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Il pressing per cacciare Vannacci dal partito e l’irritazione dei leghisti veneti. In agenda un incontro «chiarificatore» tra Salvini e l’ex generale

28 Gennaio 2026 - 18:38 Sofia Spagnoli
vannacci salvini
vannacci salvini
Il consigliere veneto Marcato: «Altri militanti sono stati espulsi dal partito per molto meno». L'insoddisfazione arriva anche in Lombardia. E Umberto Bossi si rifugia nel passato

Il pressing leghista per mandare Roberto Vannacci fuori dal Carroccio si fa sempre più incalzante. Specie dopo il gesto arrivato ieri in serata, che ha gelato il partito: l’apparizione del logo di un nuovo movimento, “Futuro nazionale”, possibile contenitore dei vannacciani e dei seguaci de Il mondo al contrario. Questo nonostante l’ex generale abbia precisato che si tratta «solo di un simbolo». Ma il tempismo dell’iniziativa ha fatto scattare l’allerta nel partito e, per alcuni, anche l’irritazione. Proprio per questo, nel fine settimana sarebbe stato fissato un «incontro chiarificatore» tra Matteo Salvini e Roberto Vannacci. «Devono parlare e capire cosa fare», spiegano dalla Lega. L’imbarazzo è palpabile.

L’insoddisfazione dei veneti

Ma lo smottamento che sta colpendo il Carroccio sta facendo emergere anche altro. «Ci sono altre situazioni che stanno venendo a galla dal fronte veneto», raccontano dal partito. In una parola, insoddisfazione. La stessa che Luca Zaia, pilastro della Lega in Veneto, non ha mai nascosto in più occasioni nel corso degli anni. Come quando, a novembre, il generale pubblicò un post che rievocava il Ventennio fascista, riscrivendo di fatto la storia di quel periodo e sostenendo che «la Marcia su Roma non fu un colpo di Stato, ma poco più di una manifestazione di piazza». Un’uscita che valse la replica di Zaia, che parlò apertamente di «revisionismo storico». Ma a pesare è anche l’impostazione politica: «Sono due mondi al contrario», spiega un leghista veneto, riferendosi alle differenze che intercorrono tra Zaia e Vannacci. L’uno europeista e aperto ai diritti civili, come il fine vita, l’altro collocato su posizioni diametralmente opposte.

«Abbiamo espulso per molto meno»

Le critiche ormai vanno ben oltre Zaia. Se il neo presidente del Veneto e vicesegretario della Lega, Alberto Stefani sceglie di non sbilanciarsi – «Io sono il governatore del Veneto e mi occupo di Veneto e dei veneti» – intanto un ammonimento forte è arrivato stamattina dal consigliere regionale leghista in Veneto, Roberto Marcato. Parlando della possibile espulsione del generale, ventilata nei giorni scorsi da alcune voci di corridoio, Marcato ha chiarito che «altri militanti sono stati espulsi dal partito per molto meno». «Io sono un fondatore della Liga Veneta e, in quanto tale, custode dei valori storici e politici del nostro movimento», prosegue. «O Vannacci fa subito chiarezza oppure non può certo viaggiare su due binari: senza un passo indietro, l’espulsione dalla Lega è una soluzione inevitabile e ovvia».

Rafforzando l’ala moderata

C’è molto fermento nella terra del Doge, con segnali di inquietudine che ormai arrivano anche in Lombardia. Confrontandosi con diversi esponenti della Lega veneta, tutti lasciano intendere che sia in corso una discussione aperta, su più livelli. E c’è anche chi spera che questo confronto, insieme a una possibile uscita di scena del generale, possa rafforzare l’ala moderata che fa riferimento a Zaia, che in molti nel Nord Est vorrebbero vedere promosso a vicesegretario. Resta però da chiarire se sia politicamente opportuno avere due veneti in quel ruolo, considerato che anche Stefani è già vicesegretario.

Umberto Bossi e la sua ricerca

E mentre il presente della Lega appare sempre più agitato, il suo fondatore, Umberto Bossi, guarda indietro. In questi giorni si sta dedicando alla lettura di uno studio che analizza il suo ruolo di “grande narratore” del Nord e la costruzione dell’idea di Padania come identità politica. A riportarlo a quegli anni è una ricerca pubblicata dall’Università Jagellonica di Cracovia. L’autrice è la professoressa Małgorzata Maria Fijał e lo studio si intitola Umberto Bossi: the Great Narrator of the North and Promoter of Padania. Del resto, per dirla con Lorenzo de’ Medici, del doman non v’è certezza. Meglio rifugiarsi nel passato di sti tempi.

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