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Si può trapiantare un organo da una vittima di Covid-19 evitando il contagio? Si! Mettiamo fine alla disinformazione

Esiste un protocollo, illustrato sul sito del Ministero della Salute, ma qualcuno evita di darne notizia in maniera adeguata

Circola nei gruppi Telegram il post del canale legato a SocialTV Network, di Andrea De Girolamo (Bogdan Tibusche), nel quale viene messa in discussione la notizia del trapianto di organi da parte di due pazienti deceduti Covid19. Come è possibile che ciò avvenga? Non c’è un rischio contagio? L’autore del post, infine, si sfoga domandando agli utenti se solo a lui «sale la voglia di giustiziare il governo».

La notizia citata è quella pubblicata da La Gazzetta del Mezzogiorno il 18 marzo 2021 dal titolo «Bari, al Policlinico donati organi di due pazienti positivi al Covid e deceduti: 2 vite salvate». Le risposte alle domande del gestore di SocialTV si trovano nello stesso articolo del quotidiano, ma non le riporta nel suo post compiendo, di conseguenza, disinformazione.

Per chi ha fretta

  • Esiste un protocollo, già collaudato e reso pubblico, che prevede la donazione da parte di un positivo a un paziente positivo o che sia guarito dalla Covid19.
  • Gli organi del deceduto non possono essere ceduti a un paziente sano o che non abbia mai avuto a che fare con il virus, proprio per evitare il rischio infezione.
  • Tale pratica è nota dal 2020 e resa pubblica nel sito del Ministero della Salute.

Analisi

Ecco il testo del post Telegram:

Chiedo scusa ma……le salme, non erano contagiose? tanto che le famiglie non potevano e non possono ancora portarle a casa per una degna e cristiana sapoltura….e sono state cremate…..e impedito ai medici di fare le autopsie….per evitare il contagio. Scusate, ma solo a me sale la voglia di giustiziare il governo?

Nel post vengono citati alcuni argomenti, come l’accusa nei confronti del governo di aver «impedito le autopsie» quando di fatto non vennero mai vietate, e la questione relativa al trattamento delle salme in caso di positività o di dubbia positività per arginare il rischio contagio. Se leggiamo l’articolo, non linkato dal gestore di SocialTv, scopriamo alcuni fondamentali dettagli della vicenda:

Il protocollo prevede che in caso di positività al Covid possano essere donati solo gli organi salvavita, quali cuore e fegato, e che a ricevere il trapianto possano essere o pazienti in urgenza Covid positivi o pazienti presenti in lista d’attesa per il trapianto e che sono guariti dal Covid sviluppando gli anticorpi.

Non si tratta, dunque, di donazioni di organi da un paziente Covid19 deceduto a un paziente sano o che non abbia mai contratto la malattia. Un protocollo che era già stato seguito a dicembre 2020, come riportato in un comunicato pubblicato nella sezione Trapianti del sito del Ministero della Salute:

L’intervento rientra nell’ambito del protocollo stilato dal Centro nazionale trapianti che consente di effettuare trapianti di organi salva vita provenienti da donatori deceduti per altre cause ma risultati positivi al Covid 19. Secondo le linee guida del Cnt, i pazienti devono essere in gravi condizioni cliniche, per le quali, a giudizio del team medico responsabile del trapianto, il rischio di morte o di evoluzione di gravi patologie connesse al mantenimento in lista di attesa rende accettabile quello conseguente all’eventuale trasmissione di patologia donatore-ricevente. La Sicilia e il Piemonte sono le prime regioni ad aver recepito l’indicazione. Il protocollo stabilisce la possibilità di trapiantare organi prelevati da pazienti Covid positivi su pazienti selezionati Sars-CoV-2 positivi o con pregressa infezione Covid-19 poi superata.

Nello stesso comunicato viene fatto presente che sono state adottate procedure di sicurezza «ancora più sofisticate» nell’effettuare le operazioni.

Conclusioni

In un periodo storico come quello della pandemia di Covid19 sono state riscontrate diverse problematiche a livello sanitario, come ad esempio la difficoltà di ridurre i tempi di attesa di trapianto al fine di evitare ulteriori decessi oltre a quelli già registrati nel corso del 2020. La scienza, in questo caso, ha trovato una possibile soluzione a favore dei pazienti positivi al Sars-Cov-2 o che siano guariti dalla malattia Covid19, con la donazione di organi di pazienti deceduti e positivi al virus. Tali organi, di conseguenza, non possono essere trapiantati in pazienti sani e mai risultati positivi, mantenendo le linee guida per evitare ulteriori contagi. Tutte informazioni omesse dal gestore di SocialTV, disinformando gli utenti che lo seguono.

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