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Obbligo vaccinale, Ciciliano (Cts) al governo: «Basta rinvii, ci sono tutti gli elementi per decidere» – L’intervista

Il componente del Comitato tecnico scientifico a Open: «Dare la priorità a categorie a contatto con il pubblico, come gli insegnanti». E sui tamponi gratis: «Dibattito fuorviante»

«Decidere di decidere»: dal componente del Comitato tecnico scientifico (Cts) Fabio Ciciliano arriva un’esortazione nei confronti del governo sul tema dell’obbligo vaccinale. «Per evitare ambiguità e indecisioni la cosa più giusta è decidere se muoversi o non muoversi rispetto all’obbligo di vaccino anti Covid», dice Ciciliano a Open. «Entrambe le posizioni avranno delle conseguenze, quella più vantaggiosa dal punto di vista epidemiologico rimane indubbiamente la strada che assicura una copertura immunizzante più ampia possibile e dunque l’obbligo». L’ultima presa di posizione del governo riguardo l’obbligo risale alla conferenza stampa avvenuta a Palazzo Chigi il 2 settembre scorso. Il premier Mario Draghi ha aperto in maniera decisa alla possibilità di obbligo «non appena Ema e Aifa approveranno in maniera definitiva i vaccini, finora autorizzati in maniera emergenziale». Tre giorni dopo il ministro della Salute Roberto Speranza ha chiarito: «Si può decidere per l’obbligo anche senza l’ok dell’Ema». Una posizione confermata dalla stessa Agenzia del farmaco europea.


Alla luce degli ultimi risvolti, Ciciliano definisce più che mai cruciale l’attuale momento di campagna vaccinale: «Oramai tutti quelli che volevano vaccinarsi lo hanno fatto, i contrari continuano ad opporsi e gli scettici si sono già divisi in chi ha deciso di prenotarsi e in chi vuole restarne fuori. Abbiamo gli elementi per prendere una decisione, anche e soprattutto verso una stagione che sta arrivando e che con la riapertura delle scuole di certo non ci farà stare tranquilli in termini di diffusione e cluster». A questo proposito, l’idea di una gradualità nell’attuazione di un obbligo vaccinale è una delle ipotesi ritenute valide da Ciciliano. «Insegnanti, personale scolastico, categorie che sono a contatto con il pubblico rimangono i più esposti al rischio e allo stesso tempo i possibili diffusori di infezione e malattia. Anche in questo senso sarebbe il tempo di decidere di decidere», continua il tecnico.


L’estensione dell’obbligo di Green pass

Questi sono giorni cruciali anche per le decisioni dell’esecutivo in merito all’estensione dell’obbligo di Green pass, ma quello che il tecnico ribadisce è che non si sta parlando di una misura esclusivamente sanitaria: «La Certificazione verde, soprattutto in questo momento, è uno strumento amministrativo che funge da lasciapassare per attività e spazi sociali», dice Ciciliano, «per questo credo piuttosto inutile parlare della proposta di tamponi gratuiti per tutti come incentivo alla non vaccinazione. Senza un obbligo vaccinale, l’alternativa possibile prevista dalle regole del pass è anche quella di presentarsi in ristoranti e cinema con un tampone negativo». Il riferimento è alla proposta di test gratis per tutti lanciata da Matteo Salvini e sostenuta anche da Confindustria. Nelle ultime ore, da più parti è stato fatto notare che una decisione simile possa tradursi in una legittimazione implicita della scelta di non vaccinarsi. «Ma se l’obbligo non c’è, come possiamo considerare illegittimo un’alternativa possibile?», si chiede Ciciliano.

«Terza dose per tutti? Per ora pensiamo ai fragili»

Il dibattito degli ultimi giorni ha toccato anche una sempre più probabile terza dose di vaccino anti Covid. Dopo i recenti studi scientifici che confermano l’abbassamento della protezione dei vaccini a mRna contro il virus, la questione aperta tra gli esponenti della comunità scientifica italiana è se stabilire un nuovo richiamo per tutti o se coinvolgere solo i fragili. «La bussola da avere in questi casi sono i pareri degli enti regolatori che con dati scientifici alla mano definiscono la reale necessità di qualsiasi passo ulteriore», dice Ciciliano. «A questo proposito sia l’Ema che l’Ecdc hanno confermato l’urgenza di una terza dose per la categoria di popolazione fragile con un sistema immunitario già debole. Per adesso preoccupiamoci di loro».

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