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Bonino dubbiosa sull’alleanza col Pd: «Prima raffreddiamo i cervelli. Ma Letta non ci ha filati per 3 anni»

La senatrice di +Europa riconosce i limiti di una mancata alleanza, ma sostiene le condizioni già dettate da Calenda a Letta. Secondo il sondaggio di Youtrend, con i dem Calenda e soci perderebbero almeno 16 collegi

«Vediamo tutti di fare una doccia e raffreddare il cervello». Emma Bonino si inserisce nell’acceso dibattito interno sulla possibile alleanza tra il Partito Democratico e Azione/+Europa, che vede da giorni discutere Enrico Letta, Benedetto Della Vedova e Carlo Calenda. Dopo la nota diffusa dai dem, riuniti oggi nel vertice al Nazareno, e la richiesta di un incontro arrivata da Calenda, la senatrice ha detto a Repubblica: «Volenti o nolenti, dare qualche voto di più alla destra è una cosa che non voglio portarmi dietro come eredità politica. Il problema è dopo il 25 settembre». Nonostante la linea apparentemente più possibilista, Bonino si dice ancora indecisa su cosa sia giusto fare: «Io sono abbastanza dibattuta. Letta non ci ha filati per 3 anni, alla rincorsa dei 5 stelle. Tre giorni fa si è svegliato e Franceschini ci ha telefonato. Letta si deve anche rendere conto che la base del mio partito è completamente contraria».


La senatrice è anche tornata sulle difficoltà che incontrerebbe +Europa nell’avere come alleati partiti che hanno fatto opposizione al governo Draghi, come Sinistra/Verdi, e si dice contraria ad avere Fratoianni e Bonelli come candidati agli uninominali: «Viene difficile pensare all’agenda Draghi con Fratoianni che ha votato 55 volte no la fiducia a Draghi. Non posso pensare ai no tav, ai no-rigassificatori ai no-termovalorizzatori. Rispetto a Fratoianni e gli altri io ho una posizione diversa su queste cose».


Le stime dei numeri del centrosinistra

Secondo le stime di YouTrend e Cattaneo Zanetto & Co, senza l’alleanza tra centrosinistra e Azione/+Europa sarebbero a rischio 16 collegi. Se Azione/+Europa si staccassero dalla coalizione del Pd per creare un polo di centro con Italia Viva, il centrosinistra perderebbe 12 uninominali alla Camera e 4 al Senato. Di questi 16 collegi, 15 finirebbero al centrodestra e 1, quello di Acerra della Camera, al Movimento 5 Stelle. Gli 11 collegi uninominali della Camera che finirebbero al centrodestra coprirebbero zone di Roma, Milano, Torino, 2 parti della Liguria (Genova inclusa), con i restanti 4 che sarebbero situati tra Toscana e Romagna. I 4 collegi del Senato sarebbero invece quello di Trento, di Ravenna e 2 dei 3 uninominali in cui è divisa Roma.

Immagine di copertina: ANSA/GIUSEPPE LAMI

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