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Allarme Omicron, in Olanda 13 passeggeri positivi alla variante. Anche Israele chiude i confini: le mosse dei governi dopo i primi casi

Fissata una riunione di emergenza dei ministri della Sanità del G7. Aumentano le segnalazioni in diversi Paesi dall’Australia alla Germania, dalla Repubblica Ceca all’Italia

La variante Omicron fa sempre più paura. Dei 61 passeggeri arrivati ieri ad Amsterdam dal Sudafrica e risultati positivi al Covid, a 13 è stata individuata la mutazione. «L’analisi non è ancora finita», fanno sapere dall’Istituto nazionale olandese della sanità. «La nuova variante potrebbe essere trovata in più campioni». I passeggeri positivi sono stati messi in quarantena in un hotel vicino all’aeroporto Schiphol di Amsterdam. Dopo l’annuncio dei 13 casi di Omicron, il ministro della Sanità olandese Hugo de Jonge ha chiesto alle persone di ritorno dal Sudafrica di sottoporsi al tampone «il prima possibile». «Non è impensabile che esistano altri casi nei Paesi Bassi», ha detto.


La situazione nel Regno Unito

Il Regno Unito, che detiene la presidenza di turno del G7, ha convocato per domani, lunedì 29 novembre, una riunione d’urgenza dei ministri della Salute dei sette Paesi per affrontare la questione. Londra, alla variante Omicron, ha risposto imponendo l’obbligo di mascherina nei negozi e nei bus, ha reintrodotto l’obbligo di un test molecolare e di quarantena fino al risultato per chiunque entri nel territorio britannico (insomma sono stati blindati i confini). Il premier Boris Johnson, che finora aveva optato per una linea più soft, sembra aver cambiato strategia. C’è paura di rivivere l’incubo dell’anno passato. Ha anche allungato la red list dei viaggi, aggiungendo altri quattro Paesi africani, che adesso sono diventati complessivamente ben dieci. La Svizzera, intanto, ha annullato, per precauzione, la conferenza ministeriale del Wto (Organizzazione mondiale del commercio), prevista per la prossima settimana.


Israele, Repubblica Ceca e Australia

Un caso sospetto è stato segnalato in Repubblica Ceca, due in Australia su passeggeri provenienti proprio dal Sudafrica. Israele, intanto, ha chiuso completamente le sue frontiere per prevenire l’arrivo di passeggeri contagiati dalla variante Omicron. Secondo il capo della sanità pubblica israeliana, Sharon Alroy-Preis, la potenzialità di trasmissione della nuova variante Omicron del Covid-19 è «molto alta, ma al tempo stesso – ha evidenziato – nei casi di vaccinati la malattia è molto leggera». In Israele al momento si contano due casi confermati di variante Omicron. Lo ha reso noto il direttore generale del ministero della sanità Nachman Ash.

Stando a quanto riportano i media, uno dei due casi è relativo a una donna rientrata di recente dal Sudafrica: le sue condizioni non destano comunque preoccupazione perché è vaccinata. L’altro caso è invece stato riscontrato ieri in una persona, anche lei vaccinata, rientrata dal Malawi. Il problema è che nel Paese ci sono altri casi sospetti, ancora da confermare. Per ora, a partire da mezzanotte, scattano le nuove regole decise dal governo: per 15 giorni i confini restano chiusi a tutti gli stranieri

Cosa sta facendo l’Ue

Intanto l’Ue nelle prossime ore potrebbe pensare a una strategia condivisa per evitare la diffusione della nuova variante di Covid; intanto i singoli governi stanno correndo ai ripari (l’Italia, ad esempio, ha bloccato i voli da alcuni Paesi africani). Un timore che ha investito tutto il mondo, anche se al momento non si sa quanto e se sia davvero pericolosa la variante Omicron già arrivata in Belgio, Regno Unito, Germania e in Italia (il primo paziente italiano è un dipendente dell’Eni di Caserta che lavora in Mozambico e che ha già contagiato tutta la sua famiglia). A Bruxelles, la Commissione europea ha attivato il freno d’emergenza, che ha portato al blocco dei voli dall’Africa meridionale, e ha deciso di accelerare con le terze dosi dei vaccini ma anche con i test e il tracciamento di chi viene dalle regioni più a rischio, ha detto la presidente Ursula von der Leyen.

Insomma, non c’è più tempo da perdere e nelle prossime ore si lavorerà per «approfondire il sequenziamento della variante». Protesta, infine, il Sudafrica per il blocco dei voli, accusando i governi occidentali di aver «punito» il Paese anziché applaudirlo per avere trovato la nuova mutazione del virus. E le percentuali di vaccinazione Ue-Africa sono impietose: in Ue e in Usa il 60 per cento della popolazione risulta essere immunizzata dal Covid contro il 7 per cento dell’Africa.

Immagine di copertina: EPA/ROBIN VAN LONKHUIJSEN

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