Zelensky vede Trump, poi striglia l’Europa: «Ancora divisa e persa: sembra il giorno della marmotta. Sugli asset russi ha vinto Putin»

È come vivere “Il giorno della marmotta” per Volodymyr Zelensky, che cita il mitico film con Bill Murray per iniziare il suo durissimo intervento a Davos, con argomenti praticamente uguali a quelli dello scorso anno. «Nessuno vorrebbe vivere così, ripetendo la stessa cosa per settimane, mesi e, naturalmente, quattro anni», ha dichiarato il presidente ucraino. Dopo il colloquio privato avuto con Donald Trump in Svizzera, Zelensky se la prende soprattutto con l’Europa: «Proprio l’anno scorso, qui a Davos, ho concluso il mio discorso con le parole: l’Europa deve sapere come difendersi. È passato un anno e nulla è cambiato. Siamo ancora in una situazione in cui devo dire le stesse parole».
La vittoria di Putin sugli asset congelati
Zelensky non risparmia critiche pesanti all’Unione Europea, accusandola di aver «concesso una vittoria a Vladimir Putin» proprio sul fronte dei beni russi congelati. Il presidente ucraino ringrazia per il congelamento di questi asset, ma sottolinea che «quando è arrivato il momento» di utilizzarli concretamente per sostenere l’Ucraina, la decisione è stata «bloccata». Stesso discorso per il tribunale sui crimini di guerra russi: nessun progresso reale. La domanda del presidente ucraino arriva al punto: «È una questione di tempo o di volontà politica?». E poi il paradosso: «Maduro è sotto processo a New York, Putin no». Secondo Zelensky, è il quarto anno di guerra e Putin «sta avendo un certo successo» nella sua battaglia per quegli asset.
Europa «divisa e persa», non sia un’insalata di potenze
Il discorso si fa ancora più duro quando Zelensky parla dell’Europa come di un continente «diviso e perso di fronte a Trump». Il presidente ucraino rivela che a Kiev viene consigliato «di non parlare dei Tomahawk agli americani, per non rovinare l’atmosfera», e che gli è stato «detto di non parlare dei missili Taurus» per evitare di offendere questa o quella nazione europea. Un quadro di paralisi diplomatica che Zelensky sintetizza in un’immagine efficace: «Non dovremmo accettare che l’Europa sia solo un’insalata di piccole e medie potenze condita con i nemici dell’Europa». E incalza: «Quando siamo uniti siamo davvero invincibili e l’Europa può e deve essere una forza globale, non una forza che reagisce tardivamente, ma una forza che definisce il futuro».
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Garanzie di sicurezza: «Tutti ottimisti ma c’è sempre un “ma”»
Sul fronte delle garanzie di sicurezza, Zelensky conferma che il lavoro con i partner procede attivamente, ma ribadisce la necessità della «luce verde di Trump». Il problema, secondo il leader ucraino, è che «l’Europa sembra persa nel tentativo di convincere il presidente degli Stati Uniti a cambiare. Ma lui non cambierà». La sintesi finale fotografa perfettamente lo stallo: «Tutti si dicono ottimisti ma c’è sempre un ma». Un “ma” che continua a bloccare decisioni concrete mentre la guerra per Kiev entra nel suo quarto anno.
Il trilaterale Ucraina-Usa-Russia negli Emirati
Zelensky ha annunciato che il primo incontro trilaterale tra Stati Uniti, Russia e Ucraina avrà luogo domani e dopodomani negli Emirati Arabi Uniti. «Spero che gli Emirati ne siano a conoscenza. Sì. A volte riceviamo delle sorprese da parte americana», ha detto rispondendo ad una domanda a Davos, come riporta Sky News. L’incontro di oggi con Donald Trump è stato “positivo”. “I documenti volti a porre fine a questa guerra sono quasi pronti, e questo è davvero importante. L’Ucraina sta lavorando con assoluta onestà”, ha detto Zelensky aggiungendo che “la Russia deve essere pronta a porre fine a questa guerra”.
