No! Non c’è un collegamento tra vaccini e incremento degli aborti spontanei

Gli ampi studi condotti fino a oggi non mostrano differenze tra donne vaccinate e non vaccinate

Secondo diverse condivisioni social (per esempio qui, qui e qui), risulterebbe un collegamento tra i vaccini contro il nuovo Coronavirus e gli aborti spontanei. Il Vaers avrebbe mostrato addirittura «un aumento del 4070% di aborti spontanei e nati morti» dalla loro introduzione. Questi contenuti derivano da precedenti narrazioni diffuse dai No vax americani, fin dal novembre scorso, come si evince dall’analisi dei colleghi di Reuters.

Per chi ha fretta:

  • Il Vaers è una agenzia americana che raccoglie qualsiasi segnalazione spontanea di eventi avversi, senza fare alcuna verifica.
  • Non è corretto usare i dati del Vaers per accertare un collegamento tra farmaci e presunti eventi avversi.
  • Gli studi condotti dai Cdc americani e da diversi team di ricerca non hanno mai accertato un incremento di aborti spontanei collegati ai vaccini Covid.

Analisi

Dopo tre anni dalla comparsa del SARS-CoV-2 non è tollerabile che le tabelle di agenzie come il Vaers americano o l’EudraVigilance europea. Si tratta infatti di agenzie che non possono dimostrare un collegamento tra farmaci ed eventi avversi di alcun tipo. Ecco come viene presentata generalmente questa fake news su Facebook:

VAERS mostra un aumento del 4070% di aborti spontanei e nati morti da quando sono iniziate le somministrazioni dei vaccini mRNA contro il COVID-19. “Ma tranquilli, è per il vostro bene. Non fate domande, fidatevi, è per il vostro bene.”

VAERS sta mostrando un aumento del 4070% di aborti spontanei e nati morti dall’introduzione del vaccino. Combatti la censura.

Perché non ha senso basarsi sui soli dati del Vaers

Eppure queste narrazioni continuano a distorcere il senso delle segnalazioni non verificate di questi enti, che le raccolgono senza accertarle. Anche quando si è dovuto indagare sui rari casi di miocarditi o trombi correlati ai vaccini, si è sempre visto, non solo che i benefici superano di gran lunga i presunti rischi, ma è inoltre più pericoloso esporsi al contagio senza alcun vaccino. Lo stesso discorso vale per le donne in gravidanza, da sempre oggetto della disinformazione No vax. Per approfondire potete leggere le nostre precedenti analisi:

A dimostrazione del fatto che nelle tabelle di queste agenzie possiamo trovare qualsiasi cosa correlata ai vaccini, ricordiamo come l’anestesista James Laidler riuscì nel 2004 a segnalare al Vaers di essersi trasformato nell’Incredibile Hulk.

Come si spiega quell’incremento del 4070%

Eppure i grafici condivisi dai No vax sembrano mostrare oltre 3500 aborti spontanei e bimbi nati morti nel 2021. Una cifra enorme se paragonata a quelle elencate negli anni precedenti. Questo però è un fenomeno noto e studiato da tempo. Un esempio è l’incremento di eventi avversi registrato a seguito dell’introduzione del vaccino HPV contro il Papilloma virus, collegato al modo in cui i Media e Internet veicolarono le fake news su questo importante vaccino.

Esistono invece studi dove i dati su aborti spontanei e vaccini Covid in gravidanza sono stati sottoposti a verifica. Prendiamo per esempio la ricerca americana apparsa su Jama nel settembre 2021, basata su 100 mila donne in gravidanza. A un mese dall’inoculazione del vaccino a mRNA il rischio di aborto spontaneo non differiva significativamente dalle donne non vaccinate. Un ampio studio canadese apparso nel novembre 2022 su The Lancet, non ha fatto altro che confermare questi risultati. Del resto gli stessi CDC americani quando hanno dovuto verificare queste segnalazioni non hanno accertato alcun incremento di aborti spontanei associati ai vaccini, come mostra un paper apparso sul New England Journal of Medicine nell’ottobre 2021.

Conclusioni

Abbiamo visto che gli incrementi nelle segnalazioni di aborti spontanei a seguito della vaccinazione Covid possono spiegarsi con la maggiore attenzione mediatica sul fenomeno delle vaccinazioni. Se invece tali dati vengono sottoposti a verifica in ampi studi, tale incremento scompare e il rischio per le donne gravide non differisce rispetto a chi non si è vaccinata.

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