Bimbo di 5 anni arrestato dall’Ice, la protesta in Texas dispersa con i lacrimogeni

Una protesta pacifica in Texas per chiedere la liberazione di un bambino di cinque anni trattenuto dalla Border Patrol è stata dispersa con l’uso di gas lacrimogeni. Circa un centinaio di persone, riporta ABC News, si erano radunate davanti al centro di detenzione di Dilley, nel sud degli Stati Uniti, dove il piccolo, un cittadino ecuadoriano, era stato recentemente trasferito insieme al padre. L’arresto del bambino, Liam Conejo Ramos, avvenuto il 20 gennaio a Minneapolis, aveva già provocato una forte indignazione a livello internazionale. Lunedì, un giudice federale ha temporaneamente sospeso l’espulsione. Al momento della detenzione, il bambino e il padre avevano una richiesta di asilo ancora in esame e non era stato emesso alcun ordine di espulsione che imponesse il loro allontanamento dagli Stati Uniti.
Le proteste
Durante la manifestazione, i partecipanti hanno esposto cartelli con slogan come «L’Ice terrorizza e criminalizza i bambini» e «Abolire l’Ice», criticando duramente l’operato dell’agenzia federale per l’immigrazione. Dopo aver ordinato ai presenti di allontanarsi, la polizia in tenuta antisommossa è intervenuta lanciando lacrimogeni e procedendo all’arresto di almeno due persone, secondo quanto riferito da un giornalista dell’Afp. Anche un videomaker dell’agenzia è rimasto colpito dai gas.
Alla protesta era presente anche la deputata democratica Christina Morales, che ha chiesto l’impeachment della segretaria alla Sicurezza interna Kristi Noem, responsabile dell’attuazione delle politiche anti-immigrazione dell’amministrazione. «Vogliamo che Kristi Noem venga messa sotto accusa. Chiediamo che il Senato degli Stati Uniti smetta di finanziare l’ICE (…) Stanno uccidendo persone e non lo accetteremo», ha dichiarato.
January 28, 2026
Le indicazioni all’Ice: «Non interagite con gli agitatori»
Nel frattempo, gli agenti dell’Immigration and Customs Enforcement (Ice) in Minnesota hanno ricevuto indicazioni di evitare qualsiasi contatto con quelli che vengono definiti «agitatori» durante le operazioni in materia di immigrazione disposte dal presidente Donald Trump. Lo riporta Reuters, citando un’analisi di nuove linee guida interne. Le direttive forniscono finora il quadro più dettagliato sui cambiamenti operativi per gli agenti dopo le due sparatorie avvenute a Minneapolis, nelle quali sono stati uccisi due cittadini statunitensi, Renee Nicole Good e Alex Pretti. Le linee guida stabiliscono inoltre che l’Ice debba concentrare le proprie azioni esclusivamente su immigrati con accuse o condanne penali.
«Non comunicare né interagire con gli agitatori (in maiuscolo nel testo originale, ndr)», si legge in un’e-mail inviata da un alto funzionario dell’Ice. «Non serve ad altro che ad alimentare la tensione. Nessuno convincerà l’altro». Interpellata da Reuters, la Casa Bianca ha fatto sapere tramite un funzionario dell’amministrazione che «sono in corso discussioni su come condurre le operazioni in Minnesota nel modo più efficace» e che «nessuna direttiva deve essere considerata definitiva finché non verrà ufficialmente emanata».
