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La Lega “sospesa” di Salvini: «Stimo Draghi, ma il Parlamento è ostaggio di M5s e Pd, non si può governare così. Voto anticipato? Decideremo presto»

Il segretario del Carroccio all’assemblea dei parlamentari: «La gente che non ha la pancia piena si aspetta risposte dalla Lega»

Sebbene la Lega di Matteo Salvini sia attualmente la prima forza in Parlamento, con 61 senatori e 131 deputati, anche il Carroccio resta sospeso, in attesa delle «comunicazioni fiduciarie» del presidente Mario Draghi previste per mercoledì 20 luglio. E il Carroccio oscilla, diviso tra anime contrapposte, tra chi vorrebbe andare al voto e chi invece preferirebbe che l’esecutivo guidato dal presidente Draghi andasse avanti. «Ho stima per Mario Draghi, vedremo se si andrà alle urne o no», ha detto Salvini durante la riunione con i parlamentari riuniti a Montecitorio.


Un incontro a cui hanno anche preso parte i capigruppo di Camera e Senato, Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo, così come i ministri del Carroccio Giancarlo Giorgetti, Erika Stefani e Massimo Garavaglia. E il segretario del Carroccio, durante il suo intervento, ha accusato il M5s di essere «inaffidabile». Ma non solo. Salvini avrebbe espresso anche una certa insofferenza verso il Partito Democratico, così come verso la ministra dell’Interno Lamorgese e verso il ministro della Salute Speranza.


«Con un Parlamento così bloccato e litigioso, in ostaggio di decine di cambiatori di partito per interesse personale, e con alcuni ministri di sinistra palesemente inadeguati, è difficile fare qualcosa di utile per gli italiani nei prossimi mesi. Quali riforme e certezze può assicurare? Per un Pd che continua a parlare di Ius Soli e immigrazione, di droga libera e Ddl Zan, per la Lega e gli italiani le priorità sono l’aumento di stipendi e pensioni, Flat Tax e pace fiscale, blocco dell’immigrazione clandestina, abolizione della Fornero e Quota 41, ritorno al nucleare pulito e difesa della famiglia», sono alcuni dei temi emersi nel corso dell’assemblea. Ma non solo.

Alcuni parlamentari eletti della Lega eletti in Lombardia e Veneto avrebbero anche sollevato nuovamente la questione autonomia: «Che fine ha fatto? Sono passati 18 mesi e niente di fatto, con Pd e M5s è impossibile dare risposte concrete ai milioni di italiani che l’hanno chiesta votando ai Referendum del 2017».

Salvini: «La gente che non ha la pancia piena si aspetta risposte dalla Lega»

Non mancano, dunque, le spinte verso l’uscita: «Nessuna risposta in tutti questi mesi, stacchiamo la spina». Tra queste, c’è anche quella dell’ex ministro per la Famiglia e attuale vice-segretario del Carroccio, Lorenzo Fontana, che ha dichiarato: «Ascoltiamo gli italiani, fidiamoci di loro e non affidiamo il futuro del Paese a chi pensa solo alla poltrona. Non possiamo vivacchiare». Non mancano però neanche le spinte a restare e sostenere Draghi, tra cui quelle dei governatori e dei sindaci leghisti, alcuni dei quali hanno deciso di non firmare gli appelli pro-Draghi «per rispetto del segretario» o comunque «dell’incarico pubblico ricoperto», come accaduto nel caso del presidente del Friuli Venezia-Giulia, Fedriga.

In qualsiasi caso il leader del Carroccio, in conclusione della riunione, dichiarando di aver «preso nota degli interventi», ha assicurato che ragionerà sui temi sollevati nelle prossime ore. E infine Salvini ha concluso la riunione dicendo: «La gente che non ha la pancia piena si aspetta risposte dalla Lega, sono molto tranquillo. Faremo le nostre scelte in totale libertà per il bene dell’Italia».

Draghi bis senza M5s o voto? Resta l’asse Lega-Forza Italia

L’unica certezza, al momento, pare essere però una: le scelte della Lega andranno di pari passo a quelle di Forza Italia, non solo in caso di «Draghi bis senza il M5s», ma anche in caso di voto anticipato. Già, perché secondo alcuni esponenti leghisti, i sondaggi che darebbero Giorgia Meloni in testa, potrebbero essere sovrastimati. Ambienti della Lega ipotizzano infatti che i risultati elettorali dati dall’alleanza tra il Carroccio e Forza Italia potrebbero equiparare i risultati di Fratelli d’Italia. Ma in caso di vittoria in corsa solitaria di FdI, la creazione di un nuovo governo richiederebbe diversi mesi. Troppi, date le emergenze e le previsioni critiche per i prossimi mesi.

Al contempo, però, anche se il presidente Draghi dovesse rimanere alla guida dell’esecutivo con Lega e Forza Italia, per Fratelli d’Italia non vi sarebbe alcun impatto che destabilizzerebbe l’alleanza nella coalizione. Insomma, Salvini ha messo da parte gli ultimatum lanciati al governo nelle ultime settimane, lasciando che all’assemblea leghista la presentazione della possibile “lista della spesa” con cui potrebbe fare i conti il presidente Draghi nei prossimi mesi, in caso di riconferma. In alternativa, l’elenco si trasformerà in punti per l’eventuale campagna elettorale del Carroccio.

In qualsiasi caso nella Lega si preferisce mantenere un approccio attendista, tenendosi al riparo da possibili esposizioni che potrebbero innescare incidenti di percorso, che influirebbero – ipoteticamente – sulla scelte del presidente Draghi, ma anche avere impatti all’interno della coalizione stessa. Sospesi.

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