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Gaza, l’allarme dell’Onu: 47 feriti durante la corsa agli aiuti umanitari

28 Maggio 2025 - 10:29 Ugo Milano
epa11170975 An internally displaced Palestinian child, whose fled from the northern Gaza Strip, at camp in the west of Khan Younis, southern Gaza Strip, 21 February 2024. More than 29,000 Palestinians and at least 1,300 Israelis have been killed, according to the Palestinian Health Ministry and the Israel Defense Forces (IDF), since Hamas militants launched an attack against Israel from the Gaza Strip on 07 October, and the Israeli operations in Gaza and the West Bank which followed it. Since 07 October, up to 1.9 million people, or more than 85 percent of the population, have been displaced throughout the Gaza Strip, some more than once, according to the United Nations Relief and Works Agency for Palestine Refugees in the Near East (UNRWA), which added that most civilians in Gaza are in 'desperate need of humanitarian assistance and protection.  EPA/MOHAMMED SABER
Si parla di colpi d'arma da fuoco dell'Isf
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Circa 47 persone sono rimaste ferite ieri a Gaza a causa dei colpi d’arma da fuoco sparati dall’esercito israeliano, durante un affollato tentativo di accesso a un nuovo centro di distribuzione di aiuti umanitari nella Striscia. Lo riferisce oggi in una conferenza stampa a Ginevra, Ajith Sunghay, capo dell’Ufficio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani nei Territori Palestinesi. «La maggior parte dei feriti è dovuta a colpi d’arma da fuoco dell’Idf», ha dichiarato. Le autorità di Hamas hanno riferito che 17 persone sono state uccise negli attacchi israeliani dall’alba nel nord di Gaza. Tra Rafah e Khan Younis, nella Striscia di Gaza meridionale, è stato inaugurato un centro per la distribuzione di aiuti umanitari. Centinaia di palestinesi sono arrivati e – al momento – la distribuzione sta procedendo.

L’informativa urgente di Tajani su Gaza

Nel frattempo, in Italia l’attenzione è concentrata oggi sull’aula della Camera dei Deputati, dove il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha tenuto un’informativa urgente sulla situazione a Gaza. L’Aula, con i banchi del governo e dell’opposizione pieni, ha visto la presenza – tra gli altri – del vicepremier Matteo Salvini, del ministro della Difesa, Guido Crosetto, e di esponenti di spicco di tutti i principali partiti, come la segretaria del Pd Elly Schlein e il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte. Prima dell’avvio dell’informativa, c’è stato un minuto di silenzio in memoria delle vittime palestinesi e israeliane.

Tajani: «Unica prospettiva sono i due Stati»

Nel suo intervento, Tajani ci ha tenuto a sottolineare che, a suo avviso, «l’unica prospettiva possibile per la pace, l’obiettivo irrinunciabile resta l’avvio di un processo politico che porti a due Stati che convivano in pace e sicurezza». Il ministro ha dichiarato che l’Italia stia conducendo «un’azione a 360 gradi con tutti i nostri partner, a partire da quelli europei e dal segretario di Stato americano Rubio, con cui stiamo portando avanti un’intensa azione diplomatica per riannodare i fili del dialogo e fermare la catastrofe». Non sono mancati riferimenti alla questione degli ostaggi ancora nelle mani di Hamas. «Hamas deve liberare tutti gli ostaggi che ancora sono nelle sue mani, che hanno il diritto di tornare alle proprie case». Al contempo, si dice preoccupato per l’antisemitismo. «Come diciamo a Israele di fermarsi e porre fine agli attacchi nella Striscia di Gaza, allo stesso modo dico anche a chi fomenta l’antisemitismo per piccole, miopi convenienze di bottega “Fermatevi! Fermatevi ora!”».

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