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Paralimpiadi, il comitato fa gareggiare i russi sotto la loro bandiera. Sdegno di Kiev: non partecipa alla cerimonia d’apertura (e il boicottaggio si allarga)

20 Febbraio 2026 - 14:24 Stefania Carboni
paralimpiadi 2026 milano cortina
paralimpiadi 2026 milano cortina
Arrivano le prime reazioni alla decisione di accettare gli atleti di Mosca. Tra queste anche quelle, negative, dalla commissione europea

Gli atleti paralimpici ucraini hanno annunciato che non parteciperanno alla cerimonia di apertura dei Gioghi paralimpici Milano-Cortina, in programma per il 6 marzo all’Arena di Verona, per protestare contro la decisione del Comitato Paralimpico Internazionale di consentire agli atleti russi di gareggiare sotto la loro bandiera nazionale. La decisione è stata comunicata oggi del Cpn ucraino. «La squadra paralimpica ucraina e il Comitato Paralimpico Nazionale dell’Ucraina boicottano la cerimonia di apertura dei XIV Giochi Paralimpici Invernali e chiedono che la bandiera ucraina non venga utilizzata alla cerimonia di apertura delle Paralimpiadi 2026!», recita il comunicato. La scelta del comitato per la realtà ucraina «ha un carattere puramente politico, poiché contraddice completamente i principi di assegnazione dei posti per la partecipazione alle Paralimpiadi e offre alla Russia una presenza politica alle Paralimpiadi con la bandiera e l’inno».

L’Ucraina non è sola

Anche il commissario europeo per l’Equità intergenerazionale, la Gioventù, la Cultura e lo Sport Glenn Micalleff ha dichiarato che non prenderà parte alla cerimonia di apertura. Per Micalleff, quella dell’IPC è una decisione «inaccettabile» poiché «mentre la guerra di aggressione russa contro l’Ucraina continua, non è possibile sostenere la reintegrazione dei simboli, delle bandiere, degli inni e delle divise nazionali». «Si tratta – prosegue il commissario – di elementi che non sono scindibili dal conflitto». Parole sostenute anche dal ministro dello Sport ucraino Matvii Bidnyi, secondo cui «la decisione del Comitato Paralimpico Internazionale di permettere a degli assassini e ai loro complici di competere sotto la loro bandiera nazionale è allo stesso tempo deludente e oltraggiosa».

La storia del ricorso degli atleti russi: il precedente

Finora la partecipazione degli atleti russi e bielorussi ai Giochi olimpici invernali era ammessa come da “individuali e neutrali” sotto la bandiera Ain (che non rientra nemmeno nel medagliere). Una situazione vigente per le Olimpiadi di Milano-Cortina, per esempio, con atleti delle due nazioni aderenti alla Federazione Internazionale dello Sci. Non è stato semplice arrivarci perché la Fis, inizialmente, li aveva esclusi anche come neutrali. Poi il Tribunale Arbitrale dello Sport (Tas) di Losanna ha accolto il ricorso degli esclusi dalle competizioni facendoli di fatto reintegrare.

Come si è arrivati alla decisione delle Paralimpiadi: il voto del settembre 2025

Come mai c’è stata una svolta invece per le Paralimpiadi? La decisione del Comitato paralimpico internazionale di riammettere inno e bandiera di Russia e Bielorussia era stata votata a maggioranza dai membri a fine settembre 2025. Il voto per proseguire la sospensione totale aveva visto 111 membri contrari e 55 a favore. I voti a favore del ritorno del Comitaro russo nell’Ipc con i suoi pieni diritti (sospensione parziale) erano stati 91 contro i 77 contrari. Per quanto concerne il Comitato bielorusso i favorevoli alla sospensione parziale erano stati 103 contro i 63 contrari. 

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