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Sassoli, il ricordo di von der Leyen a Roma: «Non avrebbe mai tollerato la corruzione, apprezzato da ogni parte politica»

09 Gennaio 2023 - 12:20 Redazione
epa10369678 European Commission President Ursula von der Leyen delivers her speech during a plenary session held before the signing ceremony of the Strategic Partnership Agreement for the development and transport of Green Energy between Azerbaijan, Georgia, Hungary and Romania, at Cotroceni Presidential Palace in Bucharest, Romania, 17 December 2022.  EPA/ROBERT GHEMENT
Nel pomeriggio la presidente della commissione Ue è attesa a palazzo Chigi per incontrare Giorgia Meloni
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È la presentazione del libro di discorsi di David Sassoli l’occasione ufficiale che ha portato Ursula von der Leyen a Roma dove, nel primo pomeriggio di oggi 9 gennaio, inconterà Giorgia Meloni per un atteso vertice denso di punti da affrontare. Nel parlare del testo curato da Claudio Sardo, La Saggezza e l’audacia, edito da Feltrinelli, la presidente ha ricordato prima di tutto la visita che fecero insieme al campo di concentramento di Fossoli, in provincia di Modena: «David – ha detto la presidente – sapeva, anche per storia familiare, cosa era successo prima della nascita dell’Unione europea. Il giorno che è stato eletto presidente del parlamento ha detto “la nascita dell’Europa non è un incidente della storia”». Il ricordo di quella visita fornisce a von der Leyen anche l’occasione per toccare il tema, attualissimo, della corruzione nel Parlamento europeo, il cosiddetto Qatargate, che ha coinvolto soprattutto il gruppo di provenienza dello stesso Sassoli, S&D: «David sapeva anche che la democrazia è fragile e va protetta, non avrebbe mai tollerato alcuna forma di corruzione, tra chi lavora nel Parlamento europeo o nelle istituzioni Ue».

Poi i passaggi che hanno riguardato il suo impegno accanto ai giovani che protestavano contro la scarsa attenzione al cambiamento climatico: «Il messaggio ai leader europei fu forte e chiaro – dice von der Leyen – “Ascoltate i giovani le loro richieste sul cambiamento climatico, il dono che abbiamo ricevuto, il nostro pianeta, è fragile”». Infine, gli anni della pandemia, quando le risorse europee furono dirottate per l’impegno sanitario comune e per aiutare i paesi più colpiti: «Ricordo bene quando David disse “la sopravvivenza dell’unione è in pericolo, rendiamo i nostri cittadini orgogliosi di far parte del’unione europea“. Nessuno puo dimenticare il suo sorriso e i suoi occhi cristallini. Era un uomo gentile e apprezzato da ogni parte politica, “Il presidente buono” (in italiano) lo chiamavano, ma sapeva come combattere, chiese giustizia sociale durante la pandemia ed è stato anche dichiarato “persona non grata” dalla Russia. Speriamo di trovare il coraggio che ha avuto David, bon courage mi diceva sempre lui e io lo ripeto a voi», la conclusione di von der Leyen.

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