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La leggenda di Violetta, i rari stop forzati, il riciclo agricolo: la storia del Carnevale di Ivrea e della sua battaglia delle arance

07 Febbraio 2026 - 10:50 Ygnazia Cigna
Dentro le sfumature di uno dei Carnevali più antichi, che nella sua lunga storia si è fermato in pochissime occasioni

Le arance esplodono. Si schiantano contro facce protette da maschere in cuoio o rimbalzano sul cemento. L’aria sa di agrumi spremuti e sudore, i cavalli scalpitano nervosi davanti ai carri e dalla folla sale un boato quasi primordiale. Tutti indossano il berretto frigio, a forma di calza, segno che si è parte di qualcosa. È il Carnevale di Ivrea, dove la violenza è scenica. Un vero e proprio rituale, con una storia tutta sua. Non per questo, però, privo di critiche. Con un impianto scenografico ottocentesco, fatto di divise ispirate all’epoca napoleonica, l’evento si svolgerà dal 14 al 17 febbraio, con gli occhi puntati al 15, giorno in cui andrà in scena la celebre Battaglia delle Arance. Aranceri e carri da getto si sfideranno tra loro per rievocare la storica ribellione popolare contro la tirannia. Ma il Carnevale di Ivrea, che non si limita a questo, è soprattutto un patrimonio di storia e curiosità.

Un ferito del carnevale di Ivrea. La prima giornata della battaglia delle arance il 19 febbraio 2023 ANSA/JESSICA PASQUALON

Simbolo contro la tirannia, una leggenda a metà

Dietro il Carnevale di Ivrea c’è una storia che affonda radici nella leggenda. Una giovane mugnaia, Violetta, sfidò il potere di un tiranno locale. Secondo il racconto popolare, il feudatario pretendeva il jus primae noctis, il diritto di passare la prima notte di nozze con la sposa di un proprio sottoposto. Ma Violetta approfittò della notte per uccidere il signore, dando così inizio a una rivolta popolare che liberò la città dalla tirannia. È una storia che sa di leggenda, con protagonisti e dettagli difficili da verificare storicamente, ma che resta il nucleo simbolico del Carnevale.

L’antichità

Negli ultimi anni ci sono stati alcuni riscontri documentari sull’antichità dell’evento. Un documento medievale del 1246, conservato nell’Archivio diocesano di Ivrea, cita esplicitamente un riferimento al Carnevale, documentando così che la città celebrava già allora una festa strutturata in quel periodo dell’anno. Questo elemento, secondo alcuni storici locali, lo renderebbe uno dei carnevali più antichi d’Europa. Se la memoria storica conferma che feste carnevalesche esistevano già nel Medioevo, il Carnevale moderno così come lo conosciamo oggi, si struttura circa nell’Ottocento, sotto l’influenza napoleonica e con le prime celebrazioni ufficiali documentate.

La Battaglia delle Arance

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Battaglia delle Arance

È nella Battaglia delle Arance che la leggenda della Mugnaia ha trovato la sua forma più tangibile. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, però, le arance non appartengono al Carnevale medievale. Nelle forme più antiche si lanciavano fagioli. Le arance compaiono solo nell’Ottocento, ma è nel secondo dopoguerra che la battaglia assume la forma che conosciamo oggi. Una coreografia precisa. Nove squadre a piedi si muovono tra le piazze armate di arance, mentre oltre cinquanta carri da getto rappresentano la tirannia da abbattere. La Battaglia è regolata, ma resta uno scontro fisico. Ogni anno si contano centinaia di contusioni. Senza contare che da anni gli animalisti si oppongono all’utilizzo dei cavali nell’evento. Questa ambivalenza rende la festa tanto identitaria quanto controversa.

Tonnellate di agrumi che volano, è uno spreco alimentare?

Nella battaglia volano centinaia di tonnellate di agrumi. Oggi sono tutte arance non destinate al consumo, scartate dai circuiti alimentari. Dopo la battaglia, gli agrumi vengono raccolti e avviati al compostaggio. Così diventano concime agricolo. Il Comitato del Carnevale ci tiene infatti a sottolineare che «nulla viene sprecato perché la battaglia ha anche una seconda vita ambientale».

Le rare volte di stop del Carnevale di Ivrea

Oltre alle guerre mondiali, il Carnevale di Ivrea si è fermato in rare occasioni. Ci è riuscita la pandemia nel 2020, quando gli ultimi giorni di festa arrivò lo stop improvviso per Covid-19. E successivamente le edizioni 2021 e 2022 furono annullate. La Fondazione reagì trasferendo l’evento sui social, con iniziative digitali e archivi condivisi. La scomparsa delle piazze vuote fu avvertita come un piccolo trauma collettivo, che si innestava sul trauma ben più profondo della pandemia. Non era però la prima frattura nella storia della manifestazione. Nel 1960 il Carnevale fu sospeso per lutto dopo la morte di Adriano Olivetti, originario della città e figura centrale per il suo tessuto sociale e industriale. La comunità all’epoca scelse il silenzio al posto del fragore. Per capire quanto gli abitanti di Ivrea considerino il Carnevale un pezzo fondamentale della loro storia e identità, basta notare come la Fondazione e le realtà locali abbiano deciso nel tempo di costruire anche dei percorsi didattici rivolti alle scuole e ai più piccoli per tramandare il significato storico e il valore della festa. Insomma, un passaggio di testimone.

I principali appuntamenti 8 e 15 febbraio 2026

carnevale ivrea eventi 2026

Domenica 8 febbraio – Penultima di Carnevale

  • Sfilata di cavalli e Carri da Getto lungo corso Massimo D’Azeglio
  • Fagiolate rionali
  • Riappacificazione, Alzata degli Abbà, Corteo Storico
  • Mercatino degli aranceri

Domenica 15 febbraio – Domenica di Carnevale (Battaglia delle Arance)

  • Fagiolate
  • Cerimonia della Preda in Dora
  • Inizio della Battaglia nelle piazze principali con 9 squadre a piedi e oltre 50 carri da getto
  • Corteo Storico e sfilata dei gruppi ospiti
  • Generala in Piazza di Città

Altre date salienti:

  • Giovedì Grasso: Calzata del Berretto Frigio, Corteo Storico, serata con città in festa.
  • Sabato 14: presentazione della Vezzosa Mugnaia, Corteo Storico e spettacolo pitotecnico
  • Lunedì 16 e Martedì 17: seconda e terza giornata di Battaglia, premi e abbruciamento degli Scarli
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