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Coronavirus, i negazionisti della Chiesa citati da Papa Francesco? C’è anche un italiano

Oltre al cardinale Raymond Burke ricoverato per Covid ad agosto, c’è anche un arcivescovo italiano tra i negazionisti della Covid: Carlo Maria Viganò, già protagonista di un evento negazionista organizzato a Roma nel 2020 da Forza Nuova

Anche il collegio cardinalizio ha i suoi complottisti della Covid. Così racconta Papa Francesco conversando con i giornalisti sul volo di ritorno da Bratislava, ma chi sono questi uomini di Chiesa e che cosa dicono? Uno di loro lo conosciamo, il cardinale Raymond Burke ricoverato per Covid ad agosto. C’è anche un arcivescovo italiano, Carlo Maria Viganò, protagonista di un evento negazionista organizzato a Roma nel 2020 da Forza Nuova.


L’arcivescovo Carlo Maria Viganò

Viene ritenuto il peggior nemico di Papa Francesco. Durante la campagna elettorale americana del 2020, Donald Trump rese nota una lettera a lui indirizzata dove l’arcivescovo italiano, oltre a sostenerlo politicamente, riteneva che la pandemia e le rivolte per George Floyd facessero parte di «una eterna lotta spirituale tra le forze del bene e del male». Secondo Viganò, la Pandemia sarebbe «una colossale opera di ingegneria sociale».


Il suo sostegno a Donald Trump sfocia nel complottismo. Ex nunzio apostolico degli Stati Uniti, è un convinto credente dell’esistenza del cosiddetto “Deep State” che il Presidente americano era “destinato a sconfiggere”. Tale teoria è alla base delle credenze della setta complottista QAnon.

L’arcivescovo Viganò crede all’esistenza del Great Reset, una teoria del complotto secondo cui le élite finanziarie globali avrebbero pianificato la Pandemia per instaurare un regime totalitario e il Nuovo Ordine Mondiale. In un intervento video pubblicato il 30 maggio 2021 sul canale Youtube Visione TV, ammette di credere alle grandi bufale complottiste:

Mettiamoci nei panni dei fautori del Great Reset. Partiamo dal punto di vista di chi questo complotto lo ha organizzato e non di chi lo subisce inconsapevolmente. Se ci mettiamo nei panni di un Bill Gates, di un George Soros, di un Klaus Schwab, non sarà difficile comprendere che se dichiarassimo spudoratamente che abbiamo deciso di decimare la popolazione mondiale per il tramite di un siero genico, con ogni probabilità non otterremo consenso dalle masse ne appoggio dalle istituzioni perché il nostro piano criminale susciterebbe una rivolta e, soprattutto, scoprirebbe le nostre carte. In realtà, i nostri progetti li abbiamo anche dichiarati a più riprese, li abbiamo iscritti negli atti dei nostri congressi, li abbiamo ribaditi in interviste e incontri istituzionali, li abbiamo addirittura fatti incidere nelle Georgia Guidline Stones.

L’arcivescovo fa riferimento alle Georgia Guidestones, un monumento inaugurato nel 1980 in Georgia (Stati Uniti) dove sono presenti i “comandamenti” che confermerebbero l’esistenza di un piano di sterminio planetario. Infatti, una delle frasi scolpite afferma che la popolazione mondiale dovrebbe raggiungere i 500 milioni di individui, quando all’epoca c’erano circa 4 miliardi di persone in vita in tutto il globo terrestre.

Foto di Viryakala

A voler realizzare il monumento non furono Bill Gates, Soros o Schwab, non ci sono infatti prove di tale associazione. Definito da Wired come un elenco di istruzioni post apocalisse, venne realizzato dalla società Elberton Granite Finishing per conto di un cliente, tale Robert C. Christian (uno pseudonimo). Il titolare dell’azienda, intervistato da Wired, lo descrisse come un «matto».

La teoria relativa al fantomatico disegno della diminuzione della popolazione mondiale viene collegata a una lettera pubblicata nel 2009 del sito della Fondazione Bill & Melinda Gates, mal interpretata dai complottisti. Nel 2020 la deputata ex M5s Sara Cunial ne parlò, convinta, durante un suo intervento alla Camera.

Secondo i complottisti, Bill Gates vorrebbe decimare la popolazione attraverso i vaccini. Uno strumento di morte? Non era questo l’intento della sua Fondazione. Secondo Gates, le persone fanno più figli nei Paesi dove la mortalità infantile è più alta a causa delle malattie, ma se questa venisse ridotta grazie ai vaccini allora le persone farebbero meno figli.

In un altro video, pubblicato il 31 agosto 2021, l’arcivescovo Viganò cita anche Kalergi, personaggio sul quale è stata creata la famosa teoria del complotto del piano che porta il suo stesso nome ed erede dei Protocolli dei Savi di Sion. Diventato uno dei bersagli preferiti delle destre estreme europee, venne accusato di essere l’ideatore della fantomatica “grande sostituzione etnica” in Europa a favore di una élite ebrea.

Il cardinale Raymond Burke

Nel sito Voiceofthefamily.com viene riportata la trascrizione dell’intervento del cardinale al Rome Life Forum del 2020, diventato noto per le sue critiche contro i vaccini citando i famosi e fantomatici microchip per il controllo delle masse (ne parliamo qui, qui e qui):

If there was a lack of respect for our fundamental relationship with God at the beginning of the present international health crisis, there is a similar lack of respect in what is proposed, once the crisis has passed. One hears repeatedly the mantra that our life will never again be the same and that we can never return to life as we lived it before. It has been suggested, for instance, that the ancient gesture of giving one’s hand to another in friendship and trust must now be forever abandoned. Also, there is a certain movement to insist that now everyone must be vaccinated against the coronavirus COVID-19 and even that a kind of microchip needs to be placed under the skin of every person, so that at any moment he or she can be controlled by the State regarding health and about other matters which we can only imagine. It has also been suggested, even by pastors of the Church, that the present crisis should lead us to consider again whether Sunday Mass is essential to the Christian life or whether Funeral Rites are essential to the practice of our faith.

Nel suo intervento parla anche della questione dei “feti abortiti” (argomento trattato da Open qui, qui e qui), un tema molto in voga negli ambienti No Vax e Pro Vita. Secondo Burke non sarebbe moralmente giustificato svilupparli attraverso l’utilizzo delle linee cellulari provenienti da feti abortiti. Tale posizione è stata successivamente smentita, a fine 2020, dalla Congregazione per la Dottrina della Fede: «Quando non sono disponibili vaccini contro il Covid 19 eticamente ineccepibili» è «moralmente accettabile utilizzare i vaccini anti-Covid 19 che hanno usato linee cellulari provenienti da feti abortiti nel loro processo di ricerca e produzione».

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