La regia di Bannon, la festa di Renzi e il nuovo partito: cosa c’è dietro l’addio di Vannacci alla Lega

La regia di Bannon e l’esultanza di Renzi. E il nuovo partito sul modello dell’Afd tedesca. Roberto Vannacci lascia la Lega dopo il classico tira-e-molla della politica italiana e punta su un Futuro Nazionale che presto finirà sub judice. Ma quanto vale alle urne il generale in pensione? «500 mila voti suoi? Ne ha presi tanti perché lo abbiamo sostenuto noi. Da solo ne varrà 80 mila», pronostica Matteo Salvini, mentre il leader di Italia Viva dice che la percentuale di voti «è sicuramente più alta di quello che vogliono far credere da Palazzo Chigi. È la prima grana politica nella legislatura per Giorgia Meloni. Ed è un assist al Campo Largo. Se la sinistra sta insieme alle prossime elezioni vince».
Vannacci lascia la Lega
Salvini ha avvisato Meloni dell’addio di Vannacci lunedì sera. Dopo l’ultimo colloquio con l’ex generale: «Giorgia, ho appena parlato con lui: mi ha detto che lascia la Lega». Dentro FdI per ora dicono di «non essere preoccupati da questa mossa». Spiegano che il generale «è partito troppo presto, che le elezioni sono lontane» e che «i like sono una cosa, i voti un’altra». La Stampa ipotizza che dietro l’addio al Carroccio ci sia una strategia dettata da Steve Bannon. Nell’orizzonte dell’europarlamentare del resto c’è l’avvicinamento all’Alternative für Deutschland, in testa ai sondaggi in Germania. Vannacci potrebbe entrare nel gruppo di Afd a Strasburgo. I punti nel programma sono simili: remigrazione, fine del sostegno all’Ucraina. Ed implosione dell’Unione europea.
Il nuovo partito
E il nuovo partito di Vannacci quanto vale? Livio Gigliuto, presidente dell’Istituto Piepoli, spiega: «Oggi è ancora sotto il 2%. Perché non basta un singolo. Un contenitore del 5-6% si fa con la struttura. Ovvero con i consiglieri comunali, regionali». Per Antonio Noto, direttore dell’omonimo istituto di sondaggi, «il suo partito è in una forbice compresa tra il 2,5 e il 4,5%». Percentuali che potrebbero spingere il centrodestra verso due strade: alzare la soglia di sbarramento al 4% della prossima legge elettorale. Mettendo in difficoltà anche Carlo Calenda e la sua Azione. Si sussurra che Vannacci potrebbe correre alle comunali di Roma o Milano per testare il suo peso elettorale. Danneggiando il centrodestra. Per questo c’è chi ipotizza di coinvolgerlo nell’alleanza per le elezioni politiche del 2027. Come fece Silvio Berlusconi con Alternativa Sociale di Alessandra Mussolini.
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L’Afd italiana
Giulio Curatella, responsabile per il Centro-Sud del direttivo nazionale de “Il Mondo al contrario”, è il tramite tra Vannacci e Bannon. «Io sono amico di Harnwell. Lui parla con Bannon, io con il generale. Auspico un suo viaggio, presto, negli Stati Uniti», spiega a La Stampa Curatella che nella vita fa l’agente finanziario e vive a Venosa, in Basilicata. Ieri il presidente di Mondo al Contrario Guido Giacometti ha mandato una mail agli iscritti: «Ognuno di voi è chiamato ad interrogarsi e a decidere da che parte stare, con lealtà, onestà intellettuale e piena consapevolezza del contesto. Le prossime fasi non ammettono infatti improvvisazione: richiedono disciplina, senso del dovere e capacità di fare squadra».
Chi ci sarà (e chi no)
Nel nuovo partito ci saranno i fedelissimi, piazzati ultimamente in vari consigli regionali: Massimiliano Simoni in Toscana (unico eletto del Carroccio, che quindi sparisce dall’assemblea toscana) e Stefano Valdegamberi in Veneto. In Parlamento, lo appoggeranno Edoardo Ziello (Lega), probabilmente l’ex FdI Emanuele Pozzolo, forse anche i leghisti Domenico Furgiuele e Rossano Sasso, che si è dato due giorni per pensarci: «Sarà una scelta non di convenienza ma valoriale». «Non sono sorpreso, era un corpo estraneo. Probabilmente aveva già un altro progetto», dice invece Luca Zaia che parla anche per il resto del Carroccio.
Il nome
Il 16 febbraio è stata convocata un’assemblea straordinaria dell’associazione Mondo al Contrario. La raccolta firme sulla proposta di legge di iniziativa popolare “Remigrazione e Riconquista” è arrivata a quasi 100 mila. Per il nome della creatura si dovranno attendere i responsi del tribunale. Futuro Nazionale è un marchio già registrato nel 2011 da un ex M5S oggi deceduto, Riccardo Mercante. Francesco Giubilei invece gli dà del “traditore” e annuncia una diffida per il simbolo simile a Nazione Futura. E il programma? Dalla scuola di Trisulti passerebbe l’idea di infiltrare l’Ue, come previsto da “Project 25”, il manuale teorizzato dal think thank Heritage Foundation cui in parte si ispira la seconda presidenza Trump e la versione apocrifa della “Strategia americana di sicurezza” della Casa Bianca che punta ad allontanare Italia, Austria, Polonia, Ungheria dall’Unione. E Vannacci potrebbe essere l’apostolo del trumpismo in Italia.
