Il vaccino Pfizer Covid19 non serve agli anziani e fa male al feto? Alt! Ecco come va letto il bugiardino

di Juanne Pili

Che cosa dice realmente il foglietto illustrativo del vaccino Pfizer e perché ci sono alcuni passaggi amati dai NoVax

Ci avete segnalato un filmato apparso su Facebook il 13 dicembre 2020 in cui vengono letti alcuni punti apparentemente controversi del foglietto illustrativo del vaccino contro il nuovo Coronavirus di Pfizer. Il problema è che il testo viene interpretato a sostegno delle teorie No vax.

«ATENZIONE: Da ascoltare fino alla fine il video dove viene spiegato in maniera chiara il foglietto illustrativo del vaccino Covid-19. Non crederai cosa contiene» riporta il post Facebook con oltre 9.900 condivisioni.

Il filmato ha raggiunto una certa visibilità dalla pubblicazione (oltre tremila like e quasi novemila condivisioni il 17 dicembre 2020). Risulta meno faticoso condividere contenuti che appagano i propri pregiudizi, mentre chiedere ragguagli al medico di famiglia necessita un po’ più tempo, e probabilmente anche pazienza al dottore. Facciamo il punto sul caso.

Per chi ha fretta:

  • I bugiardini dei farmaci non hanno valenza scientifica, perché frutto di compromessi legali: le case farmaceutiche in attesa di verificare tutti i possibili eventi avversi riportano solo le condizioni che sono riuscite ad accertare, dopo la sicurezza e l’efficacia nelle situazioni ottimali, già accertate nelle sperimentazioni cliniche;
  • Non è dimostrato che il vaccino di Pfizer causi infertilità, né è noto cosa potrebbe succedere se venissero realizzati dei mix con altri farmaci, o se venisse assunto durante l’allattamento o in gravidanza. Esistono effettivamente alcuni studi sulle gravidanze a rischio che si suggerisce essere correlate alla Covid-19. Per evitare problemi legali Pfizer lo riporta, questo non significa che tali eventi avversi siano dimostrati;
  • Pfizer ha potuto accertare ottimi risultati dopo 28 giorni dalla prima dose del vaccino e a una settimana dalla seconda somministrazione. Non ha potuto accertare cosa succede in tempi più lunghi, anche se sappiamo da altri studi che l’immunità dovrebbe durare qualche mese. Onde evitare problemi legali Pfizer lo riporta, questo non significa che dopo una settimana è come non essere stati vaccinati affatto;
  • Dopo i sedici anni e soprattutto superati i 65 anni, aumentano le probabilità di incorrere in forme gravi di Covid-19, ragione per cui non esistono rilevanti accertamenti di efficacia per i ragazzi sotto questa fascia di età. Questo non deve preoccuparci, visto che sotto i sedici anni le probabilità di incorrere in forme gravi sono estremamente basse. Secondo alcuni studi potrebbe fare eccezione una sindrome simile a quella di Kawasaki nei bambini, correlata alla Covid-19, si tratta però di casi rari. Quindi, Pfizer dovendosi tutelare da eventuali correlazioni casuali da usare come prove in tribunale, riporta che non esistono dati sotto i sedici anni.

Immunizzati a metà

L’autrice esordisce insinuando che durante il periodo di 28 giorni tra la prima dose e il richiamo nessuno sarebbe immune, mentre a sette giorni dalla seconda dose non si sarebbe già più immuni. Lo deduce dalla lettura della seguente frase tratta dal bugiardino (il grassetto è nostro):

«Gli individui non possono essere protetti fino ad almeno 7 giorni dopo la loro seconda dose di vaccino. Per ulteriori informazioni sull’efficacia, vedere paragrafo 5.1».

Il problema è che non verrà mai menzionato durante tutto il video il paragrafo 5.1. Leggiamone alcune parti, perché ci serviranno anche nell’analisi di altre affermazioni fuorvianti pronunciate nel filmato:

«Al momento dell’analisi dello Studio 2, le informazioni presentate si basano sui partecipanti di età pari o superiore a 16 anni. I partecipanti erano stati seguiti per la malattia sintomatica COVID-19 per almeno 2.214 anni-persona per il vaccino mRNA COVID-19 e almeno 2.222 anni-persona nel gruppo placebo. Ci sono stati 8 casi confermati di COVID-19 identificati nel gruppo COVID-19 mRNA Vaccine e 162 casi nel gruppo placebo, rispettivamente. In questa analisi, rispetto al placebo, l’efficacia del vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 dalla prima occorrenza di COVID-19 da 7 giorni dopo la dose 2 nei partecipanti senza evidenza di precedente infezione da SARS-CoV-2 è stata del 95,0% (intervallo credibile del 95% di Dal 90,3% al 97,6%). Nei partecipanti di età pari o superiore a 65 anni e di età pari o superiore a 75 anni senza evidenza di precedenti infezioni da SARS-CoV-2, l’efficacia del vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 è stata del 94,7% (intervallo di confidenza bilaterale al 95% dal 66,7% al 99,9%) e 100% (intervallo di confidenza bilaterale al 95% da -13,1% a 100,0%) rispettivamente».

Non è detto che prima del richiamo nessuno sia immunizzato, ma sappiamo che con una seconda dose l’efficacia è notevolmente più probabile. Pfizer ha anche accertato che dopo sette giorni dal completamento della vaccinazione l’immunità avverrebbe mediamente nel 95% dei volontari presi in esame. In altre analisi l’intervallo oscilla tra l’89,9% e il 97,3%:

«In un’analisi separata, rispetto al placebo, l’efficacia del vaccino COVID-19 mRNA dalla prima occorrenza di COVID-19 da 7 giorni dopo la dose 2 nei partecipanti con o senza evidenza di precedente infezione da SARS-CoV-2 è stata del 94,6% intervallo compreso tra 89,9% e 97,3%)».

Sappiamo che l’immunità a questo Coronavirus non potrebbe durare per sempre o per qualche mese. Inoltre Pfizer, come Moderna, aveva già precisato che in alcuni il vaccino potrebbe limitarsi a scongiurare forme gravi di Covid-19, e non garantirebbe l’impossibilità di contagiare gli altri. Come ricorda il virologo Roberto Burioni in un tweet, in generale i vaccini dovrebbero essere protettivi (salvo alcune eccezioni), mentre su quelli anti-Covid non possiamo ancora essere certi.

Sotto i sedici anni non ci si può vaccinare

Per l’autrice leggere nel bugiardino che Pfizer non ha sufficienti dati sulle persone sotto i 16 anni sembrerebbe una rivelazione, a tal punto da far pensare a un non meglio precisato piano volto a somministrare in massa un vaccino inutile.

«La sicurezza e l’efficacia del vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 nei bambini di età inferiore a 16 anni non sono state ancora stabilite», si legge nel documento.

Quel che preoccupa è vaccinare operatori sanitari, anziani e individui con patologie pregresse. La mortalità e la possibilità di contrarre forme gravi nelle fasce d’età dai 16 anni in giù è invece estremamente bassa, ragione per cui non sarebbe prioritario verificare il farmaco su questa categoria di persone.

Chi ha la febbre deve posticipare la vaccinazione

L’autrice si chiede come mai essere malati – magari con febbre – dovrebbe portare a una posticipazione del vaccino.

«La somministrazione del vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 deve essere posticipata nei soggetti affetti da malattie febbrili acute gravi», riporta il documento di Pfizer.

Come vedremo, questo vaccino di nuova generazione, realizzato con filamenti di RNA messaggero contenenti le informazioni per far produrre alle cellule i soli antigeni di SARS-CoV-2, non è stato testato sufficientemente con soggetti che presentavano altri tipi di infezione. La casa farmaceutica non può escludere con certezza che possano esserci problemi, quindi per evitare cause legali dove una correlazione spuria (cioè casuale) venisse accolta come prova, lo riporta nel foglietto illustrativo.

Gli immunodepresssi

«Attenzione», avverte l’autrice del video, perché il vaccino non funzionerebbe con persone immunodepresse. Continuiamo a leggere il bugiardino di Pfizer:

«Le persone immunocompromesse, comprese le persone che ricevono una terapia immunosoppressiva, possono avere una risposta immunitaria ridotta al vaccino. Non sono disponibili dati sull’uso concomitante di immunosoppressori».

Quindi secondo l’autrice «immunodepresso» potrebbe significare «immunità più bassa», ne deduce quindi che per gli anziani il vaccino Pfizer non servirebbe, ma noi sappiamo che tutti i vaccini ovviamente non possono funzionare con gli immunodepressi, che non hanno proprio una risposta immunitaria. Certamente gli anziani sono i soggetti più a rischio, perché il loro sistema immunitario appare più impreparato, questo non significa che sia fuori uso. Questo logicamente non significa che tutti gli over 65 sono immunodepressi, si tratta infatti di una condizione patologica ben diversa e più seria.

Incrociare i farmaci è male?

L’autrice continua illustrando le sue perplessità riguardo a vicende già trattate in passato sul tema vaccini, tra queste la somministrazione di altri vaccini o farmaci «incrociandoli» con quello anti Covid-19. Ecco la parte del bugiardino dove si parla di mix tra vaccino e altri farmaci:

«Non sono stati effettuati studi di interazione. La somministrazione concomitante del vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 con altri vaccini non è stata studiata (vedere paragrafo 5.1). Non mescolare COVID-19 mRNA Vaccine BNT162b2 con altri vaccini / prodotti nella stessa siringa».

Ovviamente i ricercatori non hanno motivo per mettere in dubbio la serietà dei colleghi medici, i quali non oseranno certo somministrare il vaccino miscelandolo con altri farmaci o vaccini. Queste valutazioni comparative emergeranno in seguito coi debiti accertamenti.

«In assenza di studi di compatibilità, questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali», continua il testo.

Il termine «mixed» in questo contesto si traduce come «miscelato». L’autrice capisce che siccome gli anziani assumono altri medicinali, allora non possono vaccinarsi. Ma l’avvertenza indica solo quanto già anticipato: ovvero, che non si possono miscelare altri trattamenti col vaccino Pfizer, tutto qui.

Chi si è vaccinato contro l’influenza in teoria non deve vaccinarsi contro la Covid-19?

La casa farmaceutica si premunisce anche riguardo all’eventualità che questo vaccino in concomitanza con altri come quelli antinfluenzali, possa essere associato a eventi avversi, più o meno dimostrati. Non è molto chiaro ciò che deduce l’autrice del video, semplicemente riporta questo dato come se fosse una cosa scabrosa, ma parliamo sempre di conoscenze e «banalità» già note, e della solita prudenza nei confronti di associazioni sempre pronte a trarre profitto da cause legali contro presunti danni da vaccino.

Non di rado abbiamo visto – anche in Italia – che per vincere una causa legale contro una casa farmaceutica è sufficiente che si verifichi una correlazione tra farmaco e presunti eventi avversi. Spesso è sufficiente non riuscire a dimostrare che la correlazione era casuale, per riuscire a far ottenere ai sedicenti danneggiati dal vaccino, almeno un indennizzo.

Fertilità, gravidanza e allattamento

Pfizer risponde anche ad altri quesiti che non è stato prioritario accertare fin da subito, in quanto molto improbabili alla luce della letteratura scientifica precedente, come l’eventualità che il vaccino causi infertilità o che possa venire associato a complicanze in gravidanza e nel feto.

Pfizer menziona anche l’eventualità che la presenza del vaccino nel latte materno causi problemi, nel senso che registra di non aver dimostrato che non possano esservene, quindi come abbiamo ripetuto a iosa, la casa farmaceutica si tutela riportandolo. L’autrice deduce che «questo vaccino fa male per il feto», frutto del fraintendimento di ogni parola riportata nel documento.

Conclusioni: chi non può prendere il vaccino?

Nella conclusione del filmato l’autrice riassume quel che pensa di aver capito, elencando tre tipologie di soggetti che non potrebbero ricevere il vaccino, facendolo apparire inutile o dannoso:

  • Persone sotto i sedici anni;
  • Persone con bassa immunità;
  • Persone che vogliono avere bambini in futuro.

A parte i bambini sotto i 16 anni, che sono gli individui il cui rischio di ammalarsi o incorrere in forme gravi è estremamente basso; sull’immunità e la fertilità le imprecisioni abbondano.

Semplicemente, il vaccino Pfizer non può essere testato per l’infinità di accidenti che potrebbero capitare immediatamente dopo la vaccinazione, associabili a essa in sede giudiziaria, anche se scientificamente non verrebbe dimostrato un nesso causale; semplicemente la casa farmaceutica si tutela, perché è piuttosto noto, da decenni, che non è difficile vincere una causa civile, sulla base di mere correlazioni spurie e del principio di precauzione.

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