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La falsa narrazione No vax di Robert Malone sulla strategia vaccinale

Torniamo a trattare (di nuovo) le dichiarazioni di uno dei guru più citati dai No vax

Circola un post pubblicato sul sito amatoriale Naturamorevolenews, dove si rilancia Robert W. Malone in qualità di «inventore della tecnologia mRNA», il quale ci avvisa tutti di un imminente pericolo derivato dai vaccini contro il nuovo Coronavirus: «fermatevi con l’obbligo o sarà una catastrofe». Il presunto padre dei vaccini antigenici di nuova generazione è un volto noto del progetto Open Fact-checking. Più volte nelle audizioni al Senato in difesa delle cosiddette «cure domiciliari» troviamo rimandi alle affermazioni di Malone; compare anche tra le fonti di un controverso «studio» della Fondazione Hume; Malone stesso ha condiviso pericolose fake news, dove si sostiene, che secondo l’FDA i vaccini ucciderebbero due persone per ogni vita salvata. 

Per chi ha fretta:

  • Malone elenca una serie di affermazioni generiche e confuse sui vaccini anti-Covid, generalizzando le complesse conoscenze in merito.
  • Nulla di quel che afferma sulla durata dell’immunità mediata dai vaccini trova fondamento nella letteratura scientifica.
  • Al netto dei limiti noti dei vaccini, Malone non fornisce alternative più sicure ed efficaci.

Analisi

Gli stessi No vax ignorano le smentite che Malone ha reso note. Il merito della tecnologia a mRNA è per altro di una donna, la Dott.ssa Katalin Karikó. Sappiamo quanto spesso nella Storia le donne sono state messe in disparte dalla Comunità scientifica, nonostante importanti scoperte, puntualmente attribuite ai propri «mentori» o presunti tali. Malone avrebbe millantato proprio di essere il mentore di Karikò, salvo venire smentito dalla stessa, la quale sostiene di averlo incontrato appena una volta, nel 1997. Ad ogni modo, Malone aveva già smentito di essere l’inventore dei vaccini a mRNA. Per maggiori chiarimenti suggeriamo la lettura di un articolo dei colleghi di Logically.ai

Caduto il principio di autorità (anche se nella Scienza conta molto poco), vediamo quali sono le principali affermazioni attribuite a Malone elencate nel post in oggetto. La fonte è il The Washington Times. Si tratta di un noto tabloid americano, spesso confuso con il ben più autorevole The Washington Post (la testata del Watergate), che nel corso degli anni ha diffuso diverse notizie false. Malone firma l’articolo assieme a Peter Navarro il 5 agosto 2021. I colleghi di Health Feedback avevano già sottoposto a fact-checking e smontato tale narrazione, il 15 agosto scorso.

I presunti quattro «presupposti errati» dei vaccini anti-Covid

Malon e Navarro elencano «quattro presupposti errati» della strategia vaccinale. Nulla che non avessimo già trattato, ma repetita iuvant:

  • La vaccinazione universale può sradicare il virus e assicurare la ripresa economica raggiungendo l’immunità di gregge in tutto il paese;
  • I vaccini sono quasi perfettamente efficaci;
  • I vaccini sono sicuri;
  • Il fallimento della quarta ipotesi di “durata” è la più allarmante e perplessa.

Sono affermazioni che generalizzano le ben più complesse conoscenze in merito all’efficacia dei vaccini anti-Covid. Lasciamo perdere la questione della sicurezza (su cui non esiste alcun dibattito aperto), che abbiamo ripreso in un recente articolo. Tutto ruota attorno all’idea che le vaccinazioni forniscano una pressione selettiva, tale da causare l’emergere di varianti Covid preoccupanti (VOC). Ma se andiamo a vedere le ragioni per cui i vaccini sono stati approvati da FDA ed EMA e esaminiamo il contesto nel quale sono emersi i mutanti più pericolosi, ci accorgiamo che i dati epidemiologici confermano quanto emerso nelle ampie sperimentazioni cliniche di terza fase.

Cosa causa l’emergere delle varianti Covid?

La pressione selettiva data dall’infezione è decisamente più rilevante, questo perché i vaccini a mRNA, anche se non annullano la trasmissione la riducono notevolmente, così come riducono in maniera rilevante le probabilità di incorrere nelle forme gravi di Covid-19. Infatti, le principali varianti sono apparse tutte in contesti nei quali non si vaccinava affatto o lo si faceva molto poco, come nel caso di Omicron. Elenchiamo di seguito tutte le principali varianti Covid in relazione al contesto in cui sono emerse:

  • Alfa – Regno Unito: 20 settembre 2020, 0% della popolazione vaccinata;
  • Beta – Sudafrica: 19 agosto 2020, 0% della popolazione vaccinata;
  • Gamma – Brasile, 11 settembre 2020, 0% della popolazione vaccinata;
  • Delta – India, 23 ottobre 2020, 0% della popolazione pienamente vaccinata;
  • Eta – Nigeria, 20 dicembre 2020, 0% della popolazione pienamente vaccinata;
  • Iota – New York, 23 novembre 2020, 0% della popolazione pienamente vaccinata;
  • Kappa – India, 1° dicembre 2020, 0% della popolazione pienamente vaccinata;
  • Lambda – Perù, 30 novembre 2020, 0% della popolazione pienamente vaccinata;
  • Mu – Colombia, 11 gennaio 2021, 0% della popolazione pienamente vaccinata;
  • Omicron – Botswana, 11 novembre 2021, appena il 20% della popolazione è stata pienamente vaccinata.

Come aveva spiegato recentemente a Open l’esperto di genomica comparata Marco Gerdol, «sicuramente più del 50% delle persone in Sudafrica ha avuto la Covid-19. È così che Delta è diventata dominante in Sudafrica, come nel resto del mondo, raggiungendo praticamente il 100% della frequenza. Questa nuova variante [Omicron, Ndr], che come avete spiegato al momento resta sotto osservazione, potrebbe competere con Delta, rivelandosi molto trasmissibile». 

Immunità naturale o mediata dai vaccini?

È piuttosto evidente che i problemi maggiori le varianti le creano soprattutto nei Paesi più indietro nelle campagne vaccinali. Mentre in terapia intensiva generalmente ci finiscono i non vaccinati. Le narrazioni No vax puntano soprattutto sulla pancia e sull’individualismo, mentre trascurano del tutto la dimensione sociale ed epidemica globale. I danni di questa propaganda sono nei titoli dei giornali di tutto il Mondo.

Ma secondo Malone e Navarro la duratta dell’immunità mediata dai vaccini non sarebbe comprovata. Avevamo visto come anche in Italia fossero giunte narrazioni in favore dell’immunità naturale, ritenuta più forte e longeva (qui, qui e qui). Nulla di più sbagliato. Sappiamo benissimo che auspicare una immunità naturale costruita su convalescenti e asintomatici è pura fantascienza, perché smentita proprio dagli studi più autorevoli. Inoltre, più il virus viene lasciato libero di circolare maggiore sarà la probabilità che emergano varianti potenzialmente pericolose.

Cosa dicono gli studi più autorevoli

«Gli studi più recenti confermano che a sei mesi la protezione resta alta contro le forme gravi – spiegavamo in un precedente articolo -, nonostante le varianti Covid»:

Il calo dell’immunità nel tempo è comunque un effetto che ci aspettavamo già, e il quesito su quando introdurre la terza dose si era già posto in precedenza. Oms e Stati Uniti hanno inizialmente preferito dare priorità alla distribuzione dei vaccini agli esitanti. Per non parlare dei Paesi che ancora faticano ad avere una copertura vaccinale adeguata (vedasi la situazione critica in diversi Paesi dell’Europa dell’Est).

I vaccini anti-Covid sono stati distribuiti in tempi record, accorciando i tempi tra prima e seconda dose in fase sperimentale. Dovevamo avere risultati certi in poche settimane, quando le terapie intensive erano al collasso. Non potevamo permetterci di aspettare mesi e mesi. Nonostante questo parliamo di terza dose (non una quarta o una quinta), anche se a sei mesi dalla seconda la protezione contro ospedalizzazioni e morti resta elevata. 

Conclusioni

Come già ci è capitato di osservare, arrivano dall’estero vecchie narrazioni riciclate, forti del presunto curriculum di sedicenti esperti, i quali si rivelano spesso essere tutt’altro. Oltre a questo, alla minima verifica è possibile constatare – come in questo caso -, che le loro narrazioni non si basano mai su fonti all’altezza del modo in cui tali «esperti» si presentano, ad un pubblico composto per altro da persone che non hanno gli strumenti per comprendere la validità delle loro narrazioni.

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