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Chi è Nicola Franzoni, l’imprenditore No vax che colleziona denunce: le sparate sui complotti di Big Pharma ed ebrei – Il video

Da inizio pandemia l’imprenditore 43enne di Marina di Carrara è sempre stato in prima fila nelle proteste contro tutte le misure anti-Covid dei governi, accumulando una lunga serie di denunce

L’ultima denuncia a suo carico è stata presentata oggi, 11 gennaio, dopo aver commentato la morte del presidente dell’Europarlamento David Sassoli, dicendo in un video che si trova in uno dei suoi numerosi account: «Dio vede e provvede, una testa di c…. in meno». Ma Nicola Franzoni, imprenditore 43enne del settore della ristorazione, nato a Lerici e residente a Marina di Carrara, esponente del “Fronte Popolare di Liberazione”, porta con sé una lunga serie di denunce. Franzoni, da inizio pandemia, è in prima fila nelle proteste di tutta Italia contro le misure anti-Covid decise del governo. Per arringare i suoi seguaci utilizza il proprio canale Telegram, che conta l’iscrizione di oltre 10mila persone. Tra i video pubblicati sul suo canale Telegram, Franzoni da tempo se la prende contro i governi, contro i vaccini, contro le misure anti-contagio, contro il Green pass, contro tutto. In un video se la prende contro «gli ebrei, le lobby ebraiche, che hanno creato questa situazione. Sette famiglie di m***a che controllano le sette case farmaceutiche di m***a, che andrebbero rase al suolo, che producono i c***i di vaccini, che controllano l’economia mondiale e impongono al governo uno sterminio di massa: sono gli ebrei di m***a. Dono ashkenaziti e cazari, una minora ebrea, e quindi non tutto il popolo in sé, sono gli ebrei di m***a che vi stanno ammazzando».


I precedenti contro il governo Conte bis

Già perché Franzoni, sin dai primissimi mesi della pandemia, si è scagliato contro le chiusure e le misure anti-contagio decise dal governo Conte bis. Successivamente, pur cambiando l’esecutivo e con l’arrivo dei vaccini anti-Covid è passato sul fronte dei No vax e, successivamente, delle proteste No Green pass, protestando contro l’esecutivo guidato da Mario Draghi. Tra il maggio e giugno 2020 Franzoni era tra gli organizzatori della manifestazione “Marcia su Roma”, a seguito della quale è stato denunciato per vilipendio alla Repubblica e alle istituzioni, apologia di fascismo, istigazione a disobbedire alle leggi, atti contrari alla pubblica decenza e manifestazione non autorizzata, dopo aver urinato contro un muro della sede della Presidenza del Consiglio dei Ministri. In quell’occasione i poliziotti della Digos gli hanno notificato il “foglio di via” da Roma per 2 anni. Il suo gesto, a suo dire, era volto a «dimostrare il rispetto nei confronti di Conte».


Le denunce a carico durante il governo Draghi

Malgrado ciò, le proteste anche contro il successivo governo Draghi e le misure anti-Covid non si sono fermate. Nel marzo 2021 Franzoni si diceva pronto a protestare contro il nuovo esecutivo, minacciando di scaricare un camion di 20 tonnellate di letame davanti al Teatro Ariston di Sanremo, durante il Festival, salvo rinunciare alla protesta dopo l’intervento della Digos. Alcuni mesi dopo, Franzoni è stato denunciato anche dopo la manifestazione No Green pass del 9 ottobre 2021, sfociata con il violento assalto alla sede nazionale della Cgil a Roma. Ma Franzoni, a Roma, non sarebbe potuto essere presente dato che con il foglio di via della durata di due anni, non avrebbe potuto accedere alla Capitale fino al 2022. In passato, Franzoni ha militato in Futuro e Libertà di Gianfranco Fini, ed era balzato alle cronache per aver augurato a un avversario politico di «morire come una merda» e «tra i dolori più atroci». E andando a ritroso nel tempo, nel 2013 Franzoni venne condannato al Giudice di pace a pagare una multa di 300 euro per aver preso a calci e schiaffi la madre di una sua ex dipendente che, stando all’accusa, sarebbe andata nel suo locale per riavere indietro un prestito richiesto all’ex dipendente.

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