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Nancy Brilli, l’endometriosi e la nonna che le tagliò la treccia: «Per me fu un trauma»

02 Febbraio 2026 - 07:47 Alba Romano
L'attrice racconta la sua infanzia e la sua malattia
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Nancy Brilli impersona Immacolata, protagonista della black comedy di Gianni Clementi, con la regia di Pierluigi Iorio. Lo spettacolo, attualmente in tournée, dal 10 marzo al Teatro Quirino di Roma, non si intitola più L’ebreo . «Abbiamo dovuto cambiare titolo», dice l’attrice al Corriere della Sera, «perché, pur essendo un testo che non ha nulla a che fare con la politica ma parla di sentimenti, in alcune città, Milano, Torino, Verona, non avrebbero potuto accoglierlo: c’erano state delle intimidazioni. Per questo, adesso si intitola Il padrone, che è poi il titolo originale del romanzo di Clementi da cui è tratta la drammaturgia».

Le leggi razziali

La storia parte dalle leggi razziali italiane nel 1938: «Gli ebrei romani intestavano i loro possedimenti a dei prestanome, affinché non venissero espropriati. Immacolata e il marito Marcello (interpretato da Claudio Mazzenga, ndr ), quando il loro padrone ebreo viene deportato, si ritrovano improvvisamente ricchi intestatari di vari beni immobiliari ma, quando il vero proprietario torna dalla deportazione sano e salvo, si crea il problema: mentre Marcello vuole restituire il dovuto, Immacolata assolutamente no». E spiega: «L’ho voluto fare proprio perché è tanto distante dal mio modo di essere: mi sono dovuta confrontare con delle battute orrende…». Per esempio? «Immacolata è una iena e, riferendosi al povero deportato, arriva persino ad affermare, in romanaccio: “Baffetto, cioè Hitler, c’aveva proprio ragione co’ ‘sti ebrei…”. Una donna ripugnante… Io, nella mia vita finora, più che compiere delle cattive azioni, più che fare dei torti agli altri, purtroppo li ho subiti».

Il primo torto

Il primo è stato «la perdita di mia madre Mirella quando avevo 10 anni. Una perdita talmente importante, che ho cancellato tutti i ricordi dell’infanzia che la riguardavano, non l’ho mai nemmeno sognata. Non sono riuscita neppure con l’ipnosi a tirar fuori delle sue immagini, di lei ho in tutto cinque foto: era bellissima, un viso dolce, con occhi meravigliosi e grandissimi. E lo psicoanalista, dopo varie sedute, mi disse: se non riusciamo nemmeno così, la lasci dov’è e andiamo oltre… Insomma, non ero in grado di affrontare questo immenso dolore… la mente si difende come può: una dissociazione vera e propria».

La nonna paterna

Poi racconta della nonna paterna, Isa: «Avevo dei bei capelli, lunghi, biondi… quando me li pettinava per fare la treccia, mi minacciava con le forbici, dicendo: se fai un fiato, te la taglio… e un giorno me la tagliò di netto. Per me fu un trauma». Un altro trauma è stata la scoperta dell’endometriosi al quarto stadio: «Desideravo tantissimo avere figli, ne avrei voluti almeno tre… ma, sulla cartella clinica, c’era scritto che sarei rimasta sterile. Invece, per fortuna, sono riuscita a diventare madre di Francesco, uno splendido figlio, uno solo, ma di ottima qualità. È stato un miracolo, avvenuto anche grazie agli ormoni del mio ex marito Luca (Manfredi, ndr ). Lui ha avuto sempre molta facilità ad avere figli, e li fa anche molto belli! Però è stata necessaria anche la mia caparbietà, che mi ha aiutato ad andare avanti nonostante tutto. Sono un Ariete testardo…».

L’endometriosi

L’endometriosi le ha creato anche problemi di lavoro: «Ovviamente sì. In due occasioni ho dovuto rinunciare a delle proposte di lavoro, stavo malissimo, ma nel nostro ambiente non si può dire che stai male e questa mancanza di spiegazioni mi mise in pessima luce. Per un certo periodo di tempo ebbi la fama della snob, di quella che si permette di non accettare dei lavori. Invece, avevo dei veri e propri salassi di sangue». Ed è stata data addirittura per morta: «Sì, più di una volta su Internet… è capitato anche di recente: morta l’attrice Nancy Brilli. No! Sono viva!».

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