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Elezioni, dal Cremlino a Orban fino a Usa e Regno Unito: le reazioni internazionali alla vittoria del centrodestra

A Pechino non dimenticano le critiche mosse da Meloni sulla questione Taipei. Arrivano gli auguri anche dall’Ocse e dal premier ungherese

«Siamo impazienti di lavorare con qualsiasi governo esca dalle elezioni italiane per avanzare i nostri valori comuni». Dagli Usa arriva il primo commento alle elezioni politiche italiane che ha visto la coalizione di centrodestra ottenere una netta vittoria alle urne. A dichiarare intenti di collaborazione è stato il portavoce del dipartimento di Stato Ned Price rispondendo ad una domanda di Ansa nell’incontro quotidiano con i giornalisti. «Italia e Usa sono stretti alleati e vantano relazioni diplomatiche di 160 anni», ha continuato Price, «e vogliamo ringraziare il premier italiano uscente Mario Draghi per la sua leadership forte e visionaria in un momento difficile per la storia italiana, europea e del mondo». L’elogio a Mario Draghi è andato avanti: «Lo ringraziamo anche per la sua dedizione ai valori che i nostri Paesi hanno condiviso per cosi tanto tempo». Dal mondo continuano ad arrivare commenti sulla giornata elettorale italiana del 25 settembre. Anche la neo premier del Regno Unito Liz Truss, che ha scelto di rivolgersi direttamente alla leader di Fratelli d’Italia: «Congratulazioni a Giorgia Meloni per il successo del suo partito alle elezioni italiane», ha scritto in un tweet. «Da sostegno all’Ucraina, all’affrontare le sfide economiche globali, il Regno Unito e l’Italia sono stretti alleati».


Dalla Russia alla Cina, il benvenuto al nuovo governo

Sono passate poche ore da quando Fratelli d’Italia è stato incoronato primo partito del Paese dagli elettori, ma le questioni geopolitiche bussano già alla porta. Dal conflitto in Ucraina alle tensioni a Taiwan, il prossimo governo sarà chiamato a compiere decisioni importanti che avranno conseguenze sull’economia e sulle relazioni internazionali del Paese. Dal Cremlino Dmitry Peskov, portavoce del presidente russo Vladimir Putin, ha detto: «Siamo pronti a dare il benvenuto a qualsiasi forza politica in grado di mostrarsi maggiormente costruttiva nei rapporti con la Russia». Il primo benvenuto da parte di una grande potenza al nuovo esecutivo, invece, è arrivato da Pechino, che non ha mancato di evidenziare i punti di contatto che sono stati creati negli ultimi anni. Cina e Italia «sono partner strategici globali», ha detto il portavoce del ministro degli Esteri cinese Wang Yi, «lo sviluppo sano e stabile delle relazioni bilaterali è nell’interesse di entrambe le parti». Per questo motivo, continuano dal ministero, «ci auguriamo che il nuovo governo italiano continui ad aderire a una politica positiva e pragmatica nei confronti della Cina, collaborando e sostenendo lo spirito di rispetto e di fiducia reciproca». Alcuni giorni fa Giorgia Meloni, la vincitrice indiscussa delle elezioni e principale candidata a prossima presidente del Consiglio, aveva definito «inaccettabile» la condotta di Pechino nei confronti di Taipei in un’intervista rilasciata a Cna. Parole che non sono passate inosservate e per questo motivo dalla Cina arriva l’invito a riconoscere «l’elevata sensibilità della questione di Taiwan», evitando di inviare «segnali sbagliati» alle forze secessioniste.


Ocse: «Felici di lavorare con il nuovo governo»

Più cauta, invece, la reazione dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. «Attendiamo la formazione del nuovo governo», ha detto il segretario generale Mathias Cormann: «Quando avremo un nuovo governo in Italia saremo felici di lavorare con loro per avere politiche volte ad una vita migliore». In questo caso, il riferimento è al conflitto in Ucraina che sta costringendo l’Unione europea e gli altri membri dell’Ocse a fronteggiare crisi sia energetiche che economiche. «Nel contesto attuale conviene avere una forte solidarietà sul lungo termine in Europa», ha sottolineato Cormann.

«Bravo, Giorgia!»

Tornando in Europa, la Commissione europea ribadisce: «Non commentiamo mai l’esito delle elezioni nazionali. La presidente von der Leyen lavora con tutti i governi che escono dalle urne». Poi, anche da Bruxelles, arriva l’augurio per una «collaborazione costruttiva», in attesa di un governo che «deve ancora formarsi». Tra i Paesi membri, invece, spicca un post pubblicato dal premier ungherese Viktor Orban. Una foto che lo ritrae seduto su degli scalini accanto a Meloni e sopra di loro la scritta: «Bravo, Giorgia!». Il premier nelle scorse ore ha inviato una lettera ai leader del centrodestra italiana: «Attendo con ansia la nostra futura collaborazione – ha scritto – per preservare la pace nei nostri Paesi e in Europa, per far ripartire l’economia europea e per alleviare la crisi energetica».

Alla fredda reazione da parte dei vertici Ue si accompagna un commento più caldo proveniente da oltreoceano, dove il segretario di Stato americano Antony Blinken ha twittato: «Dopo le elezioni italiane di ieri, siamo ansiosi di lavorare con il governo italiano sui nostri obiettivi condivisi: sostenere un’Ucraina libera e indipendente, rispettare i diritti umani e costruire un futuro economico sostenibile. L’Italia è un alleato fondamentale, una democrazia forte e un partner prezioso».

Nelle scorse ore si sono susseguiti i messaggi dei vari leader e partiti europei, primo fra tutti quello guidato da Marine Le Pen. Il suo eurodeputato, Jordan Bardella, ha scritto su Twitter come questi risultati «hanno dato una lezione d’umiltà all’Unione europea». Non sono mancati, poi, i complimenti dal premier polacco Mateusz Morawiecki, e nemmeno da Vox, il partito di ultradestra spagnolo guidato da Santiago Abascal. Più pessimista, invece, il ministro degli Esteri José Manuel Albares: «In tempi di incertezza, i populismi crescono e finiscono sempre nello stesso modo, con una catastrofe».

«Un’ombra sul progetto europeo»

Tra chi ha lasciato trapelare meno entusiasmo c’è sicuramente la Cnn, tra i primi siti d’informazione estera a dare la notizia della vittoria di FdI intitolando: «Meloni sarà la presidente di Consiglio più a destra dall’epoca di Mussolini». Interpretazione poi ripresa, tra gli altri, anche dal tedesco Tagesspiegel e il francese Le Figaro. Le Monde, invece, dedica un editoriale a Meloni dal titolo: «Dopo la vittoria dell’estrema destra in Italia, un’ombra sul progetto europeo», descrivendola come una minaccia in considerazione anche del recente successo dei Democratici svedesi e del Rassemblement National alle legislative. Proprio dalla Francia, la prima ministra Elisabeth Borne ha assicurato che saranno più attenti al «rispetto» dei diritti umani e dell’aborto in Italia. Preoccupazione condivisa da l’ex presidente socialista, François Hollande, che afferma: «La vittoria dell’estrema destra in Italia è sia una minaccia per i diritti fondamentali e un rischio di paralisi per l’Europa».

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