Ultime notizie AutotrasportatoriGiorgia MeloniGiovaniScontriUcraina
ESTERIBenjamin NetanyahuInghilterraIsraeleJoe BidenLondraMedio OrienteRegno UnitoUSAWashington

Benny Gantz negli Usa (e poi a Londra), il viaggio che fa infuriare Netanyahu: la Casa Bianca lavora a un altro governo in Israele?

05 Marzo 2024 - 15:29 Simone Disegni
epa11199293 Israel's War Cabinet member Benny Gantz (C) leaves a meeting with Senate Minority Leader Mitch McConnell (not pictured) on Capitol Hill in Washington, DC, USA, 04 March 2024. Israel's War Cabinet member Benny Gantz met with US Vice President Kamala Harris at the White House and later with Senate Minority Leader Mitch McConnell. Gantz received a rebuke from Prime Minister of Israel Benjamin Netanyahu for his current visit to Washington.  EPA/MICHAEL REYNOLDS
Il premier avrebbe negato il via libera e perfino il sostegno dell'ambasciata al suo ministro-avversario. Che dopo Blinken e Kamala Harris vedrà anche David Cameron
Google Preferred Site

L’ex capo di Stato maggiore israeliano e avversario interno di Benjamin Netanyahu Benny Gantz è a Washington in queste ore per incontrare i massimi vertici dell’Amministrazione Biden. Un viaggio visto come fumo negli occhi dallo stesso Netanyahu, che secondo quanto riportano i media israeliani si sarebbe rifiutato di dare il via libera alla partenza del “suo” ministro e avrebbe dato istruzioni all’ambasciata dello Stato ebraico a Washington di negargli qualsiasi tipo di supporto durante la sua permanenza nella capitale Usa. Il timore di Netanyahu, come evidente, è che l’Amministrazione Biden, che ormai non nasconde più la sua irritazione per l’estremismo e l’ottusità del governo in carica a Gerusalemme, apra canali di contatto paralleli in vista, e magari in direzione, della sua caduta. Gantz, dal canto suo, che è entrato nel gabinetto di guerra d’emergenza dopo il 7 ottobre ma resta il principale avversario politico di Netanyahu, non si è fatto intimidire dal pressing di Netanyahu ed ha proseguito col suo programma internazionale. Che anzi s’è nel frattempo arricchito. Ieri il leader di Unità nazionale è stato ricevuto alla Casa Bianca dalla vicepresidente Kamala Harris, che nel weekend aveva «sigillato» il cambio di posizione Usa in parole mai così nette. «La gente a Gaza sta morendo di fame, dev’esserci un cessate il fuoco immediato», l'”ordine” impartito alle parti in causa, a cominciare da Israele, da un luogo altamente simbolico quale Selma, la cittadina dell’Alabama teatro 59 anni fa di uno dei più duri episodi di repressione degli attivisti anti-razzismo.

Conversazioni ufficiali e “off the record”

Secondo il resoconto ufficiale del faccia a faccia distribuito dalla Casa Bianca, Harris avrebbe ribadito a Gantz la sua «profonda preoccupazione» per la situazione umanitaria a Gaza oltre che per la recente tragedia della disperazione durante un dispaccio di aiuti umanitari. La vicepresidente avrebbe poi reiterato le pressioni Usa per arrivare quanto prima a un’intesa con Hamas in grado di condurre alla liberazione degli ostaggi, riconoscendo comunque l’approccio «costruttivo» mostrato negli ultimi giorni da Israele nello sforzo diplomatico. Quanto a Gantz, secondo il suo di resoconto, si è attenuto alla posizione ufficiale del governo israeliano, ribadendo «l’imperativo di completare la missione di rimuovere la minaccia che Hamas pone a Israele, trovando una soluzione sostenibile che assicuri che gli aiuti umanitari raggiungano i civili e non i terroristi di Hamas». Impossibile sapere però ciò che i due si sono detti a quattr’occhi al di là dell’agenda ufficiale: del tutto verosimile, però, che si sia discusso degli spiragli per un futuribile cambio di governo a Gerusalemme, che tanto Gantz quanto Biden vorrebbero vedere quanto prima.

Prossima fermata Londra

Oggi Gantz, che ieri ha visto anche il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan e quello di Biden per il Medio Oriente Brett McGurk, poi il leader dei Repubblicani al Senato Mitch McConnell, sarà ricevuto anche dal segretario di Stato Usa Antony Blinken e dal capo del Pentagono Lloyd Austin. Una girandola d’incontri degna di un capo di governo di un grande Paese alleato. Che avrà un seguito altrettanto rilevante, si è saputo oggi. Perché dopo Washington Gantz volerà pure a Londra, dove sarà ricevuto dal ministro degli Esteri di Rishi Sunak David Cameron. Sarà l’ultima tappa della sua tournée “anti-Netanyahu”?

Leggi anche: