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No! La Corte Suprema di New York non dice che «essere vaccinati “non” ferma la diffusione della COVID-19»

La sentenza menziona ragioni di incoerenza nella politica statale e federale sull’obbligo vaccinale, ma non secondo la narrazione No-vax

Circola lo screen di un articolo tradotto in italiano di Fox News, a firma di Anders Hagstrom, nel quale si afferma che «La Corte suprema di New York reintegra tutti i dipendenti licenziati perché non vaccinati» e che sarebbe stato «ordinato il pagamento arretrato». Quel che lascia maggiormente perplessi è la presunta motivazione della sentenza: «la Corte Suprema dello Stato ha ritenuto che essere vaccinati “non” ferma la diffusione della COVID-19».

Per chi ha fretta:

  • Una sentenza della corte suprema dello Stato di New York ha stabilito che alcuni dipendenti del settore sanitario che erano stati licenziati per non aver rispettato l’obbligo vaccinale sul luogo di lavoro dovranno essere reintegrati e risarciti dei mesi non pagati.
  • Alcuni utenti condividono un articolo di Fox News sulla questione, che sostiene erroneamente che la motivazione della sentenza sia il fatto che «la Corte Suprema dello Stato ha ritenuto che essere vaccinati “non” ferma la diffusione della COVID-19»
  • In realtà, la sentenza menziona ragioni di incoerenza nella politica statale e federale sull’obbligo vaccinale, non secondo la narrazione No-vax.
  • Nello specifico, l’obbligo è stato mantenuto per i dipendenti municipali mentre per tante altre categorie veniva destituito.

Analisi

Trovate l’articolo integrale di Fox News qui. Come cornice allo screenshot su Facebook potreste trovare anche la seguente didascalia:

USA, FIOCCANO LE SENTENZE CONTRO L’OBBLIGO VACCINALE ..con l’auspicio che possano giungere alle orecchie della nostra Consulta che a fine novembre sarà chiamata ad esprimersi sulla costituzionalità dell’obbligo vaccinale, per il quale ancora oggi a numerosi nostri connazionali è negato il diritto al lavoro.

Le sentenze non hanno valore scientifico

Prima di proseguire facciamo presente che le sentenze di tribunale non hanno valore scientifico. Le conseguenze sono ben visibili nei bugiardini dei farmaci, dove le case farmaceutiche elencano qualsiasi evento avverso sia stato segnalato anche se non verificato, per tutelarsi dalle cause temerarie. Per non parlare degli scienziati perseguitati legalmente sulla base accuse rivelatesi false.

Inoltre, i vaccini sono stati approvati perché in grado di proteggere con grande probabilità dalle forme gravi di Covid-19, riducendo così la pressione nelle terapie intensive; anche se generalmente chi si vaccina ha meno probabilità di contagiare rispetto ai non vaccinati, come mostra il technical report dello European centre for disease prevention and control (Ecdc) del 21 aprile 2021. Ne avevamo trattato qui. Del caso si sono occupati anche il Washington Post, Forbes e la Cnn.

La sentenza: «L’obbligo viene destituito perché è incoerente»

Poiché l’articolo di Fox News fa riferimento a una sentenza, bisogna analizzare il testo scritto dalla corte per individuare eventuali discrepanze. Quello che salta subito all’occhio è che in nessun punto la sentenza afferma che «essere vaccinati “non” ferma la diffusione del Covid-19», come invece si legge sottotitolo dell’articolo di Fox News. Di nuovo, è importante notare due cose. In primis, questa affermazione è falsa, poiché la vaccinazione può limitare la possibilità di contagio, anche se non del tutto. In ogni caso, le case farmaceutiche non hanno mai garantito una protezione al 100% efficace dal contagio. Infatti – ed è questo il secondo punto – l’obiettivo primario dei vaccini è di impedire lo sviluppo di forme gravi della malattia, cosa in cui riescono efficacemente. Avevamo già trattalo l’argomento nel dettaglio qui.

Corrisponde al vero, invece, il titolo dell’articolo, la corte suprema dello Stato di New York ha effettivamente ordinato il reintegro dei dipendenti pubblici licenziati per non aver rispettato l’obbligo vaccinale. Le motivazioni, però, non riguardano l’efficacia e le proprietà del vaccino, bensì per l’incoerenza delle misure applicate ai dipendenti pubblici, a quelli privati, e alla popolazione in generale.

L’obbligo non può determinare le condizioni d’impiego dei lavoratori

Innanzitutto, secondo i giudici l’autorità sanitaria non ha il potere di determinare le condizioni di impiego dei lavoratori. Significa che licenziare i dipendenti sulla base del loro stato di vaccinazione andrebbe contro le leggi dello Stato. Citando la sentenza:

«The vaccine mandate cannot be found to be a new legal term or condition of employment or apply to adults»

La violazione può essere al massimo punita con una multa

I giudici evidenziano che, in base al «New York City Health Code», la violazione dell’obbligo vaccinale non può essere punita con il licenziamento, bensì con una semplice sanzione pecuniaria. Altra ragione che renderebbe il termine dell’impiego privo di base legale. Citando la sentenza:

«The Commissioner’s enforcement of the Vaccine Mandate did not extend beyond the issuance of a fine. Respondents failed to present or establish a legal basis or lawful authority for the Commissioner to exclude employees from the workplace and impose any other adverse employment action as an appropriate enforcement».

Gli esempi di “incoerenza” nella sentenza

Infine, ed è questa la parte più corposa della sentenza, l’applicazione dell’obbligo vaccinale viene definita «arbitraria e capricciosa». L’obbligo è entrato in vigore nell’ottobre del 2021, dopo un periodo in cui i dipendenti potevano sottoporsi a un test per provare la loro negatività e quindi lavorare. Di conseguenza, circa 1.750 dipendenti municipali sono stati licenziati per non aver rispettato l’obbligo. I giudici, inoltre, fanno notare come l’obbligo per i dipendenti pubblici sia stato mantenuto mentre la stessa condizione è stata allentata per altre fasce della popolazione, in quello che è di fatto un trattamento impari. Tra gli esempi citati ci sono:

  • La destituzione dell’obbligo di mascherina e del certificato di vaccinazione per accedere alle scuole, nelle palestre, nei ristoranti e nelle strutture per l’intrattenimento, il 7 marzo 2022.
  • La destituzione dell’obbligo vaccinale per gli atleti nel luogo di lavoro, il 27 marzo 2022.
  • La destituzione dell’obbligo vaccinale per i dipendenti del settore privato, decretata a settembre 2022, ed effettiva a partire dal 1° novembre.
  • Il mantenimento dell’uso del test per provare la propria negatività per i dipendenti del trasporto pubblico di New York. Regola che – sottolineano i giudici – non veniva comunque applicata da gennaio 2022.
  • L’allentamento delle regole sulla quarantena disposto dal Center for Disease prevention and Control disposto a livello federale l’11 agosto 2022. A partire da quella data le persone che sono state a contatto con un soggetto positivo non devono più sottostare all’obligo di quarantena.

Alla luce di queste disposizioni, che i giudici considerano incoerenti con l’obbligo vaccinale in vigore per i dipendenti pubblici, è stato disposto il reintegro dei lavoratori licenziati, oltre che il conguaglio degli stipendi non erogati nel periodo a casa.

Conclusioni

Una sentenza della corte suprema dello Stato di New York ha stabilito che alcuni dipendenti del settore sanitario che erano stati licenziati per non aver rispettato l’obbligo vaccinale sul luogo di lavoro dovranno essere reintegrati e risarciti dei mesi non pagati. Alcuni utenti su Facebook condividono un articolo di Fox News sulla questione, che sostiene erroneamente che la motivazione della sentenza sia il fatto che «la Corte Suprema dello Stato ha ritenuto che essere vaccinati “non” ferma la diffusione della COVID-19».
In realtà, la sentenza menziona ragioni di incoerenza nella politica statale e federale sull’obbligo vaccinale.
Nello specifico, l’obbligo è stato mantenuto per i dipendenti municipali mentre per tante altre categorie veniva destituito; e in generale le misure per contenere la diffusione del Covid venivano allentante.

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