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No! Il vaiolo delle scimmie non è una reazione avversa dei vaccini

Perché le tesi complottiste sul Monkeypox virus si contraddicono tra loro

Leggere i contenuti complottisti sul vaiolo delle scimmie può essere molto interessante, perché ci mostra una caratteristica tipica, che vediamo in tante altre tesi cospirazioniste: il proliferare di filoni narrativi che si contraddicono tra loro. Prendiamo gli ultimi meme condivisi su Facebook (per es. qui e qui). Riprendono l’idea che i sintomi siano dovuti in realtà agli eventi avversi dei vaccini contro il nuovo Coronavirus. L’avevamo già analizzata in un precedente articolo. Ma abbiamo visto anche tesi, dove il fenomeno sarebbe di natura psichiatria; altre non negano affatto l’esistenza della malattia, collegandola alle fake news di propaganda sui fantomatici laboratori per la guerra biologica in Ucraina (una variante parla di laboratori americani in Nigeria). Per chi è disposto a credere a tutti i costi c’è davvero l’imbarazzo della scelta.

Per chi ha fretta:

  • I casi di vaiolo delle scimmie hanno una loro sintomatologia e la presenza del Monkeypox virus viene accertata coi test PCR.
  • Abbiamo conoscenza della malattia nelle persone dagli anni ’70.
  • I vaccini a vettore virale usano degli adenovirus che non colpiscono l’uomo, che non c’entrano niente nemmeno geneticamente col gruppo di virus a cui appartengono quelli del vaiolo.

Analisi

Circolano alcuni post con i quali si riporta un messaggio falso e fuorviante che legherebbe i vaccini anti Covid-19 con il vaiolo delle scimmie:

L’hanno chiamata “vaiolo delle scimmie”, perché chiamarla “reazione avversa” faceva troppo complottista.

… e ricordati che è solo l’inizio del circo

Il vaiolo delle scimmie ha innanzitutto una sintomatologia ben precisa, come avevamo riportato in un recente articolo:

  • Febbre
  • Mal di testa
  • Dolori muscolari e alla schiena
  • Linfonodi ingrossati
  • Brividi
  • Spossatezza
  • Le tipiche eruzioni cutanee del vaiolo umano

Non è una malattia che si vede per la prima volta durante le campagne vaccinali contro la Covid-19. Il Monkeypox virus, isolato per la prima volta nel 1958 e osservato nell’uomo a partire dal 1970 in Africa, appartiene a un gruppo di patogeni a DNA noto come Orthopoxvirus, tra cui troviamo anche il virus del vaiolo umano. I vaccini a vettore virale, come quello di AstraZeneca o Johnson & Johnson usano degli adenovirus – certo di scimmia -, ma questo non fa altro che rendere la cosa ancora più assurda: non solo parliamo di virus evolutisi in maniera diversa, ma non colpiscono nemmeno le persone.

Questi elementi, che qualsiasi genetista o virologo serio possono confermare indipendentemente, bastano a smentire anche le altre versioni contraddittorie: è stato isolato da decenni, quindi non può essere confuso con altri, né essere un sintomo psico-somatico; non risulta nemmeno che sia stato modificato per diventare pandemico, infatti non parliamo nemmeno di epidemia. Ad oggi la trasmissione è considerata piuttosto difficile ed esistono poco più di mille casi in tutto il mondo, con una sola vittima in Nigeria.

Conclusioni

Tutte le versioni complottiste sul vaiolo delle scimmie si basano su visioni superficiali. Oltre a contraddirsi tra loro, vengono puntualmente smentite, anche da dati prodotti decine di anni fa.

Questo articolo contribuisce a un progetto di Facebook per combattere le notizie false e la disinformazione nelle sue piattaforme social. Leggi qui per maggiori informazioni sulla nostra partnership con Facebook.

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