Ghali all’apertura Milano-Cortina, il presidente del Memoriale della Shoah: «Non ho paura se esprime il suo pensiero»

Non si placano le polemiche sulla partecipazione di Ghali alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, in programma il prossimo 6 febbraio. Il coinvolgimento del rapper milanese di origini tunisine ha suscitato perplessità, avevano già chiarito gli organizzatori, a causa delle sue posizioni più volte espresse sulla questione palestinese. A intervenire per primo era stato il ministro per lo Sport Andrea Abodi che, durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi, aveva precisato che l’evento non avrebbe «lasciato spazio ad ambiguità sul piano ideale, culturale ed etico». Nonostante le critiche, il presidente del Memoriale della Shoah, Roberto Jarach, ha confermato il suo sostegno alla libertà di espressione. «Non ho paura se Ghali viene ad esprimere i suoi pensieri», ha spiegato Jarech aggiungendo però di ritenere «inappropriato, come spesso accade, sfruttare contesti di questo tipo -soprattutto legati all’intrattenimento – per introdurre temi seri, spesso in maniera scorretta».
Roccella: «Mi auguro che sul palco ci sia rispetto»
Sulla vicenda è tornata oggi, martedì 27 gennaio, anche la ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità Eugenia Roccella. Intervistata a Ping Pong su Radio1, Roccella ha spiegato che Abodi «ha semplicemente richiamato la vocazione di un evento che deve unire» e che non dovrebbe essere aperto da interventi o messaggi divisivi. La ministra ha espresso l’auspicio che sul palco della cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Milano-Cortina «prevalga il rispetto». Il riferimento è ancora una volta alla presenza di Ghali, che durante il Festival di Sanremo 2024 aveva detto: «Stop al genocidio».
