Olimpiadi, perché per il New York Times l’Italia è prima nel medagliere. Cosa dice il regolamento e che peso hanno gli ori

La spedizione azzurra alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 continua a brillare. Dopo l’ultima giornata da urlo con gli ori di Brignone e Lollobrigida, l’Italia conta complessivamente 17 medaglie, più di qualsiasi altra nazione in gara. Eppure, ufficialmente, il Belpaese figura secondo nel medagliere. Perché? La risposta sta in una semplice ma rigorosa questione di regolamento, che non tutti interpretano allo stesso modo.
February 12, 2026
Italia in testa per il New York Times
In queste ore non mancano le valutazioni alternative. Con 17 medaglie complessive – 6 ori, 3 argenti e 8 bronzi – il New York Times piazza l’Italia davanti alla Norvegia, che ha conquistato 7 ori, 2 argenti e 5 bronzi, tre medaglie in meno. Il giornale americano segue un criterio diverso: «Nel mondo anglosassone, soprattutto fino a trenta, quarant’anni fa, si faceva la conta alternativa rispetto a quella ufficiale del Cio», spiega il pezzo. Una lettura che premia il totale dei podi anziché il numero degli ori, ma che resta non ufficiale.
Il regolamento del Comitato Olimpico
Il Cio, tuttavia, è chiaro: la classifica ufficiale si basa sul numero di medaglie d’oro. Ed ecco perché, secondo il regolamento, la Norvegia è considerata prima, pur avendo tre medaglie complessive in meno rispetto all’Italia. Non è la prima volta che accade: ad esempio, solo due giorni fa, l’Italia era quinta dietro a Austria e Svizzera nonostante un bottino di medaglie superiore. «Questa è la regola», sottolineano gli addetti ai lavori, «nonostante gli slanci del NYT».
Il record da battere
Per la federazione italiana, più che la posizione nel medagliere ufficiale, conta il totale finale delle medaglie. L’obiettivo dichiarato è superare il record di Lillehammer 1994, finora l’edizione invernale più prolifica per l’Italia, con 7 ori e 20 medaglie. Milano-Cortina, al momento, vede gli azzurri a 6 ori e 17 medaglie, solo un oro e tre podi in meno rispetto al record storico. Con un’altra settimana di gare ancora davanti. E allora: dita incrociate!
