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Zelensky in tv: «Europei non state zitti: se cade l’Ucraina, cadete anche voi». La Casa Bianca: «Non intendiamo assassinare Putin»

Il presidente ucraino Zelensky invoca sanzioni più dure contro la Russia dopo l’attacco alla centrale nucleare di Zaporizhzhia

Nella notte tra giovedì e venerdì la Russia ha bombardato la zona di Enerhodar dove sorge la centrale nucleare di Zaporizhzhia. Nello stabilimento è scoppiato un incendio. Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, dopo un colloquio con Zelensky, ha lanciato l’allarme. Il premier britannico Johnson ha detto che Putin minaccia tutta l’Europa. L’Aiea ha fatto sapere che le radiazioni della zona sono sotto controllo. Intanto dalla città ucraina meridionale di Cherson, sul Mar Nero, che i bollettini russi davano per conquistata due giorni fa, arrivano ancora notizie di combattimenti, con le truppe di Mosca che sono riuscite a occupare la sede del municipio. L’incendio a Zaporizhzhia è stato spento ma la centrale è ora sotto il controllo della Russia.


00.19 – Zelensky: «Non sono fuggito, resto al mio posto»

Con un video pubblicato su Instagram, Zelensky ha smentito di nuovo le voci diffuse dalla Russia che davano per certa una sua fuga in Polonia: «Ogni due giorni dicono che sono scappato dall’Ucraina, da Kiev. Ma sono qua, lo vedete, al mio posto. Nessuno è scappato da nessuna parte, stiamo lavorando». La notizia della fuga all’estero era stata diffusa dal presidente della Duma Vyacheslav Volodin.


23.44 – Le dimissioni dei dirigenti dei musei russi

Il portale ArtNet ha pubblicato un articolo che riporta un esodo in massa dei dirigenti alla guida delle istituzioni culturali russe. Dimissioni collettive che nascono per manifestare il disaccordo con la scelta di Vladimir Putin di invadare l’Ucraina. Scrive Artnet: «La maggior parte delle dichiarazioni di curatori e direttori suggeriscono che le dimissioni sono state volontarie, ma ci sono elementi che lasciano pensare che siano stati messi alla porta da colleghi e superiori per l’assenza di sostegno alle posizioni di Vladimir Putin. Fra i dirigenti che si sono dimessi c’è anche Francesco Manacorda, direttore artistico della Fondazione Vac a Mosca: «Gli eventi correnti hanno significativamente cambiato le condizioni di lavoro e personali. Ho concluso così che non sarò in grado di continuare con la stessa dedizione che mi avrebbe reso orgoglioso».

23.00 – Jen Paski: «Assassinare Putin? Non è la nostra posizione»

La portavoce della Casa Bianca Jen Psaki ha commentato le dichiarazione del senatore repubblicano Lindsey Graham che nelle scorse ore aveva indicato come unica via possibile per risolvere il conflitto un «assassinio di Putin da parte del suo popolo». La risposta di Psaki ha chiarito che Washington non ha intenzione di lavorare su questa opzione: «Questa non è la posizione del governo degli Stati Uniti e certamente non e’ una dichiarazione che sentirete arrivare dalla bocca di qualsiasi persona che lavora in questa amministrazione».

22.53 – Zelensky condanna il rifiuto della Nato a una No fly zone

Il presidente Volodymyr Zelensky ha condannato il rifuto della Nato di non creare una No fly zone sull’Ucraina. È dall’inizio del conflitto che Zelensky chiede di prendere questo provvedimento, nelle scorse ore ne aveva parlato anche con il Consiglio di sicurezza dell’Onu.

21.30 – Di Maio annuncia la confisca dei beni degli oligarchi in Italia

In attesa che Putin fermi la guerra, «continuiamo con la strada delle sanzioni». Il ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio ha parlato al Tg2 Post. Con le sanzioni, ha detto, «la borsa di Mosca è chiusa da 5 giorni» e questo «è l’unico modo per convincere Putin a ragionare». L’Italia, ha aggiunto, «si appresta a procedere con la confisca di beni degli oligarchi russi» vicini al Cremlino «per un valore di 140 milioni di euro».

20.00 – Suonano le sirene a Kiev: «Andate nei rifugi»

Nella serata di oggi a Kiev hanno iniziato a risuonare le sirene antiaereo, secondo quanto annuncia sul proprio profilo Telegram la municipalità della capitale ucraina. L’invito ai cittadini è di andare immediatamente nei rifugi.

18.40 – L’ambasciatore russo all’Onu: «L’attacco alla centrale nucleare è una bugia»

L’ambasciatore russo all’Onu Vasily Nebenzya ha definito «una bugia» l’accusa a Mosca di aver attaccato una centrale nucleare in Ucraina. Nebenzya è intervenuto alla riunione d’emergenza del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulla guerra in corso in Ucraina. Il New York Times, parlando dell’attacco alla centrale, ha riportato che il rogo è arrivato a soli 400 metri dalla struttura.

18.25 – L’intervento di Zelensky dopo le voci sulla fuga

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è intervenuto nel tardo pomeriggio italiano per elogiare i combattenti ucraini impegnati nella resistenza armata contro la Russia. L’intervento arriva anche per smentire le voci su una sua fuga. «Faccio appello agli Stati europei – ha detto -. Scendete in strada e sostenete la nostra battaglia».

17.50 – Blinken e von der Leyen: «Insieme contro Putin»

«Siamo risoluti, determinati, uniti». La presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ha parlato in una conferenza stampa congiunta con il segretario di Stato Usa Antony Blinken. In mattinata c’è stato l’incontro a Bruxelles. «Noi sappiamo che il conflitto è tutt’altro che finito e restiamo pronti a adottare ulteriori sanzioni se Putin non si fermerà e tornerà indietro dall’invasione. Putin è via via più isolato nella comunità internazionale, ma nonostante le proteste del mondo l’esercito russo va avanti».

17.43 – Zelensky ringrazia Erdogan

Il presidente Zelensky ha comunicato via Twitter di aver avuto un colloquio telefonico con il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan. Lo ha ringraziato per il «consistente supporto». Zelensky ha anche ringraziato il principe di Abu Dhabi Mohammed Bin Zayed, con il quale ha discusso sulla cooperazione contro la Russia.

17.00 – Putin a Scholz: «Kiev sia ragionevole nei prossimi colloqui»

Nella telefonata con il cancelliere tedesco Olaf Scholz avvenuta oggi, il presidente russo Vladimir Putin ha detto di sperare che «Kiev abbia una posizione ragionevole durante il prossimo round di colloqui», che si terranno nel weekend. A darne notizia è lo stesso Cremlino, citato dalla Tass. Scholz, secondo quanto diffuso in un comunicato tedesco, avrebbe invece chiesto a Putin di sospendere le ostilità in Ucraina e consentire gli aiuti. Scholz ha anche detto di «essere molto preoccupato», perché da giorni ci sono «immagini e notizie terribili dall’Ucraina».

16.17 – Mosca e Kiev lavorano insieme per i corridoi umanitari

Russia e Ucraina hanno istituito un gruppo di lavoro sui corridoi umanitari dopo i negoziati di Brest. La notizia arriva dopo l’annuncio che i responsabili dell’Ucraina per la gestione dei corridoi umanitari saranno la ministra Iryna Vereshchuk e Serhiy Trusov.

16.10 – Nuove sanzioni dalla Svizzera

La Svizzera ha adottato nuove sanzioni commerciali e finanziarie contro la Russia sulla scia dell’Ue. A comunicarlo è il governo federale svizzero. Il nuovo pacchetto vieta l’esportazione in Russia di tutti i beni che potrebbero contribuire al rafforzamento militare e tecnologico di Mosca o allo sviluppo del suo settore di difesa e di sicurezza. Non sono più consentite, inoltre, le transazioni con la Banca centrale russa e sono stati bloccati i conti di diversi oligarchi russi. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha scritto in un tweet: «Accolgo con favore la decisione del governo svizzero di ampliare le sanzioni contro la Russia in linea con le misure imposte dall’Ue».

15.50 – «Zelensky è in Ucraina»

La Rada, il canale televisivo ufficiale del parlamento ucraino, ha smentito la notizia di Mosca per cui il presidente ucraino sarebbe scappato in Polonia. «Gli occupanti hanno diffuso un altro falso dicendo che Volodymyr Zelensky ha lasciato il Paese», scrivono sul loro canale Telegram. «Non è vero, il presidente è Kiev con la sua gente».

15.15 – Ipotesi terzo round dei colloqui nel weekend

La data per il terzo giro di negoziati tra Ucraina e Russia potrebbe essere fissata prima dell’inizio della prossima settimana. I tempi della trattativa potrebbero infatti accelerare, con l’anticipazione dell’appuntamento fissato per questo fine settimana. A confermarlo è il consigliere del presidente ucraino, Mikhaylo Podoliak che è stato citato dall’agenzia russa Tass.

14.35 – Il presidente della Duma: «Zelensky è scappato in Polonia»

Secondo il presidente della Duma, il parlamento russo, Vyacheslav Volodin, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky: «ha lasciato l’Ucraina ed è andato in Polonia». A rilanciare le dichiarazioni di Volodin su Telegram è anche l’agenzia russa Tass, mentre non ci sono ancora smentite o conferme da parte di Kiev. Volodin ha scritto nel suo canale che si è saputo che Zelensky fosse arrivato in Polonia dopo che i deputati ucraini non sarebbero riusciti a raggiungerlo a Leopoli,

14.00 – Stoltenberg: «La Nato non cerca una guerra con la Russia: i prossimi giorni saranno i peggiori»

Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, allontana ancora una volta l’ipotesi di un intervento militare dei Paesi della Nato nella crisi ucraina: «La Nato è un’alleanza di Difesa – ha ribadito alla fine del vertice dei ministri degli Esteri – Non cerchiamo la guerra con la Russia».

«Quella che sta avvenendo è una delle più pesanti tragedie umanitarie degli ultimi decenni. E i prossimi giorni saranno anche peggio, con altre morti e sofferenza. Avevamo avvisato per mesi che il presidente Putin aveva intenzione di invader l’Ucraina, per questo gli alleati della Nato hanno fatto di tutto per trovare la soluzione diplomatica. Avevamo detto che la Russia avrebbe pagato un prezzo molto alto e lo sta pagando. Noi invitiamo il presidente Putin a porre fine a questa guerra immediatamente e ritirare tutte le forze armate dall’Ucraina senza condizioni. Così da dare il via a una diplomazia via, adesso.

Oggi abbiamo parlato alla risposta immediata alla crisi e delle misure alla sicurezza. Abbiamo deciso di rinforzare i nostri sistemi di deterrenza, abbiamo inviato nuove truppe e armamenti a Est. La Nato è un’alleanza di difesa, non sta cercando una guerra con la Russia. Valutiamo di includere tra i Paesi a rischio vicini all’Ucraina, abbiamo rafforzato la cooperazione con Finlandia e Svezia. Questi due Paesi saranno associati a tutte le nostre consultazioni».

13.40 – Di Maio: «Linea rossa con Mosca per i corridoi umanitari»

Il ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio ha confermato che la Nato non prenderà in considerazione l’ipotesi di imporre una no fly zone sull’Ucraina: «perché questo coinvolgerebbe direttamente la Nato nel conflitto e ne scatenerebbe uno dagli effetti devastanti per tutta l’Europa». A margine del vertice tra i ministri degli Esteri dei Paesi Nato, Di Maio ha ribadito che l’Occidente manterrà la linea delle sanzioni sempre più pensanti contro la Russia e la ricerca di una soluzione alla crisi ucraina attraverso la diplomazia. Sul tema dei corridoi umanitari, Di Maio ha poi aggiunto che con Mosca è stata aperta una linea rossa per l’evacuazione dei civili: «È un lavoro che faremo dal punto di vista umanitaria con l’Unità di crisi e l’intelligence». A proposito invece delle accuse rivolte al governo sull’invio di armi a Kiev, il ministro degli Esteri italiano ha insistito sulla necessità di: «aiutare gli ucraini a resistere. Il nostro obiettivo è la pace, chi dice che l’Italia è in guerra dice il falso».

13.20 – Telefonata Scholz-Putin sui corridoi umanitari

È il cancelliere tedesco Olaf Scholz a portare avanti in queste ore la trattativa con Vladimir Putin su come saranno organizzate le evacuazioni dei civili. Dopo l’accordo stretto ieri dalle delegazioni ucraina e russa nel secondo round dei negoziati, il cancelliere tedesco ha chiamato il presidente russo per definire le regole sui corridoi umanitari. A confermarlo è il consigliere del presidente ucraino, Mykhailo Podolyak: «Il mondo ha finalmente realizzato la portata della catastrofe causata dalla Russia. Nel suo tweet, Podolyak ha poi annunciato che i responsabili dell’Ucraina per la gestione dei corridoi umanitari saranno Iryna Vereshchuk, ministra con delega al «reinserimento» dei territori occupati di Donetsk e Lugansk, e Serhiy Trusov.

12.50 – Putin: «Non esacerbate la situazione con ulteriori sanzioni»

Il presidente russo Vladimir Putin avverte chi si oppone alle azioni della Russia in Ucraina di «non esacerbare la situazione» con altre sanzioni al suo Paese. «Non abbiamo cattive intenzioni contro i nostri vicini», ha detto in una riunione del suo governo trasmessa da Rossiya 24, tv controllata dallo Stato. Il governo «non vede la necessità» che i Paesi vicini intraprendano ulteriori azioni che «peggiorino i nostri rapporti».

12.41 – Unicef, partiti da Copenhagen i primi sei camion di aiuti

I primi sei camion dell’Unicef con aiuti salvavita per le famiglie in Ucraina sono partiti dalla Supply Division dell’Unicef di Copenhagen. Trasportano migliaia di kit per l’acqua e i servizi igienico-sanitari e dignity kit per aiutare le famiglie vulnerabili in Ucraina ad accedere ad acqua sicura, sapone e prodotti per l’igiene mestruale. E dispositivi di protezione individuale (Dpi), per proteggere gli operatori sanitari dal Covid-19, ma anche medicine, kit di primo soccorso, kit ostetrici e attrezzature chirurgiche. «La situazione sul campo rimane estremamente instabile. Ogni minuto, i bisogni umanitari aumentano all’interno dell’Ucraina e nei paesi confinanti», dice Etleva Kadilli, Direttore della Supply Division dell’Unicef. «Stiamo lavorando per rispondere ai bisogni più immediati di bambini e famiglie. Mentre il trasporto e la logistica rimangono estremamente complessi, stiamo lavorando con i nostri partner e i team Unicef sul campo per trovare soluzioni per l’accesso». L’Unicef «sta facendo tutto il possibile per rispondere a questa crisi devastante». 140 persone lavorano per l’Unicef in Ucraina e altre partiranno a breve.

12.38 – La Gran Bretagna chiede di convocare il Consiglio sicurezza Onu dopo l’attacco alla centrale

La ministra degli Esteri britannica Liz Truss ha chiesto la convocazione d’urgenza del Consiglio di sicurezza dell’Onu dopo l’attacco russo alla centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia, come anticipato nella notte il premier Boris Johnson dopo una telefonata col presidente Volodymyr Zelensky.

12.37 – Kiev chiede alla Croce Rossa corridoi umanitari

L’Ucraina chiede alla Croce Rossa l’organizzazione di corridoi umanitari per gli abitanti delle città e dei villaggi colpiti dai russi,, scrive il Kyiv Independent. «Migliaia di persone hanno bisogno di un’evacuazione urgente», dice il presidente dell’Ufficio presidenziale di Kiev. «Mancano cibo, acqua e medicine, non c’è luce o forniture d’acqua».

12.18 – La compagnia aerea russa S7 cancellerà tutti i voli internazionali

La compagnia aerea russa S7 cancellerà tutti i voli internazionali da domani, riporta l’agenzia Interfax citando un comunicato della società. «Purtroppo, S7 Airlines è stata costretta a cancellare tutti i voli verso destinazioni internazionali dal 5 marzo», si legge. «I passeggeri che avevano prenotato su voli che sono stati cancellati riceveranno delle notifiche dalla compagnia aerea, i nostri specialisti stanno lavorando con loro negli uffici di S7 Airlines. Stanno aiutando i turisti a tornare a casa sui voli delle compagnie aeree partner. Inoltre, i passeggeri che avevano prenotato su voli internazionali che sono stati cancellati possono richiedere un pieno rimborso del prezzo del biglietto dopo aver ricevuto un sms sulla cancellazione del volo».

12.06 – Zelensky: «Stanotte a Zaporizhzhia sfiorata la fine d’Europa»

Un disastro alla centrale nucleare di Zaporizhzhia sarebbe sei volte peggiore di Chernobyll, dice il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, secondo quanto riporta il Kyiv Independent. «Questa notte sarebbe potuta essere la fine della storia dell’Ucraina e dell’Europa», dice Zelensky, aggiungendo che i russi «sapevano cosa stavano colpendo, hanno mirato direttamente il sito. Gente di Russia, come è possibile. Abbiamo combattuto insieme le conseguenze del disastro di Chernobyl del 1986. Ve lo siete dimenticato? Se ve lo ricordate non potete stare in silenzio. Dite ai vostri leader che volete vivere», affonda il presidente ucraino. E chiede sanzioni più severe contro Mosca dopo l’attacco delle forze russe contro la centrale nucleare di Zaporizhzhia. «E’ necessario un inasprimento immediato delle sanzioni contro lo stato terrorista nucleare». Zelenksy invita i cittadini russi a «scendere in piazza» per fermare gli attacchi russi ai siti nucleari in Ucraina.

11.45 – «A Kharkiv 2mila morti, oltre 100 bambini»

«Ieri abbiamo contato più di 2mila morti, oltre 100 bambini. Possiamo calcolare morti e feriti a centinaia ogni ora», dice Serhiy Chernov, presidente del consiglio regionale di Kharkiv, in videocollegamento con il Summit delle regioni in corso a Marsiglia. «Il villaggio di Iakevo nella ragione di Kharkiv è stato distrutto, ci sono molti morti in quest’area», spiega. «In questo momento sto organizzando il lavoro del centro di coordinamento creato nel nostro centro regionale. Ci occupiamo di tutti i profughi dell’area di Kharkiv, stiamo organizzando le consegne di medicinali e cibo».

11.40 – La Germania spegne il suo telescopio su un satellite russo

La Germania ha spento il suo telescopio installato a bordo di un satellite russo: un atto di protesta contro l’invasione dell’Ucraina, dice l’Istituto Max Planck per la fisica extraterrestre. Lo strumento si chiama eRosita, parte di una missione congiunta del Centro Aerospaziale Tedesco (Dlr) e dell’Agenzia Spaziale Russa (Roscosmos): la sua mission era quella di realizzare la mappa di buchi neri più grande di sempre. Il suo lancio dalla base spaziale di Baikonur, in Kazakistan, insieme al satellite russo Spektr-RG, un osservatorio spaziale ad alta energia operante nella banda dei raggi-x, risale al 2019. Il 25 febbraio il Ministero federale tedesco per l’istruzione e la ricerca aveva annunciato l’interruzione di tutte le collaborazioni scientifiche con la Russia, in corso o programmate.

11.30 – Il direttore generale Aiea: «Pronto ad andare a Chernobyl»

«Sono pronto ad andare a Chernobyl per rispondere alle domanda di assistenza giunta da Kiev che non dobbiamo ignorare», dice il direttore generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, Rafael Mariano Grossi.

11.25 – Il rabbino Markovitch: «A Kiev situazione catastrofica»

«La situazione a Kiev è catastrofica», dice il rabbino capo della capitale ucraina Yonatan Markovitch, giunto in Israele con l’intento, scrivono alcuni media, di fare pressioni sul governo del primo ministro Naftali Bennett per dare più aiuti al Paese in guerra. Markovitch è stato rabbino capo Chabad dell’esercito israeliano e ha detto di voler restare in Israele pochi giorni, con la speranza di tornare il prima possibile in Ucraina. Prima dell’ingresso dei russi nel paese, aveva ammassato provviste e posti letto nella sinagoga di Kiev per dare rifugio. «Molti degli ebrei grazie a Dio hanno già lasciato il Paese», dice ad Haaretz. «Stiamo predisponendo tre autobus al giorno per portare fuori tutti quanti e stiamo inviando cibo agli ebrei che non possono lasciare».

11.00 – Il sindaco di Mykolayiv: «Le truppe russe stanno entrando in città»

Il sindaco della città ucraina di Mykolayiv dice che le truppe russe stanno entrando per la prima volta nella città portuale sul Mar Nero, a metà strada tra Cherson, caduta nei giorni scorsi, e Odessa.

10.50 – I siti di Meduza bloccati in Russia

I siti di Meduza, dice l’account Twitter in inglese, sono stati bloccati in Russia.

10.30 – Borrell: «Gli attacchi alla centrale nucleare sono un pericolo per l’Europa»

La Russia sta usando «armi severamente vietate dalla Convenzione di Ginevra, ci sono numerose perdite civili. E’ importante attivare il meccanismo di Mosca e avviare una missione per indagare su eventuali crimi di guerra commessi in Ucraina», dice oggi l’Alto Rappresentante Ue per la Politica Estera Josep Borrell arrivando al vertice dei ministri degli Esteri della Nato. «Considereremo tutto. Tutto è sul tavolo», aggiunge rispondendo a chi gli chiede, a margine del vertice, se l’Ue stia considerando sanzioni anche sulle vendite di gas da parte di Mosca. «Questo è il momento di rialzarsi e far sentire la propria voce, è il momento dell’unità transatlantica». Per Borrell «gli attacchi russi nelle vicinanze della centrale nucleare più grande d’Europa possono avere conseguenze catastrofiche e per questo devono cessare immediatamente», scrive su Twitter sottolineando il rischio che ciò rappresenta per l’intero continente ed esprimendo sostegno per una convocazione d’urgenza del Consiglio di sicurezza dell’Onu.

10.24 – La Marina ucraina affonda la sua ammiraglia

La Marina ucraina ha affondato la sua nave ammiraglia per non farla prendere ai russi, dice il Kyiv Independent. La fregata Hetman Sahaidachny era a Mykolaiv in riparazione. Il ministro della Difesa, Oleksiy Reznikov, ha detto che al comandante è stato ordinato di affondarla.

10.08 – Stoltenberg: «La Nato difende il fianco Est»

La Nato «non è parte del conflitto, non lo cerca ma proteggerà i suoi Alleati ed è impegnata a difendere con più forze il fianco Est» dell’Alleanza, dice il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg prima del vertice dei ministri degli Esteri della Nato. Vertice che servirà «al coordinamento per una riposta alla brutale invasione dell’Ucraina e alle implicazioni di lungo termine» del conflitto.

10.00 – Mosca: «Alla centrale di Zaporizhzhia provocazione di Kiev»

Secondo il ministero della Difesa russo citato dalla Tass, la notte scorsa Kiev ha tentato una provocazione vicino alla centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia. «C’è stata una provocazione creata ad arte dal regime di Kiev con l’obiettivo di accusare la Russia di causare un incidente nucleare», dice il portavoce del ministero della Difesa russo, Igor Konashenkov precisando che il personale della centrale «lavora come al solito e monitora i livelli di radiazione».

9.55 – Sirene di allarme a Leopoli

Anche a Leopoli poco fa hanno risuonato le sirene di allarme anti bombardamento e la popolazione è stata invitata a raggiungere un rifugio. La città, nell’Ucraina dell’ovest, è protetta da almeno tre anelli di check point delle forze ucraine e cavalli di frisia dove vengono controllati i documenti in ingresso e in uscita.

9.54 – La condanna di Draghi per l’attacco alla centrale nucleare

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, condanna l’attacco scellerato da parte della Russia alla centrale nucleare di Zaporizhzhia. Un attacco, si legge in una nota di Palazzo Chigi, contro la sicurezza di tutti. L’Unione Europea, dice ancora il premier, deve continuare a reagire unita e con la massima fermezza, insieme agli alleati, per sostenere l’Ucraina e proteggere i cittadini europei.

9.41 – Blinken: «Non cerchiamo il conflitto. Ma siamo pronti»

La Nato «è un’alleanza difensiva, noi non cerchiamo il conflitto. Ma se il conflitto viene da noi saremo pronti», dice il segretario di Stato Usa Antony Blinken entrando al vertice dei ministri degli Esteri della Nato.

9.40 – Perquisizioni negli uffici della ong Memorial

Sono in corso perquisizioni negli uffici della ong per la difesa dei diritti umani Memorial Internazionale a Mosca, secondo quanto scrive Interfax. La ong è stata colpita recentemente da un provvedimento di scioglimento per decisione della Corte suprema russa. Le autorità di Mosca stanno mettendo in campo azioni nette per spegnere il dissenso e la libertà di stampa.

9.32 – Gazprom: «Gas in Europa via Ucraina in linea con le richieste»

Secondo Bloomberg, Gazprom sta inviando gas naturale in Europa attraverso l’Ucraina in linea con le richieste, con flussi che raggiungono 109,5 milioni di metri cubi. L’agenzia cita un comunicato del gigante dell’energia russo.

9.16 – L’attacco hacker all’azienda spaziale russa

Un attacco hacker ai server della più grande azienda spaziale russa, Energia, è arrivato nella serata di ieri da siti esteri. Ora la funzionalità del sito è stata ripristinata. Lo rende noto su Twitter l’agenzia spaziale russa Roscosmos. «Ieri sera – si legge nel tweet – gli specialisti di RSC Energia hanno registrato un massiccio attacco DDoS al sito Web della società da vari indirizzi IP dall’estero. Ora il sito funziona stabilmente, l’infrastruttura e tutte le sezioni del sito sono sotto il controllo di specialisti».

Nel frattempo la Russia ha approvato una legge che modifica il Codice penale per contenere la diffusione di fake news sulle operazioni dell’esercito russo. Lo scrivono Tass e Interfax, spiegando che questo è quello che prevede la legge appena approvata dalla Duma, all’unanimità, che introduce una responsabilità criminale per la diffusione di false informazioni sulle forze armate russe. In base alla gravità del reato sono previste multe e anche la prigione (si rischiano fino a 15 anni di carcere).

8.11 – Centrale controllata dai Russia

Le forze militari russe hanno preso il controllo della centrale nucleare a sei reattori della città di Enerhodar, nell’oblast di Zaporizhzhia, la più grande d’Europa. Lo riferiscono le autorità ucraine citate dai media internazionali. “Il personale operativo sta monitorando le condizioni delle unità di potenza”, hanno affermato sui social media, aggiungendo che gli sforzi compiuti sono stati in linea con i requisiti di sicurezza.

8.06 – La Russia limita l’accesso alla Bbc

Mosca ha limitato l’accesso al servizio russo della Bbc. Lo riporta la Ria Novosti. Altri due canali di informazione, Meduza e Radio Liberty, sono stati bloccati. I russi hanno limitato anche l’accesso a Deutsche Welle, la testata russa Meduza e Svoboda, il portale in lingua russa di Radio Free Europe, finanziata dagli Usa. La stretta è stata attuata su richiesta della Procura generale.

7.50 – Esplosione all’ambasciata russa di Washington

Un’esplosione è stata avvertita nella tarda serata di ieri vicino all’ambasciata russa di Washington. Lo testimoniano alcune persone che hanno sentito un forte botto e si sono rivolte ai social media per chiedere informazioni in merito. Subito dopo l’allarme, secondo il New York Post, la polizia e i servizi segreti sono arrivati sul posto e hanno perquisito la zona. Al momento non ci sono altri dettagli sull’esplosione che, secondo una prima ricostruzione, potrebbe essere stata causata da un corto circuito. L’esplosione è avvenuta poche ore dopo che alcuni manifestanti si sono riuniti a Glover Park, davanti all’ambasciata russa, per chiedere la fine dell’invasione russa dell’Ucraina e contro il presidente Vladimir Putin.

7.42 – Aiea: radiazioni ok

L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) ha segnalato che ‘al momento non si registrano cambiamenti nei livelli di radiazioni nell’impianto nucleare di Zaporizhzhia, il più grande dell’Ucraina nel sud del Paese. Prevista per le 10 e 30 una conferenza stampa dell’Aiea, che nel frattempo ha messo in allerta il suo Centro per le emergenze in modalità 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Nell’attacco russo non sono state danneggiate strutture essenziali, prosegue l’Aiea. Anche il segretario all’Energia degli Stati Uniti Jennifer Granholm ha detto che non sono state rilevati alti livelli di radiazioni vicino alla struttura.

7.07 – Combattimenti sospesi

Sono stati sospesi i combattimenti tra forze ucraine e russe per il controllo della centrale nucleare di Zaporizhzhia, la più grande d’Europa, dove si è sviluppato ed è stato domato un incendio che non ha causato danni ai reattori e alle infrastrutture energetiche. Lo ha dichiarato in televisione il sindaco di Energodar, la città più vicina alla centrale, Dmytro Orlov, secondo quanto riporta l’Ukrainska Pravda.

5.40 – Incendio spento

L’incendio alla centrale nucleare di Zaporizhzhia è stato spento. Lo fanno sapere i servizi di emergenza ucraini.

5.20 – I servizi di sicurezza alla centrale

I servizi di emergenza dell’Ucraina hanno fatto sapere di aver ottenuto l’accesso alla centrale nucleare. «A partire dalle 05:20″ (ora locale) “alla centrale nucleare di Zaporizhzhia a Energodar, le unità del servizio di emergenza statale sono andate a spegnere l’incendio nell’edificio di formazione», hanno scritto i servizi di emergenza statali su Facebook, sottolineando che 40 persone e 10 veicoli sono stati coinvolti nell’operazione.

4.31 – Johnson vuole l’Onu

Il primo ministro britannico Boris Johnson ha accusato il presidente russo Vladimir Putin di mettere in pericolo l’intera Europa, dopo l’attacco alla centrale nucleare ucraina. «Il primo ministro ha affermato che le azioni sconsiderate del presidente Putin potrebbero ora minacciare direttamente la sicurezza di tutta l’Europa», fa sapere Downing Street, aggiungendo che Johnson chiederà una riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite nelle prossime ore.

4.20 – Aiea: centrale non colpita

L’incendio alla centrale nucleare di Zaporizhzhia non ha colpito attrezzature «essenziali», mentre il personale dell’impianto sta prendendo misure per la messa in sicurezza: lo scrive su Twitter l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) che è stata informata dalle autorità dell’Ucraina.

4.00 – Google sospende la pubblicità in Russia

La Tass scrive che il motore di ricerca Google e la collegata piattaforma video YouTube hanno sospeso la vendita di spazi pubblicitari sul territorio russo come conseguenza del conflitto in Ucraina. C’è una nota di Mountain View: «Alla luce di queste circostanze straordinarie, abbiamo fermato gli spazi pubblicitari su Google in Russia». Google ha aggiunto di star seguendo la situazione e che gli utenti saranno tenuti informati sul suo evolversi.

3.20 – Usa: tutto ok alla centrale

Neanche gli Stati Uniti hanno osservato elevati livelli di radiazioni vicino alla centrale nucleare Zaporizhzhia. Lo ha fatto sapere il ministro dell’Energia americano Jennifer Granholm, sottolineando che il suo Dipartimento ha attivato il Nuclear Incident Response Team e sta monitorando gli eventi in consultazione con il Pentagono, la Nuclear Regolatory Commission e la Casa Bianca. «Non abbiamo visto elevati livelli di radiazioni. I reattori dell’impianto sono protetti da robuste strutture di contenimento», osserva Granholm.

3.15 – Zelensky accusa Putin

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accusato Mosca di ricorrere al “terrore nucleare” e di voler ripetere il disastro di Chernobyl dopo aver sostenuto che le forze russe hanno sparato su una centrale nucleare. «Nessun paese diverso dalla Russia ha mai sparato contro le centrali nucleari. Questa è la prima volta nella nostra storia. Nella storia dell’umanità. Lo stato terrorista ora ha fatto ricorso al terrore nucleare», ha detto Zelensky in un video messaggio.

2.03 – Il Pentagono e i russi in difficoltà

Il Pentagono ha lodato il «coraggio degli ucraini» che stanno facendo resistenza all’esercito russo. «Stanno combattendo con grande coraggio per le strade – ha dichiarato alla Cnn il portavoce, John Kirby – e anche fuori dalle città, stanno combattendo anche con grande creatività». Nonostante il presidente russo Vladimir Putin abbia dichiarato che l’invasione «sta procedendo secondo i piani», Kirby ha dato una versione differente. «I russi – ha detto – sono frustrati, sono stati respinti, hanno trovato una dura resistenza. Stanno affrontando problemi logistici e di sostentamento. Stanno finendo il carburante e il cibo. Sono rimasti sorpresi da come gli ucraini stanno difendendo le loro città».

1.21 – L’incendio alla centrale nucleare

L’Ucraina denuncia che un incendio si è sviluppato alla centrale nucleare di Zaporizhzhia. Nella notte le forze russe hanno iniziato a bombardare nella zona in cui si trova la centrale nucleare di Zaporizhzhia, vicina alla località di Enerhodar. Intorno alla centrale si è sviluppato un incendio. Il ministro degli esteri ucraino Dmytro Kuleba ha detto che le forze russe «stanno colpendo Zaporizhazhia, la maggiore centrale nucleare in Europa. Ci sono già fiamme. Se dovesse esplodere, sarebbe 10 volte peggio di Chernobyl. La Russia deve immediatamente cessare il fuoco, consentire ai pompieri» di intervenire e «creare una zona di sicurezza». Il portavoce della centrale, Andrei Tuz, citato da vari media, ha sostenuto che fosse stata colpita l’unità 1. I pompieri non riescono a raggiungere le fiamme perché sono sotto il tiro dei russi. I russi hanno fatto sapere che le radiazioni intorno alla centrale sono nella norma.

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