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La previsione del Nobel Parisi sull’ondata Omicron: «A Capodanno 100 mila casi. Ma non è ancora il picco: contagi raddoppiano ogni settimana»

Non è ancora chiaro, spiega il fisico della Sapienza, quanto sia grave l’infezione da Omicron tra i non vaccinati

Sotto la spinta della variante Omicron, è realistico aspettarsi circa 100.000 casi già intorno al 31 dicembre, con un picco intorno a metà gennaio. A dirlo all’Ansa è il premio Nobel Giorgio Parisi, che ha commentato i dati più recenti sulla pandemia di Coronavirus in Italia. «È chiarissimo che i casi totali stiano raddoppiando in una settimana» e quello che accadrà dopo Capodanno «è difficile dirlo: dipenderà moltissimo dai comportamenti». Per Parisi è invece «chiara la protezione data dai vaccini, che sono fondamentali». Riferendosi ai 78.313 casi positivi rilevati il 28 dicembre in Italia, dopo le feste di Natale, il fisico ha osservato che «con tre dosi, i vaccini riescono a dare una protezione solida». Al momento, prosegue, «sembrerebbe che la Omicron, nel caso in cui buchi il vaccino, non dia una malattia particolarmente grave. Il vaccino protegge bene dalla malattia grave, mentre la protezione dall’infezione è più bassa». Molto meno chiaro, invece, è quanto sia grave l’infezione per i non vaccinati. Gli studi fatti finora non riescono ancora a darne una fotografia compiuta.


In generale, in questo momento «fare previsioni è molto difficile», ha detto. «In pochi giorni non potremo aumentare di molto il numero dei vaccinati ed è possibile che le scuole chiuse aiutino. Ma non è affatto chiaro quello che accadrà, anche se è ragionevole pensare che i casi continueranno ad aumentare a ritmo veloce». Considerando il tempo di raddoppio di una settimana del totale dei casi, secondo Parisi, «bisogna evitare un aumento spaventoso di casi per non aumentare il carico sui medici di famiglia» e «la speranza è che i casi gravi siano relativamente pochi, in modo che il servizio sanitario possa reggere l’impatto. Fra una settimana il quadro potrà essere più chiaro».


Immagine di copertina: ANSA/MASSIMO PERCOSSI

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