi da risolvere. Il ruolo dell’ambasciata è innanzitutto quello di stare vicino agli italiani ma anche contribuire per il raggiungimento della pace». Attanasio era in missione nella Repubblica del Congo dal 2017, dove stava portando avanti numerosi progetti umanitari. Nonostante la giovane età, aveva molta esperienza alla spalle: aveva lavorato in Svizzera dal 2006 al 2010, in Marocco fino al 2013 e in Nigeria tra il 2014 al 2015.

Il reportage di Propaganda Live

Il suo lavoro era stato raccontato nel 2018 dal programma Propaganda Live, condotto da Diego Bianchi.

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