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Crisi Ucraina, cresce l’allerta in Europa. Biden chiama Zelensky: «Sostegno rapido e deciso in caso di invasione»

Washington e Kiev si sono detti d’accordo a proseguire gli sforzi diplomatici. Intanto nel Donbass sono aumentate le violazioni al cessate il fuoco

Nel colloquio telefonico di oggi, 13 febbraio, il presidente Usa Joe Biden ha ribadito al presidente ucraino Volodymyr Zelensky l’impegno degli Stati Uniti a tutelare la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina. Biden ha assicurato che gli Stati Uniti e i suoi alleati «risponderanno in modo rapido e deciso» in caso di un’aggressione da parte della Russia. Entrambi si sono detti d’accordo sull’importanza di «continuare a perseguire la diplomazia e gli sforzi per una de-escalation, in risposta al rafforzamento militare russo confine con l’Ucraina». Secondo quanto riportato dalla Cnn, Zelensky ha anche chiesto a Biden di andare presto in Ucraina.


Tensioni nel Donbass

Nelle ultime ore sono aumentate le violazioni del cessate il fuoco nel Donbass. E il lungo (e infruttuoso) colloquio di oltre un’ora tra il presidente della Federazione russa Vladimir Putin e Biden non sembra aver cambiato lo scenario della crisi russo-ucraina. Gli Usa «restano impegnati alla diplomazia ma sono pronti, con alleati e partner, anche ad altri scenari», dice la Casa Bianca. Il ministro degli Affari Esteri russo Lavrov nega «che la Russia abbia intenzione di procedere a un’invasione imminente», dice la Cnn. Yury Ushakov, consigliere per la politica estera del Cremlino, parla di «picco di isteria» americana. «Siamo pronti, qualunque cosa accada», ribadisce il presidente americano Joe Biden. «Continuiamo a sollecitare la diplomazia come modo migliore per andare avanti», ma «con la Russia che continua a rafforzare le sue forze intorno all’Ucraina, siamo pronti, qualunque cosa accada».


Gli Usa insistono

Se la Russia aggredirà l’Ucraina, la risposta degli Usa e dei suoi alleati sarà «rapida, unita e pesante», assicura il segretario di Stato americano Antony Blinken in queste ore. «La notte scorsa ho parlato al telefono con il ministro degli Esteri russo Lavrov e ho sollevato le nostre serie preoccupazioni sulla possibilità che Mosca stia valutando un attacco militare ai danni dell’Ucraina nei prossimi giorni», spiega Blinken, secondo quanto riportato dall’agenzia Tass, «ho inoltre sottolineato che, se Mosca sceglierà la strada dell’aggressione e invaderà ulteriormente l’Ucraina, la risposta degli Stati Uniti e dei nostri alleati sarà rapida. Sarà unita, sarà pesante». «Nessuno dovrà sorprendersi qualora la Russia dovesse provocare un incidente che poi userà per giustificare l’azione militare che ha pianificato», insiste Blinken. «Il rischio di un’azione militare russa è abbastanza alto e la minaccia abbastanza imminente». E ci sarebbe anche una data, captata dagli 007: quella di mercoledì prossimo, 16 febbraio. Tanto che disporre il ritiro di buona parte del personale diplomatico americano è per Blinken «la cosa prudente da fare». Un nucleo del personale dell’ambasciata Usa resterà «in Ucraina con i nostri colleghi ucraini mentre continuiamo a lavorare senza fermarci per risolvere questa crisi attraverso la dissuasione e la diplomazia», conclude.

Agenzia VISTA | Il segretario di Stato americano Antony Blinken avverte la Russia

L’allarme britannico e tedesco

Per il ministro della Difesa britannico, Ben Wallace, l’ipotesi di un’invasione russa dell’Ucraina è «altamente probabile» e potrebbe avvenire «in qualsiasi momento». «Potrebbe accadere che il presidente russo Vladimir Putin semplicemente spenga i suoi carri armati e si vada tutti a casa ma c’è una ventata di Monaco nell’aria da parte di qualcuno in Occidente», dice Wallace in un’intervista al Sunday Times, citando la Conferenza di Monaco del 1938. Secondo alcuni osservatori Wallace avrebbe fatto così riferimento alla posizione più morbida di alcuni Stati europei verso la Russia in confronto all’approccio più intransigente di Gran Bretagna e Stati Uniti. Nel pomeriggio, anche la Germania ha definito la situazione della crisi ucraina ormai «critica». Alla vigilia delle visite a Kiev e Mosca del cancelliere Olaf Scholz, fonti governative spiegano: «La nostra preoccupazione è cresciuta e pensiamo che la situazione sia critica, molto pericolosa».

Kiev e i voli sul Mar Nero

Pur continuando a chiedere di non alimentare il panico, l’Ucraina ha consigliato alle compagnie aeree di evitare di sorvolare le acque del Mar Nero da lunedì a sabato della prossima settimana (14 -19 febbraio) a causa delle esercitazioni navali russe che si svolgono in quell’area. A darne notizia è il Guardian. Ieri, 12 febbraio, l’agenzia di stampa Ria Novosti aveva riferito di oltre 30 navi da guerra russe impegnate vicino alla penisola di Crimea, nell’ambito di esercitazioni navali più ampie.

Il ritiro delle missioni Osce

Ma la tensione sembra crescere. Dal paese vengono ritirati gli osservatori britannici dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, conferma oggi un portavoce del Foreign Office citato dalla Cnn. «In linea con le nostre responsabilità, abbiamo preso la decisione di ritirare i nostri osservatori distaccati presso la missione Smm dell’Osce. Prendiamo molto sul serio la sicurezza del nostro personale», si spiega. La Missione speciale di monitoraggio dell’Osce in Ucraina risale al 21 marzo 2014 per «facilitare il dialogo tra tutte le parti», si legge sul sito dell’organizzazione. Secondo l’agenzia Interfax, la missione Osce sta lasciando in queste ore anche il Donbass.

L’Italia

Secondo quanto scrive l’Agi, in sede Nato verrà presa la decisione sull’eventuale invio di truppe italiane nell’Est Europa: il tema è all’ordine del giorno della ministeriale della Nato in programma a Bruxelles in settimana. Lorenzo Guerini, ministro della Difesa. ha detto in questi giorni che «eventuali scelte di ulteriori adattamenti di postura verranno, come sempre, prese insieme agli Alleati. La ministeriale Nato della prossima settimana sarà pertanto molto importante in quest’ottica». La Farnesina nel frattempo ha inviato gli oltre 2 mila italiani presenti nel paese a lasciarlo.

L’appello del Papa

«Fratelli e sorelle, le notizie che giungono dall’Ucraina sono molto preoccupanti. Affido all’intercessione della Vergine Maria e alla coscienza dei responsabili politici ogni sforzo per la pace»: è questo l’appello del Papa oggi dopo l’Angelus. «Preghiamo in silenzio», dice ai fedeli in merito alla crisi russo-ucraina chiedendo ancora una volta di fare tutto il possibile per scongiurare la guerra. «Non dimentichiamo: la guerra è una pazzia!», aveva detto nel corso dell’udienza generale mercoledì scorso.

In copertina EPA/SERGEY DOLZHENKO | La Marcia dell’Unità per l’Ucraina nel centro di Kiev, Ucraina, il 12 febbraio 2021

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