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Super Green pass, le Regioni: «Meno restrizioni per i vaccinati in zona rossa e arancione». Il governo: «Terza dose dopo 5 mesi»

Alcuni governatori chiedono una stretta anche in zona bianca. Toti propone di «aumentare i controlli alle frontiere». Giovedì il Consiglio dei ministri

Il governo accelera il passo sul prossimo decreto che dovrà rimodulare le regole sull’ipotetico Super Green pass. Dopo giorni di pressing dalle Regioni, alle 18 di oggi 22 novembre si è tenuto il primo vertice tra ministri e governatori sempre più allarmati per l’aumento dei contagi di Coronavirus. In sostanza, le Regioni hanno chiesto al governo di premiare i cittadini che si sono vaccinati prevedendo per loro minori restrizioni in zona arancione o rossa. Il governatore della Lombardia, Attilio Fontana ha chiesto provvedimenti rapidi, limitati a una determinata fascia di persone, un Green pass che consenta di fare attività solo a chi è vaccinato o guarito. Dello stesso avviso il governatore calabrese, Roberto Occhiuto, che ha invocato restrizioni fin da subito per i non vaccinati, a prescindere dal colore delle Regioni. «Questa volta abbiamo un vantaggio rispetto al virus e non possiamo sciupare quanto fatto fino ad ora. Le nuove misure non sarebbero una punizione nei confronti dei No vax. Sarebbero la conseguenza di una loro libera, e per me irresponsabile, scelta», ha detto.


Alcune Regioni chiedono il Super Green pass anche in zona bianca

Il presidente della Regione Valle d’Aosta, Erik Lavevaz, invece, ha fatto un appello al governo affinché venga tutelata il più possibile la stagione turistica invernale «che si sta aprendo». Alcune Regioni, invece, avrebbero chiesto il Super Green pass per vaccinati e guariti persino in zona bianca. Adesso l’esecutivo guidato da Mario Draghi sarà chiamato a valutare le posizioni delle Regioni, che chiedono minori restrizioni per i vaccinati. Il prossimo Consiglio dei ministri è previsto per giovedì prossimo. Le Regioni hanno chiesto di essere riconvocate prima di un nuovo eventuale decreto. Previsto anche un confronto politico all’interno della maggioranza e la riunione del Comitato tecnico scientifico per un parere sulla riduzione della durata della certificazione verde anti-Covid e sull’obbligo della terza dose per i sanitari. Al momento, come confermato dal presidente della Conferenza Massimiliano Fedriga al Tg2, non è stata trovata «una soluzione definitiva».


Toti: «Aumentare i controlli alle frontiere»

I più “rigoristi” da giorni incalzavano Palazzo Chigi: sì alle restrizioni nel caso di passaggio di zona che, però, non valgano per le persone che si sono vaccinate. Insomma, regole rigide sì ma solo per i No vax, escludendoli di fatto da tutte le attività ricreative. Il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, invece, chiedeva che le restrizioni ai non vaccinati fossero applicabili già in zona gialla, senza dover aspettare la fascia arancione o rossa. «Bisogna aumentare i controlli alle frontiere con i Paesi a maggiore circolazione. Mi auguro che il governo adotti entro le prossime ore tutte queste misure», ha detto. Nel corso dell’incontro, poi, il governo ha comunicato alle Regioni che, con l’ok dell’Aifa (arrivato subito dopo), in Italia sarà possibile somministrare la terza dose o il richiamo già cinque mesi dopo l’ultima inoculazione. «La dose di richiamo è cruciale per proteggere meglio noi e chi ci sta accanto. Dopo l’ultimo parere di Aifa sarà possibile farla a cinque mesi dal completamento del primo ciclo. Vacciniamoci tutti per essere più forti», ha scritto il ministro della Salute, Roberto Speranza, su Facebook.

Lega: «No a ulteriori chiusure e paure»

«Qualora ci dovesse essere un passaggio in arancione di qualche Regione, siccome questa misura prevederebbe in automatico tutta una serie di restrizioni, come la chiusura dei ristoranti alla sera oltre che cinema e teatri, in questo caso dobbiamo mettere in atto un sistema che dia la possibilità a chi si è vaccinato di poter continuare a usufruire di queste libertà», ha dichiarato il sottosegretario alla Salute Andrea Costa a Rainews24. «Per chi invece decide di non vaccinarsi è giusto garantire il diritto al lavoro e i diritti primari, ma se una persona non si vaccina è giusto che abbia qualche restrizione in più». Costa ha escluso che l’obbligo vaccinale possa essere esteso a tutti: «Ad oggi non c’è il tema dell’obbligo vaccinale per altre categorie. Tuttavia è una questione che il governo non ha mai escluso e, se ci fosse la necessità di ampliarlo ad alcune categorie, siamo pronti a farlo». Infine Matteo Salvini ha incontrato i governatori della Lombardia e del Veneto, Attilio Fontana e Luca Zaia, per discutere di come evitare ulteriori «chiusure e paure, lavorando a soluzioni di buonsenso», riferiscono fonti della Lega.

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