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Il fantomatico successo dell’ivermectina contro la Covid-19 nello stato indiano di Uttar Pradesh

L’antiparassitario sostenuto dai No vax non è legato a un calo di casi Covid in India

Un articolo diviso in tre parti di Pierre Kory, apparso nel suo blog personale, sta cominciando a venire tradotto anche in italiano, finendo immancabilmente nelle pagine Facebook nostrane. Secondo il medico l’ivermectina avrebbe mostrato una «miracolosa» efficacia contro il nuovo Coronavirus nello stato indiano del Uttar Pradesh. Un successo «ignorato in tutto il mondo». In realtà basta una minima verifica per scoprire che questa narrazione si è rivelata infondata già da un anno.

Per chi ha fretta:

  • Non esistono studi controllati e randomizzati che certificano un collegamento tra uso di ivermectina e calo di casi Covid nel mondo.
  • Il presunto calo di infezioni nello stato indiano di Uttar Pradesh non è collegato alla somministrazione di ivermectina.
  • Esistono altri fattori noti, come l’uso di mascherine e il distanziamento sociale che possono spiegare un eventuale calo, così come un numero ridotto di test molecolari.

Analisi

Kory è una vecchia conoscenza. Sono noti i suoi legami con la Front Line COVID-19 Critical Care Alliance (FLCCC), associazione che promuove l’ivermectina per il trattamento della Covid-19. Egli stesso ha ammesso di aver ricevuto denaro dall’organizzazione. Questo non gli ha impedito di partecipare alla produzione di uno “studio” rivelatosi infondato, che ne avrebbe dovuto dimostrare l’efficacia come antivirale contro SARS-CoV-2. Kory è stato anche il principale autore di un altro paper a favore dell’ivermectina, ritrattato dal Journal of Intensive Care Medicine a seguito di una segnalazione proveniente da uno degli ospedali coinvolti nella ricerca. Uno suo intervento è stato analizzato dai colleghi di PolitiFact, perché aveva sostenuto come l’ivermectina fosse capace di cancellare la trasmissione della Covid-19; si sono rivelate tesi infondate.

Veniamo ora all’articolo in oggetto. In realtà non fa altro che rilanciare una narrazione infondata risalente al 2021. Kory sbaglia anche nel sostenere che nessuno abbia «ascoltato». In realtà la denuncia di questi falsi proclami è stata fatta da numerosi colleghi in diverse pubblicazioni, che sono reperibili online da un anno. Suggeriamo per cominciare la lettura degli articoli di PolitiFact, NewsWise, Toronto Star, OpIndia, Health Feedback, e tanti altri. Tra i principali sostenitori di questa narrazione troviamo l’idolo dei No vax Robert Malone, che ne parlò durante una intervista al podcast di Joe Rogan, noto per le sue posizioni controverse sui vaccini Covid.

Tutto è cominciato da un articolo intitolato «Ti stanno nascondendo la verità … NON vogliono che tu sappia dell’Ivermectina», apparso su Independent Side il primo novembre 2021. Come ha spiegato ai colleghi di PolitiFact il professor Lee Riley, esperto di malattie infettive presso l’Università della California a Berkeley, «non esiste uno studio di controllo randomizzato sottoposto a revisione paritaria il quale dimostri che l’ivermectina sia il motivo per cui i casi stiano diminuendo in Uttar Pradesh». Del resto sono avvenuti altri fattori da cui è plausibile aspettarsi una riduzione di casi, come l’uso di mascherine e il distanziamento sociale. Infine, secondo l’esperto, il numero di test molecolari per certificare i casi registrati era piuttosto dubbio – almeno in quel periodo -, nello stato dell’Uttar Pradesh.

D’altra parte abbiamo un antiparassitario: l’ivermectina (che come abbiamo spiegato qui, qui e qui) non può essere usata come antivirale. Mentre nell’uomo può avere senso assumerla  se si soffre di oncocercosi, meglio nota come cecità fluviale, patologia dovuta a una infezione parassitaria.

Conclusioni

Sono in tanti i media che si sono occupati del presunto miracoloso calo dei casi Covid nell’Utta Pradesh. Malone è riuscito persino a portare questa storia al podcast più seguito al mondo, quello di Joe Rogan. Il problema è che si tratta di una narrazione infondata: non riscontrata negli studi ma solo mediante una correlazione spuria, ovvero che non sottende un collegamento causale. Sappiamo infatti che se davvero c’è stato un calo delle infezioni, questo è stato accompagnato da test molecolari incerti e l’uso di comportamenti già noti per limitare il dilagare di una infezione, come indossare mascherine e osservare il distanziamento sociale.

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