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«Gli studenti puliscano la classe prima di andare via». La lettera di Valditara ai presidi: il modello giapponese e le regole su palestre e laboratori

25 Febbraio 2026 - 23:22 Giulia Norvegno
Classe generica
Classe generica
La comunicazione del ministro dell'Istruzione, che chiede ai dirigenti scolastici l'introduzione di regole precise per coinvolgere gli studenti nella cura degli spazi in comune, oltre che delle proprie aule

Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha scritto una lettera ai dirigenti scolastici chiedendo che gli studenti sistemino le aule al termine delle lezioni. Come riporta Repubblica, l’iniziativa nasce dalla volontà di sensibilizzare alunni e famiglie alla «cura e decoro degli ambienti scolastici». Lo scenario di partenza è noto a chiunque abbia messo piede in una scuola italiana: scritte sui banchi e sulle sedie, incisioni sulle pareti, cartacce per terra e aule lasciate in disordine al suono dell’ultima campanella.

Il modello giapponese

Il riferimento, neanche troppo implicito, è al sistema scolastico giapponese, dove la pulizia quotidiana degli ambienti è affidata agli stessi studenti. Non si tratta solo di una questione pratica, ma di un esercizio concreto di educazione civica. Le immagini dei tifosi giapponesi che durante il Mondiale in Qatar pulivano le gradinate a fine partita avevano colpito l’opinione pubblica. Valditara sembra voler importare almeno una parte di quella mentalità nelle scuole italiane.

Il legame con l’educazione civica: meno teoria, più pratica

Nella lettera, il ministro fa esplicitamente leva sulle Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica, citandole direttamente: «Segnalano l’importanza che fin dai primi anni della quotidiana vita scolastica degli alunni siano presenti occasioni concrete di esercizio della convivenza civile, attraverso l’abitudine alla cura e al corretto uso degli spazi scolastici, dei sussidi e delle attrezzature comuni, l’osservanza di comportamenti rispettosi delle persone e dei beni pubblici».

Cosa chiede Valditara alle scuole

L’indicazione del ministro è precisa: inserire nei regolamenti scolastici e nei Patti educativi di corresponsabilità norme specifiche sulla tutela degli ambienti. «Le istituzioni scolastiche avranno cura di inserire nel Regolamento di istituto e nel Patto educativo di corresponsabilità specifiche regole di comportamento finalizzate alla tutela del decoro degli ambienti scolastici, degli arredi e dei sussidi didattici, condividendole con studenti e famiglie», scrive Valditara.

Riordino di aule, laboratori e palestre

Il ministro si spinge nel dettaglio, raccomandando «l’introduzione di una regola volta alla sistemazione dell’aula, degli arredi e del materiale didattico personale o condiviso al termine delle lezioni così come al riordino dei laboratori, degli attrezzi delle palestre e di ogni altro ambiente scolastico usato da più classi in avvicendamento». La norma riguarderebbe quindi non solo le classi, ma tutti gli spazi comuni utilizzati a rotazione dagli studenti.

Il problema del vandalismo dietro la lettera di Valditara

Dietro la lettera c’è un problema strutturale che grava quotidianamente sulle scuole: atti di vandalismo che si stratificano anno dopo anno, impegnando i collaboratori scolastici nella pulizia di arredi imbrattati e costringendo gli istituti a interventi periodici di tinteggiatura di aule e bagni. L’obiettivo di Valditara è spostare almeno parte di questa responsabilità sugli studenti stessi, coinvolgendo le famiglie attraverso i patti educativi firmati al momento dell’iscrizione.

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