Le 12 accuse di stupro a Donald Trump negli Epstein Files

Un’accusa di stupro di una 13enne nei confronti di Donald Trump poi ritirata dall’accusatrice. E una vera e propria lista di presunte aggressioni sessuali da parte del presidente degli Stati Uniti. Che contiene più di una dozzina di accuse, molte delle quali sembrano provenire da segnalazioni non verificate. Infine, una vittima di Jeffrey Epstein che racconta all’Fbi che Ghislaine Maxwell l’aveva presentata a Trump e gli aveva fatto capire che era «disponibile». Il rilascio degli Epstein Files da parte del Dipartimento di Giustizia riporta a galla i rapporti tra il miliardario pedofilo e il tycoon. Mentre Maxwell ha inviato a un indirizzo email associato a Bill Clinton frasi del tipo: «Sei un vero stallone», «molto dotato».
Donald Trump e gli Epstein Files
Il DoJ ha descritto come ha esaminato i fascicoli e fornito maggiori dettagli su ciò che è stato secretato. Insieme a una lista dei potenziali co-cospiratori di Epstein come parte dell’indagine. Ma nei documenti sono state oscurate diverse figure che facevano parte del suo circolo ristretto. Pubblicata anche una corrispondenza tra Howard Lutnick ed Epstein in passato. Altri documenti mostrano che l’attuale Segretario al Commercio degli Stati Uniti scambiò messaggi con Epstein tramite intermediari più volte nel 2011 e 2012 – anni dopo che Lutnick aveva giurato di non trovarsi mai più nella stessa stanza con Epstein. Nei documenti si scopre che Epstein ha ospitato l’ex primo ministro israeliano Ehud Barak e sua moglie Nili Priel a New York.
L’ex assistente di Obama
Nei documenti compaiono anche dettagli su una assistente di Barack Obama. Nell’ottobre 2014 Kathy Ruemmler, in qualità di Consigliere della Casa Bianca, inviò a Epstein una bozza di dichiarazione pubblica in cui rifiutava ulteriori considerazioni per la carica di Procuratore Generale degli Stati Uniti e chiese il suo parere. Ruemmler aveva lasciato la Casa Bianca di Obama in quel maggio. Attualmente è la principale legale di Goldman Sachs. Ma c’è anche un ampio capitolo sul presidente Trump. Funzionari dell’FBI in agosto hanno compilato una lista di accuse di aggressione sessuale legate a Trump.
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Le 12 accuse a Trump
Sono incluse più di una dozzina di accuse, molte delle quali sembrano provenire da segnalazioni non verificate. Il documento è stato incluso nelle email inviate da funzionari dell’ufficio Fbi di New York sul campo della Task Force contro lo Sfruttamento Minorile e la Tratta di Esseri Umani. Trump ha a lungo negato qualsiasi illecito legato a Epstein. Tra questi la denuncia di una donna che ha accusato Trump di averla violentata quando aveva 13 anni. L’accusatrice anonima in precedenza aveva avviato cause legali contro di lui e le aveva ritirate, l’ultima poco prima delle elezioni del 2016.
E ancora: una delle vittime di Epstein ha detto all’Fbi che la sua storica associata Maxwell una volta «l’ha presentata» a Trump a una festa e ha suggerito che fosse disponibile, secondo un promemoria interno dell’Fbi del 2021. La testimone ha detto, in definitiva, che «non è successo nulla» tra lei e Trump, che non è mai stato accusato dagli investigatori di essere coinvolto nei crimini di Epstein o Maxwell.
La verginità di Jane Doe
In un documento dell’Fbi vengono descritti in dettagli gli abusi subiti dalla donna, identificata con il nome generico di Jane Doe. Nel file Epstein si descriveva «arrabbiato perché era stato Trump a togliere la verginità a Doe». Fra i documenti c’è anche uno scambio di email fra Melania Trump e Maxwell circa due anni prima che la First Lady divenisse la terza moglie di Trump. Lo riportano i media americani. Melania nella missiva si dice contenta di poter incontrare Maxwell a Palm Beach. La complice di Maxwell le risponde chiamandola “tesoro”.
Maxwell invia anche un messaggio a un indirizzo associato a Clinton, ma non è chiaro se si rivolga a lui o a un suo collaboratore quando gli scrive «sei un vero stallone, molto dotato». Il nome infatti non è visibile dalle carte. Clinton ha negato per anni di usare l’email e ripetutamente veniva citato in terza persona nelle email spedite dall’account a cui aveva scritto Maxwell.
Le vittime
E intanto le vittime di Epstein criticano la pubblicazione dei documenti dell’ex finanziere, molti dei quali espongono i loro nomi «mentre proteggono quelli degli uomini che hanno abusato di loro». Le carte «vengono presentate come un atto di trasparenza, ma in realtà non fanno altro che esporre le vittime».
Foto copertina da: Vanity Fair
