L’assenza di autentici big, ma tanto rap di qualità e qualche bella sorpresa. Vi presentiamo il Festival 2026 di Carlo Conti

Nell’ultimissimo periodo giravano voci insistenti su una certa difficoltà di Carlo Conti nel convincere alcuni big ad unirsi al cast del suo Sanremo 2026. Oggi, una volta svelata la lista, possiamo dire che in effetti salta immediatamente all’occhio l’assenza di nomi convenzionalmente considerati “grossi”. Mancano, giusto per fare qualche nome di volti che hanno fatto passerella all’Ariston ultimamente, le Giorgia, i Mengoni, gli Ultimo, i Mahmood, le Elisa, i Morandi, volti, alcuni di questi, che a quanto pare Conti ha anche provato a convincere a tornare, ma che hanno gentilmente declinato l’invito. Non disperiamo, anzi, perché alcuni rifiuti potrebbero aver aperto le porte dell’Ariston a nomi di artisti che altrimenti avrebbero visto il Festival dal divano di casa e sarebbe stato un peccato.
Quelli che ci aspettavamo
Anche quest’anno i media si sono lanciati in spregiudicate, alle volte più alle volte meno, previsioni sui 30 big che sarebbero stati convocati da Carlo Conti. Liste lunghissime, spesso sconsiderate, ma che, sia per la legge dei grandi numeri o per autentiche soffiate da spy story all’amatriciana, effettivamente in certi casi ci hanno azzeccato. Non è forse il caso di Tommaso Paradiso, che tutti sapevano che a momenti avrebbe fatto il suo giro di giostra in riviera e solo qualche giorno fa, durante la presentazione del suo disco, a domanda diretta, aveva praticamente spoilerato tutto. Il cantautore romano non azzecca un pezzo esattamente dal 21 marzo del 2018 (Questa nostra stupida canzone d’amore), quando era ancora un Thegiornalista, i tre successivi episodi da solista sono stati un disastro pressoché totale, speriamo si sia tenuto il meglio per l’Ariston, ma data l’inconsistenza di Casa Paradiso, in tutta onestà, ne dubitiamo.
Anche il nome di Serena Brancale, data la felice esperienza dell’anno scorso, girava tanto e non facciamo fatica a capirne il motivo: è brava, è calorosa, fa show. Bene così. Anche Fulminacci è un altro artista che più o meno tutti davano dentro e dovremmo esserne tutti felici perché parliamo del miglior cantautore della sua generazione, uno che, diciamocelo chiaramente, è anche quasi sprecato per le luci piatte di uno show televisivo. Ma meglio così. Fedez e Marco Masini hanno già calcato le assi dell’Ariston assieme durante la serata dei duetti l’anno scorso e il risultato fu talmente apprezzato dal pubblico che Conti non poteva evidentemente farsi scappare l’occasione di un bis. In una situazione di assenza di nomi particolarmente patinati poi, Fedez poteva proporre qualsiasi cosa e sarebbe stato accolto comunque con il tappeto rosso. Pronti per strofa rap e struggente ritornello in stile “masiniano”?
Anche l’annuncio di Arisa e Malika Ayane, due delle nostre più brillanti interpreti, non ha destato chissà quale scalpore, le aspettavamo felicemente al varco, sperando abbiano canzoni particolarmente azzeccate, degne del loro talento. A proposito di attese, Sal Da Vinci aspetta da anni di tornare in Liguria a febbraio, specie da quando Rossetto e caffè nel 2024 lo ha riportato in classifica ripescandolo per le orecchie dal dimenticatoio della musica italiana. Ecco, ce l’ha fatta.

Gli esordienti
La categoria più interessante, oggi come oggi, con in mano solo una lista di nomi, è certamente quella degli esordienti. Conti, forse messo alle strette dal rifiuto di tanti big, ha dovuto, è l’impressione, ripiegare necessariamente sulla qualità. I primi volti che ci vengono in mente sono quelli di Maria Antonietta e Colombre, due artisti straordinari, coppia nella vita, che quest’anno si sono voluti regalare un joint album, Luna di miele, che è certamente tra i migliori finora usciti. Altro nome che colpisce è quello di Chiello, trapper convertito al cantautorato impegnato, cosa che gli riesce meravigliosamente bene, un artista di spessore che dopo l’esperienza con i FSK Satellite ci ha regalato tre album da solista uno più bello dell’altro. Ottima la convocazione anche delle brave Bambole di pezza, formazione rock femminile e femminista che meritava un passaggio da Sanremo, magari anche con un forte messaggio tra i denti. Eddie Brock, nuova promessa del panorama indie, arriva al Festival letteralmente in volata, forte di un successo social, specialmente su TikTok, con il brano Non è mica te, che doveva essere sfruttato nell’immediato, e così fu.
I rapper
Grande attenzione alla scena rap, che ormai non si può più snobbare, pur sapendo che dall’altra parte dello schermo Rai ormai sono rimasti solo quei pochi che non sanno cliccare due volte su un’icona. Importante la presenza di Nayt, che potrebbe anche rivelarsi una delle più piacevoli sorprese di questa edizione. Lo diciamo, chiaramente, senza aver ascoltato il brano che ha proposto a Conti, ma avendo ascoltato tutti quelli finora pubblicati da questo bravissimo artista, uno di quelli che portano il rap al confine con il più autentico cantautorato. Fenomeno vero. Bene anche la presenza di Sayf, che proviene dalla scena genovese, una delle più vibranti, perché il ragazzo è riuscito a crearsi una propria cifra stilistica con grande serietà.
Samuray Jay è certamente una delle sorprese di questo Festival, è evidente che la canzone deve avere qualcosa di particolarmente brillante, perché, pur avendo una propria ragion d’essere, un proprio pubblico affezionato e ottimi numeri, non è che stia esattamente al centro dell’universo rap italiano; ma, attenzione, il ragazzo ha un grande talento. Non è da mettere nemmeno in discussione quello di Luché, che è uno dei padri assoluti del rap italiano e, in particolare, della scena napoletana. Una vera e propria istituzione del genere dalla quale molto ci aspettiamo, buttando un occhio attento alla mole di voti che è in grado di spostare. Lo diciamo in modo tale che chi due anni fa è rimasto scandalizzato dal rap in napoletano di Geolier possa tenere i sali sul tavolino accanto al divano.
Anche il figlio d’arte Tredici Pietro è un rapper, ma molto più moderno, molto più libero di scorrazzare nei territori del puro pop, cosa che ci aspettiamo che accada a Sanremo. Nella lista dei rapper del cast di Sanremo 26 non possono mancare naturalmente due cavalli di razza come J-AX, che aveva esordito in coppia con Dj Jad, quindi formazione Articolo 31, nel 2023, e Dargen D’Amico che non ha mai messo piede all’Ariston con un pezzo a casaccio, ha sempre sfruttato quell’occasione per lanciare, con il suo solito stile sarcastico e scanzonato, messaggi molto impegnati.
Le sorprese e Patty Pravo
La bravissima Ditonellapiaga torna a Sanremo, il luogo che l’ha fatta conoscere al largo pubblico con la fortissima Chimica (feat. Donatella Rettore), dopo due album totalmente azzeccati, infatti si tratta di un posto che si è ampiamente meritata. Così come Levante, pronta a rilanciare la sua carriera con un singolo, già uscito, davvero entusiasmante, e ora con questa partecipazione. Gli ex Amici LDA e Aka7even, come coppia, era sospettata, ma dai più scongiurata, data la sostanziale sottigliezza della musica finora proposta. Stupisce anche la presenza di Elettra Lamborghini, cioè stupisce che qualcuno evidentemente ancora la consideri una cantante, addirittura da Sanremo; ci aspettiamo la solita hit «…e il resto scompare». Tristezza. Anche la presenza di Leo Gassmann, Michele Bravi, Enrico Nigiotti e Francesco Renga era insospettata fino a poche ore fa, l’impressione è che siano stati chiamati per fare massa, visti i non stupefacenti exploit musicali degli ultimi tempi.
Diverso il discorso per Ermal Meta, cantautore assai ben strutturato che potrebbe addirittura strappare qualcosa in più di un gettone di presenza, basta solo il brano giusto per spostare una fetta di mercato in cui un personaggio come lui domina. Contenti per Mara Sattei, artista stimata ma che ancora non è esplosa come forse meriterebbe. Potrebbe essere questa l’occasione giusta, magari anche con una bella produzione del fratellino, quel genietto di Thasup. Il nome di Patty Pravo sorprende fino ad un certo punto, sappiamo ormai da anni che uno slot del Festival è concesso a un nome gradito al pubblico ageè della Rai, a giro ci sono già andati un po’ tutti, quest’anno si sospettava che toccasse a lei. Il nome che forse sarà atteso con particolare curiosità è quello di Raf, uno dei migliori cantautori italiani di sempre, autore di una serie di magnifici capolavori, un pochino fuori dai giri “grossi” della musica italiana negli ultimi anni, senza negarsi qualche sbavatura, ma sicuramente ancora uno che non facciamo fatica a chiamare big.
