Sondaggio Demos, Draghi già in calo di fiducia: Conte risale e recupera anche il M5s

Secondo l’ultimo sondaggio di Demos per Repubblica, il neo-premier ha perso due punti percentuali rispetto a febbraio, ma rimane davanti al suo predecessore

Il tasso di gradimento degli italiani nei confronti di Mario Draghi è sceso di due punti percentuali nell’ultimo mese arrivando a quota 69, mentre quello nei confronti di Giuseppe Conte è aumentato di altrettanti punti percentuali a quota 67. A rivelarlo è l’ultimo sondaggio di Demos per l’Atlante Politico pubblicato oggi su Repubblica. Nella classica dei leader tra i più apprezzati troviamo il ministro della Salute Roberto Speranza, il commissario Ue per l’Economia Paolo Gentiloni e al quinto posto alla pari con l’ex segretario dem Nicola Zingaretti, la leader dell’unico partito di opposizione, Giorgia Meloni. Per trovare Matteo Salvini bisogna scendere a metà classifica, tre punti sopra a Luigi di Maio, e 17 in meno rispetto a Draghi.


I partiti: in calo Pd e Lega, crescono il M5S e FdI

La classifica è diversa per quanto riguarda invece le stime elettorali per i partiti che vedono la Lega al primo posto (22,3%), seguita dal Movimento 5 Stelle (18,8%) e il Partito democratico (17,2%). Fratelli d’Italia di Meloni è al quarto posto con 17%. Rispetto a febbraio però il suo è l’unico partito – insieme ai 5 Stelle di Conte e Forza Italia – a guadagnare nei sondaggi, seppure in modo limitato (+0,1% mentre i 5stelle crescono di +3,6% e il partito di Berlusconi dello 0,5%). Il partito democratico, orfano di segretario, scende di oltre tre punti percentuali, mentre la lega dello 0,5%. In diminuzione anche Azione di Calenda (-0,5% al 2,3%) e Italia Viva (-0,6% al 2,1%).

Il Pd alla vigilia del voto per il nuovo segretario

A proposito del Partito democratico, gli elettori sembrano vedere di buon occhio il ritorno al Nazareno di Enrico Letta che si è candidato ieri alla segreteria. Secondo il sondaggio il tasso di apprezzamento nei suoi confronti si è raddoppiato in pochi giorni, arrivando a quota 28 l’11 marzo, superando Nicola Zingaretti al 23%.

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