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Obbligo vaccinale, Guido Rasi: «Il governo può procedere senza limitazioni. Il sì dell’Ema è pieno fin da subito»

L’ex direttore dell’Agenzia europea del farmaco ha commentato l’intervento del premier Draghi, chiarendo che la scelta ora è politica

Il governo va verso l’obbligatorietà della vaccinazione contro il Covid-19. È l’indicazione espressa ieri in conferenza stampa dal premier Mario Draghi e che, secondo i giuristi, sarebbe possibile attuare in tempi brevi con una legge ad hoc sulla base dei dettami costituzionali. Il premier si è detto favorevole all’obbligo vaccinale «non appena il vaccino sarà approvato in via definitiva da Ema e Aifa», come successo negli Usa circa dieci giorni fa. Un’approvazione che non sarebbe però indispensabile per il via libera: in un’intervista rilasciata a La Stampa Guido Rasi, ex direttore esecutivo dell’Ema (l’Agenzia europea del farmaco), intervenendo su vaccini e Green pass, ha chiarito che «se il governo italiano volesse mettere l’obbligo vaccinale per tutti potrebbe farlo, come del resto ha fatto per alcune categorie, senza alcuna limitazione derivante dal tipo di autorizzazioni concesse dall’Ema», aggiungendo che «il sì dell’Ema invece è pieno fin da subito, per questo è stato più meditato, anche se resta condizionato a una serie di studi da realizzare fino al 2023 pena la revisione dell’autorizzazione».


Rasi: «Sulla terza dose sarebbe utile un intervento dell’Ema»

Rasi ha affermato che bisogna «agire per gradi»: «Si è iniziato per categorie e si va avanti secondo necessità, per esempio estendendo il Green pass alle forze dell’ordine e alle categorie a maggiore contatto col pubblico. E se non bastasse si metterà l’obbligo». Sulla terza dose di vaccino l’ex direttore dell’Ema ha precisato: «Laddove ci sia evidenza di una decadenza immunitaria ha senso ripristinarla subito. Spero che il ministero definisca bene cosa intenda con immunofragilità, così da non creare problemi pratici. Sulla terza dose per tutti invece sarebbe utile un intervento dell’Ema, anche per evitare che si faccia in una versione non aggiornata mentre arrivano nuove varianti pericolose».


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